Dopo omicidi di due francesi, si riparla di impennata del crimine

Dopo due tragici fatti di cronaca in cui, nelle scorse settimane, hanno trovato la morte due cittadini francesi, in Madagascar si è ripreso a parlare del recente balzo della criminalità. Dopo i fatti di Anjaka-Kelilalina (Vatovavy) – secondo il rapporto della Gendarmerie nationale, tre bambini di sei, otto e nove anni, ed un 65enne, sono stati uccisi a colpi d’ascia – le due vicende che hanno coinvolto gli stranieri, hanno esasperato un clima già teso. Pochi giorni fa, ad Ambositra, è stato assassinato un 73enne transalpino. Si trovava nella propria casa, quando sei criminali hanno sfondato la porta, per compiere una rapina. Lo avrebbero ucciso, secondo le testimonianze, per non aver loro rivelato dove nascondesse il denaro: pare, infatti, che la banda sia fuggita a mani vuote. 

Non ancora residente nell’Isola, era comunque molto amato dalla locale comunità: cercava di aiutare la missione cattolica della Diocesi di Ambositra, sia fornendo materiali da costruzione, sia attraverso l’invio di container. E poi presso il comune rurale di Bemanonga, a qualche decina di chilometri da Morondava, ha trovato la morte Agopian Patrick Joseph: il 67enne allevatore di buoi e capre, residente nel Paese, ha avuto la peggio in uno scontro armato con una cinquantina di dahalo, che gli hanno razziato 151 capi. Durante la sparatoria, hanno perso la vita anche un predone, e una guardia privata.

Autore: Francesco Giappichini

Direttore responsabile

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