Madagascar: dall’Europa 325 milioni di euro, ma condizionati

Nonostante di recente i rapporti tra Madagascar e Unione europea (Ue) abbiano mostrato crepe, le loro relazioni economiche non paiono, in apparenza, subire variazioni. Solo in apparenza però, come dimostra il recente annuncio di un contributo di 325 milioni di euro. «L’Unione europea, Ue, prevede uno stanziamento iniziale di 325 milioni di euro, per il finanziamento del Programma indicativo pluriennale, Pim, che la lega al Madagascar. Sebbene la durata di questo programma sia di sette anni, fino al 2027, gli stanziamenti indicativi per ciascuna delle aree prioritarie nonché le misure di sostegno, sono previsti solo per il periodo 2021-2024», recita un documento Ue.

Ossia per l’ulteriore tranche 2025-2027, se ne parlerà nel 2024, tenendo anche conto dell’esito del voto. Cosa dunque monitorerà l’Ue? Ecco un elenco non esaustivo. In primis, l’assenza di un nuovo quadro giuridico che accompagni il Paese al voto, garantendo i principi di democrazia e libertà di espressione, e la neutralità di Alta corte costituzionale e Commissione elettorale nazionale indipendente. Poi il rispetto dei diritti umani: focus sulle condizioni terribili delle carceri, e sui modi spicci delle forze dell’ordine, concausa dei fatti di Ikongo. Infine si giudicano eccessivi i canoni che si vorrebbero imporre ai pescherecci europei, considerando le ingenti somme che l’Ue stanzia periodicamente per l’Isola.

Chiese cristiane con l’opposizione per la concertation nationale

Nonostante fosse in corso le partecipata Decima edizione delle Journées mondiales de la jeunesse Madagascar (Jmj – Mada X Antsirabe 2022) –celebratesi ad Antsirabe tra il 30 agosto e il 4 settembre – il mondo ecclesiastico malgascio ha trovato comunque il tempo per intervenire nelle più calde vicende della politica e dell’attualità nazionali. In particolare, a rompere gli indugi sono state le chiese cristiane riunite nel Conseil chrétien des églises à Madagascar: l’organismo, più noto con l’acronimo di Ffkm (Fiombonan’ny fiangonana kristiana eto Madagasikara), riunisce la Chiesa cattolica e le comunità evangeliche storiche (luterane, anglicane e calviniste).

Insomma, non solo i cattolici e i protestanti malgasci hanno condannato con durezza la violenza di Ikongo, e negato ogni parola di comprensione verso la Gendarmerie nationale; ma hanno ribadito la necessità di una concertation nationale, che attenui lo scontro politico in vista del futuro appuntamento elettorale. Ipotesi, come noto, sinora respinta dal Governo, che la giudica una manovra pretestuosa per il potere. «Ribadiamo il nostro appello del 17 luglio scorso, per il riavvicinamento tra gli attuali governanti e tutte le altre forze vive», si legge nella dichiarazione del Ffkm, firmata dal presidente monsignor Samoela Jaona. L’auspicio è cioè instaurare un dialogo politico, che possa condurre «a una soluzione duratura».

Elezioni 2023, Ue vuole par condicio e non accetterà boicottaggi

L’Unione europea nei fatti ha rotto gli indugi, sia con la presidenza Rajoelina, sia col Governo in carica. E ha lanciato un messaggio chiaro: non solo le Elezioni del novembre 2023 dovranno svolgersi senza determinanti irregolarità, ma dovrà essere assicurata la partecipazione, e in condizioni di parità, a tutte le forze politiche nazionali. Non si dovrà cioé prestare il fianco ai boicottaggi delle opposizioni, pretestuosi o meno che siano. Per questo motivo, si dovrà adempiere alle raccomandazioni della Mission d’observation électorale de l’Union européenne (Moe – Ue), e se del caso, accordarsi anche con le opposizioni, al fine di riformare le norme elettorali.

Non escludendo neppure quella fumosa concertation nationale, vista come il fumo negi occhi dal regime al potere. In caso contrario, la pluridecennale partnership economica e finanziaria subirebbe contraccolpi. Segue il brano forse più controverso dell’ultima relazione della Moe – Ue, che mette implicitamente in dubbio l’imparzialità della Haute cour constitutionnelle (Hcc): «Sebbene le nomine dei presidenti della Ceni e dell’Hcc siano state effettuate nel rispetto delle disposizioni costituzionali e di legge, la presenza di persone ritenute vicine al potere, in posizioni che potrebbero influenzare l’esito delle Elezioni, non rafforza la fiducia degli elettori nel processo democratico, in vista delle Elezioni del 2023».

Affaire Ikongo, Unione europea contro uso eccessivo della forza

La strage di qualche giorno fa a Ikongo – che ha scatenato indignazione anche all’estero – non ha lasciato indifferente neppure l’Unione europea (Ue). Bruxelles è intervenuta con un comunicato – firmato dal portavoce della Délégation de l’Union européenne en la République de Madagascar et de l’Union des Comores – che da un lato condanna l’uso eccessivo della forza, e dall’altro ribadisce l’impegno contro la violenza verso gli albini. Mentre in patria l’opposizione, organizzazioni della società civile e le stesse Autorità statali si attendono che i responsabili siano puniti. E il deputato Brunelle Razafitsiandraofa ha dichiarato di voler istituire una commissione parlamentare d’inchiesta, per far piena luce sui fatti.

Segue il testo del documento Ue, dal titolo «Madagascar: dichiarazione del portavoce sugli eventi di Ikongo». «L’Ue esprime profonda preoccupazione per gli scontri tra la Gendarmeria e la popolazione a Ikongo il 29 agosto. Condanna l’uso eccessivo della forza che ha portato alla morte di una ventina di persone e chiede un’indagine indipendente per accertare i fatti e assicurare alla giustizia chiunque abbia violato la legge. Inoltre, l’Ue ribadisce il suo impegno nella lotta alla violenza contro le persone con albinismo. Tutto deve essere fatto per proteggere queste persone e sostenerle nella loro lotta per una vita libera da discriminazioni, stigma e violenza».

Madagascar contro progetto legge Usa contro la Russia

Di fronte al Countering malign russian activities in Africa act, che sta per essere votato dal Senato degli Stati uniti, il ministro degli Affari esteri del Madagascar, Richard Randriamandrato, non ci sta. Non solo ha dichiarato che il «Gruppo Wagner non è presente in Madagascar. Ci forniscano le prove». Ha anche aggiunto che «il Madagascar aderisce pienamente» alla posizione della Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale, fortemente critica contro il progetto statunitense. In particolare, il comunicato finale dell’ultimo Summit della Sadc (Southern african development community) suona come una sonora bocciatura dell’iniziativa statunitense: «Il Vertice ha espresso la sua insoddisfazione per il fatto che il Continente sia obiettivo di misure unilaterali e punitive ai sensi del Countering malign russian activities in Africa act, recentemente approvato dalla Camera dei rappresentanti degli Stati uniti, e ha riaffermato la propria posizione di principio di non allineamento, rispetto a qualsiasi conflitto esterno al Continente».

Il ministro ha quindi proseguito: «Il Madagascar è un Paese sovrano e non cerchiamo di essere nemici degli americani, dei russi o dei cinesi. Inoltre, ci opponiamo fermamente a qualsiasi iniziativa che tenti di influenzare le nostre scelte e le nostre decisioni, sulle relazioni internazionali. Il Madagascar non aderirà mai a un simile approccio».

Usa, progetto legge contro Russia in Africa (anche in Madagascar)

Sta creando polemiche, in Madagascar, un progetto di legge discusso nel Congresso degli Stati uniti. E’ il Countering malign russian activities in Africa act, già adottato dalla Camera dei rappresentanti, e in corso di approvazione presso il Senato. Il testo, d’iniziativa democratica, mira ad arginare l’avanzata dell’influenza russa in Africa. Le Autorità e la società civile malgascie si sono sentite chiamate in causa direttamente, dal provvedimento. Non solo gli Stati uniti considerano l’Isola permeabile alle manipolazioni russe, ma sono convinti che nel 2018 vi abbia operato anche il Gruppo Wagner, l’organizzazione paramilitare agli ordini del Cremlino.

Lo dichiara una risoluzione del Senato, del febbraio 2021: il proprietario della compagnia «Evgeniy Prigozhin, e le sue entità affiliate, sono stati coinvolti in operazioni di influenza in Africa, per conto del Governo della Federazione russa; hanno operato in almeno 20 Paesi, compresi Repubblica centrafricana, Madagascar, Mozambico e Sudan». La presenza di Wagner in Madagascar – pur smentita dal Governo di Tana – è invero ricavata da un’approfondita inchiesta del gruppo indipendente “Proekt team”, risalente al marzo 2019. Naturalmente, con l’approvazione definitiva della normativa, saranno impegnate anche le Autorità diplomatiche, contro questa «minaccia per gli interessi nazionali e la sicurezza nazionale degli Stati uniti».

Ue: per Di Girolamo saluti e bilanci, in arrivo Isabelle Delattre

Il 1° settembre vi sarà il cambio della guardia, alla guida della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore. Il diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo sarà assegnato – come responsabile per le attività in Medio oriente – alla Direzione generale per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee. Istituzione invero più nota con l’acronimo inglese Dg Echo (Directorate-general for European civil protection and humanitarian aid operations). Mentre il suo incarico sull’Isola rossa sarà affidato alla francese Isabelle Delattre, che sta per concludere il proprio mandato come capo dell’Unità Africa australe e oceano Indiano, presso la Direzione generale per la cooperazione internazionale e lo sviluppo dell’Unione europea.

E pochi giorni fa il nostro connazionale ha voluto riunire la stampa, per un sintetico bilancio della propria esperienza, e gli immancabili saluti. Nell’occasione ha ringraziato «l’ospitalità dei malgasci», aggiungendo che a «livello personale, la mia valutazione è positiva», poiché siamo stati «in grado di riattivare molti programmi con la Banca europea di sviluppo, oltre a progetti agricoli e nel campo della governance, senza dimenticare il completamento della tangenziale, con l’Agence française de développement». Ha poi rimarcato «i buoni rapporti» con le Autorità, «nonostante alcune divergenze di punti di vista».

Kere in Madagascar, visita ambasciatore Usa (e tirata d’orecchie)

La prima visita dell’ambasciatore degli Stati uniti, Claire Annette Pierangelo – da quando ha assunto l’incarico in Madagascar – si è svolta nelle regioni del Sud, funestate dalla carestia, o kere. Ha incontrato le comunità che beneficiano dei progetti sostenuti dall’Usaid (United States agency for international development), riaffermando l’impegno contro la malnutrizione, e a favore della resilienza degli abitanti. Nell’occasione, ha dichiarato che il «Governo degli Stati uniti è più che mai impegnato a ridurre la povertà, la fame e la malnutrizione in Madagascar». Un principio ribadito durante un’intervista rilasciata alla stampa nazionale: «Come ha detto, la popolazione del sud soffre la siccità. Ma soffre anche un’emarginazione che dura da molto tempo. Vi sono scarsi investimenti».

Nell’occasione non ha tuttavia risparmiato una stilettata all’attuale Amministrazione, per aver affermato la propria neutralità circa il conflitto tra Russia e Ucraina: «Ovviamente siamo estremamente delusi dalla decisione del Madagascar. Capisco i legami storici. Tuttavia la posizione della comunità internazionale è stata quella di opporsi, e denunciare l’invasione illegale dell’Ucraina. Penso che l’aspetto decisivo per il Madagascar, sia che l’azione della Russia mette in pericolo non solo la popolazione ucraina, ma anche il mondo intero, poiché minaccia l’approvvigionamento alimentare».

Nunzio Gualtieri in Perù, sui media bilancio del mandato a Tana

Monsignor Paolo Rocco Gualtieri, nunzio apostolico in Madagascar, nelle Seychelles e in Mauritius e delegato apostolico nelle Isole comore, giorni fa è stato nominato nunzio in Perú. Lascerà così la missione di Tana che guidava dal ’15. I media cattolici hanno tentato un bilancio dell’esperienza, segnalando come abbia incoraggiato le strutture cattoliche «a proseguire sulla strada del servizio e dello sviluppo delle popolazioni malgasce». Per approfondire, rimandiamo al pezzo del sito “Portalecce”, dal titolo «Dal Madagascar all’America latina. Mons. Paolo Gualtieri nuovo nunzio apostolico in Perù».

Eccone l’incipit. «Papa Francesco ha nominato nunzio apostolico in Perú, mons. Paolo Rocco Gualtieri, salentino di Supersano (diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca), arcivescovo titolare di Sagona, finora nunzio apostolico in Madagascar, nelle Seychelles e in Maurizio, delegato Apostolico nelle Isole Comore e in La Riunione. La nomina è stata resa nota stamattina dal Bollettino della Sala stampa vaticana. Mons. Gualtieri è volto noto nella diocesi di Lecce (LEGGI) non solo per via delle sue origini ma anche perché, sulla scia dei suoi predecessori rappresentanti della Santa Sede in terra malgascia, tra i quali un altro salentino di Andrano, mons. Bruno Musarò, ha continuato a mantenere vivo, anzi, a rendere ancor più solido, il forte legame tra la nostra terra e la terra africana».

X Summit Ue – Madagascar, cosa resterà? – 2

(Prosegue). Durante il Dialogo politico, sono poi state affrontate le questioni attinenti ai diritti umani, come l’omicidio del militante ambientale Henry Rasoloarisoa. L’Unione europea ha così chiesto chiarimenti sulla vicenda, e invitato a introdurre una normativa che tuteli informatori e whistleblower. Il presidente Andry Rajoelina ha poi esposto le varie realizzazioni del suo Governo: dagli interventi sulla Route nationale 13 (Rn 13), alla lotta contro la carestia. Né è mancato un elogio al diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo – capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore – per il coinvolgimento e l’impegno personale in Androy, Anosy e Atsimo Andrefana, le Regioni più in difficoltà.

Le parti hanno poi esaminato i progetti in corso o di prossima attuazione, che saranno supportati dal nuovo strumento di cooperazione dell’Unione europea, denominato Neighbourhood, development and international cooperation instrument (Ndici) – Global Europe. Dette iniziative riguardano più settori: governance, infrastrutture, energia, salute, sviluppo rurale, integrazione regionale. Si è parlato anche del rinnovo dell’Accord de partenariat de pêche durable Ue-Madagascar, che secondo le parti avverrà entro l’anno. E Rajoelina ha concluso, ottimista, che negli ultimi tre anni la cooperazione bilaterale tra le parti ha conosciuto una forte accelerazione.