18 dicembre, in onda “The Grand tour presents: a massive hunt”

Dopo i rinvii, l’annuncio: la puntata speciale di “The Grand tour” ambientata in Madagascar sarà in onda il 18 dicembre su Prime video, col titolo “The Grand tour presents: a massive hunt”. Per i particolari, si legga il pezzo «The Grand Tour Madagascar arriverà il 18 Dicembre su Amazon Prime Video», pubblicato su “Quotidiano motori”.

«The Grand Tour Madagascar, dopo mesi di attese, è in arrivo. Finalmente Amazon ha svelato la data di uscita di The Grand Tour A Massive Hunt! Così si chiama la nuova avventura di Richard, James e Jeremy, che verrà lanciata venerdì 18 dicembre su Prime Video. Dopo le spericolate avventure acquatiche nel Mekong, l’intrepido trio si ritrova su quattro ruote per la sua ultima avventura nelle esotiche isole di Reunion e Madagascar. A bordo di tre auto sportive Richard, James e Jeremy sono convinti di affrontare un viaggio tranquillo e divertente quando arrivano a Reunion e si lanciano a gran velocità sul tratto di asfalto più costoso del mondo: una sbalorditiva strada costruita sul mare. Ma una bizzarra sfida, lanciata da Mr. Wilman, li spinge ad attraversare l’oceano per giungere fino in Madagascar, dove dovranno affrontare la strada più ardua del mondo a bordo di alcune tra le auto più modificate che abbiano mai costruito, per completare una delle loro missioni più difficili fino a oggi. L’estenuante avventura si concluderà con un finale esplosivo».

Investire in Madagascar, consigli utili – 49

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Opportunità del commercio al dettaglio: modus operandi, capitale per l’avvio d’impresa, redditività.

«E’ redditizio su più settori merceologici, ma io consiglio la ferramenta, per l’elevato ricarico sulla merce e l’ampio assortimento dei prodotti in vendita. Il relativo mercato all’ingrosso – non ancora saturo – è per ora nelle mani dei karana. I piccoli negozi – molto diffusi – richiedono un investimento iniziale modesto (sui 10mila euro), e assicurano redditi comunque dignitosi. L’affitto? Sui 100 euro al mese. E per far la differenza, si può puntare sul servizio al cliente. Si può cominciare con una ditta individuale, e la sua semplice iscrizione fiscale: l’imposta forfettaria annua sarà di pochi euro, e risulteranno elementari le stesse scritture contabili. Il segreto? La buona visibilità, su una strada frequentata».

Migrazione interna, l’Académie nationale lancia l’allarme

In occasione della presentazione di un proprio Osservatorio sulle migrazioni interne, l’Académie nationale des arts, des sciences et des lettres de Madagascar lancia l’allarme sulle conseguenze – ambientali e sociali – dell’incremento del fenomeno. Si critica l’assenza dello Stato di fronte all’esodo verso l’Ovest delle popolazioni del Sud, che per sopravvivere disboscano le foreste locali – specie nella Regione Menabe – e piantano mais e arachidi. Prodotti molto richiesti dal mercato cinese. Secondo la relazione principale, «la migrazione interna è attualmente un pericolo per l’ambiente e per la stessa società», e «la popolazione del Sud del Paese sta abbandonando le proprie terre d’origine a causa dei fenomeni di kere dell’ultimo decennio, per effetto del cambiamento climatico o anche per tradizione».

Si osserva che il fenomeno è stato ereditato dall’epoca coloniale: gli stessi colonizzatori favorivano il flusso dei malgasci «dal Sud verso le altre regioni produttrici del Paese. Ciò, per impiegarli come braccianti nelle piantagioni di tabacco, o di altri prodotti di esportazione». E si aggiunge che «lo Stato non è più in grado di controllare, monitorare e valutare il fenomeno. Non disponiamo di dati statistici», sebbene, secondo uno studio di tre anni fa, «otto karandalana» – ovvero camion che trasportano sino a ottanta persone – «sbarcano ogni giorno nella Regione Menabe».

Sipromad e il sogno sfumato di Africanews, la parola ai giudici

Giorni fa a Parigi è iniziata la battaglia legale tra il Groupe Sipromad – di proprietà del magnate malgascio di origine indiana, Ylias Akbaraly – e la rete televisiva Africanews. Che come noto è controllata – assieme alla sorella Euronews – dal tycoon egiziano Naguib Sawiris: sì, quello di Italiaonline e delle Pagine gialle. Insomma l’acquisto di Africanews da parte di Sipromad – per 20 milioni di dollari – non si è perfezionato, e tra accuse reciproche si è infine giunti in Tribunale. Invero a bloccare l’acquisto sarebbe stato il veto – nella seconda metà del 2019 – della Repubblica del Congo, Paese che pur non essendo azionista, aveva però vari contratti in corso con l’emittente.

Un’occasione perduta, per l’imprenditore franco-malgascio – l’uomo più ricco del Paese – di accrescere il suo impero. Che, partito dall’industria, abbraccia oggi i più vari settori dell’economia, anche l’aeronautico. Del resto, nel Madagascar di oggi, l’ascesa di Akbaraly e del suo gruppo – nato come modesta impresa familiare – fa parte della storia nazionale, e non è certo relegata alle riviste economiche. Ricordiamo che il 60enne uomo d’affari è sposato con l’italiana Cinzia Catalfamo: la nostra connazionale – fondatrice e presidente della Fondazione Akbaraly, che sostiene da decenni vari progetti umanitari in Madagascar – ha rivestito anche la carica di console generale onorario in Antananarivo.

Investire in Madagascar, consigli utili – 48

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Parliamo del punto di pareggio: insomma, è arduo, in Madagascar, recuperare i capitali investiti?

«L’attività ristorativa può raggiungere il break even point, o bep, in tempi rapidi. E si parla addirittura di periodo di pareggio pari a un anno, nel caso di fast food dall’ottima location, o del classico ristorante sul lungomare, capace di attrarre i flussi turistici, anche nazionali. I segreti? Un affitto non caro, e un buon rapporto qualità-prezzo. Per la struttura alberghiera – causa i maggiori investimenti – il break even period avrà invece la durata di qualche anno. Anche l’impresa di import e vendita di auto e scooter – specie nella Capitale – può giungere al fatturato di pareggio in modo agevole. Si tratta di un’attività ove le capacità organizzative e pubblicitarie sono più determinanti dei capitali investiti».

Pil Madagascar profondo rosso, si spera nel rimbalzo

Per sdrammatizzare, presentiamo la battuta che circola in rete: «3,8% de rien ça fait effectivement pas grand chose…», ovvero, «Il 3,8% di niente in realtà non è molto…». Nella proposta di Legge finanziaria, presentata alla Camera bassa dal titolare del Ministero dell’Economia e delle finanze, Richard Randriamandranto, si mette nero su bianco quanto già anticipato: «Per il 2020, è molto probabile che il tasso di crescita economica stabilito non verrà raggiunto, a causa del contesto economico globale». Insomma, nessun aumento del prodotto interno lordo dello 0,8%, ma calo – chiarisce il documento – del 3,8: freddi numeri dietro cui si cela una maggiore vulnerabilità della popolazione.

Causa prima della recessione, la pandemia, con le sue ripercussioni in termini occupazionali. (Il Paese, pur risparmiato da una massiccia diffusione del virus, ha subito pesanti misure di confinamento, ndr). Altro fattore, la brusca frenata dell’export. Il settore alberghiero e della ristorazione è calato del 79% – causa soprattutto il blocco dei voli – mentre quello estrattivo del 53. In questo caso, dito puntato sulla crisi del mercato dei metalli. Per il 2021 si prevede invece una crescita del 4,5%, e una spesa pubblica pari a oltre 11mila miliardi di ariary. La nuova Legge di bilancio punta a promuovere la ripresa, e a mitigare i contraccolpi economici del Covid e della carestia al Sud.

Toamasina come Miami, Florida

Giorni fa, e dopo i ritardi causa pandemia, il presidente Andry Rajoelina, in quel di Toamasina, ha lanciato la prima fase del Projet Miami: progetto infrastrutturale che punta a trasformare un chilometro e mezzo del litorale della città portuale, in una spiaggia attraente. L’obiettivo è abbellire e riqualificare il lungomare – installando attrazioni turistiche e aree di intrattenimento per giovani – sul modello appunto del litorale turistico di Miami, in Florida. In sostanza, si vuol fare di Tamatave una leggiadra località di villeggiatura della costa orientale. E beninteso, si tratta di una delle promesse elettorali del capo dello stato, in occasione delle vittoriose Presidenziali del 2018.

La prima fase del Projet – riguardante le aree più a nord, e da ultimare entro marzo 2021 – prevede la costruzione di una barriera di protezione di 800 metri (in funzione anti-cicloni), lungo la costa, di un giardino, uno skatepark, un campo sportivo all’aperto, nonché di spazi adibiti al commercio ambulante degli artigiani. Ricordiamo poi che si è dato avvio anche alla riforma del noto viale Ratsimilaho, quello che costeggia il mare. A seguire partirà poi la seconda fase del Progetto, che riguarderà la parte meridionale della città. Nell’occasione, Rajoelina ha inaugurato altresì la sede del Port academy center Toamasina, centro di formazione per le professioni legate alla navigazione.

Dahalo, Mahajanga sotto assedio

Mahajanga assediata dai predoni locali, i Dahalo. La ripresa alla grande delle rapine a danno dei taxi-brousse che collegano la città, è avvenuta – tra il 17 e il 18 novembre – con tre attacchi in serie; conditi, come spesso accade, da gratuita violenza. Ovviamente, ha colpito l’opinione pubblica soprattutto l’assalto a tre mezzi che percorrevano la Route nationale 4 (Rn 4), che collega la città a Tana. Così un autista narra l’attacco, avvenuto nel Distretto di Marovoay, a 90 minuti da Majunga: «Abbiamo superato un veicolo e l’autista ci ha avvertito che i Dahalo stava creando un blocco sulla strada. Abbiamo iniziato a girare i mezzi, quando eravamo ancora lontani dal blocco. Ho aspettato diversi minuti che altre macchine si unissero a noi. Improvvisamente però i banditi ci hanno circondato: sparando, essendo armati. Sono fuggito nel bosco e mi hanno seguito alcuni passeggeri».

I malviventi hanno poi rapinato i passeggeri che non erano fuggiti. Sospettati dei finti venditori, osservati in giornata nei paraggi. Per un addetto ai lavori, «i taxi-brousse dovranno viaggiare in carovana e in gruppo. Non dobbiamo separarci dal convoglio. Prenderemo però anche misure di sicurezza, per porre fine a questi atti di banditismo». Come prima contromisura – in attesa di una specifica strategia – si è deciso che sì, la Gendarmeria controllerà la Rn 4, ma per ora i mezzi non saranno scortati.

Investire in Madagascar, consigli utili – 47

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Ci può parlare delle zone franche in Madagascar, ovvero dello statut d’entreprise en zone franche?

«Sono aree – diffuse a macchia di leopardo, ma prevalenti a Antananarivo – ove si possono costituire imprese straniere, che godono di benefici fiscali e doganali. Retaggio del periodo coloniale, il loro obiettivo (invero non sempre perseguito) è favorire le produzioni destinate all’export. Sono disciplinate dalla legge n° 2007-037 – reperibile sul portale dell’Economic board of development for Madagascar – che regola gli ostici requisiti per accedere a questo regime. Aggiungo che le varie agevolazioni riguardano in sostanza solo i primi cinque anni di attività. Le entreprise franche sono circa 200, tutte elencate nel suddetto portale. Sino al 2008, queste aziende partecipavano alla ricchezza nazionale per il 5,4 per cento».

Cooperazione, linea diretta Agrigento – Moramanga

I fedeli di Agrigento hanno fatto un regalo alla diocesi di Moramanga: un bel gruzzolo, per la costruzione di un pozzo nel seminario interdiocesano. All’origine del gesto, i natali canicattinesi di Rosario Saro Vella, vescovo locale. Questi, con la nomina a vescovo di Ambanja nel 2007, divenne il primo presule salesiano in Madagascar. Per approfondire, rinviamo al pezzo dal titolo «Inviata in Madagascar la somma per la costruzione di un pozzo», uscito su “Marsalalive.it”. Ne segue l’incipit.

«Obiettivo raggiunto. Era il regalo dei fedeli per l’ordinazione dell’arcivescovo coaudiutore di Agrigento. Inviata al vescovo di Moramanga. Era stato don Alessandro Damiano a chiedere ai fedeli e… L’economo diocesano di Trapani ha inoltrato nei giorni scorsi alla Diocesi di Moramanga in Madagascar, il bonifico con la somma di 15mila euro frutto della raccolta in occasione dell’ordinazione episcopale di don Alessandro Damiano. Si tratta del progetto per la realizzazione di un pozzo nel seminario Interdiocesano dove 80 seminaristi seguono il loro percorso di formazione senza servizi essenziali e senza l’acqua per l’igiene personale (per gli usi potabili viene utilizzata, solo per fare un esempio, l’acqua usata per far bollire il riso). Come dono per la sua ordinazione episcopale don Alessandro aveva chiesto, infatti, di indirizzare eventuali regali alla realizzazione di questo progetto».