Crisi del settore minerario (e fuga dei russi)

La situazione della società mineraria statale Kraoma (Kraomita malagasy), che si occupa di estrazione del cromo, è preoccupante; e tanto più dopo il disimpegno del partner russo Ferrum mining, dalla stampa locale definito una sorta di societá oscura. Insomma vi sono dipendenti che non percepiscono un salario da oltre tre mesi, debiti ingenti, e un grave deficit di bilancio, mentre il ministro delle Miniere e delle risorse strategiche, Fidiniavo Ravokatra, ha sì dichiarato che è in vista un piano di risanamento, ma senza poter essere più concreto. E tralasciamo in questa sede gli episodi di furto e malversazione, che hanno colpito l’azienda.

Come noto, la citata società russa – inevitabilmente di proprietà di un oligarca – ha cessato di fatto le attività in loco nel luglio scorso, per poi riprendersi le attrezzature nel novembre successivo. Dopo aver iniziato la collaborazione nel settembre 2018, i russi hanno motivato la loro affrettata fuga, con la rarità dei cromiti nelle locali miniere. Un aspetto che tuttavia la controparte malgascia nega con decisione, convinta che il minerale sia presente, e in quantità grandi. E va anche aggiunto che – proprio per difendere gli interessi di Ferrum mining – si sarebbe mossa anche l’ormai celebre macchina propagandistica della Russia. Un intervento – in occasione delle Presidenziali 2018 – che i media statunitensi hanno bollato come goffo.

Coronavirus e Madagascar, le cose da sapere – 3

Ieri il Ministero della sanità pubblica del Madagascar ha emesso una Nota urgente sul nuovo coronavirus: si applicano restrizioni all’ingresso nel Paese, anche nei confronti di chi proviene dall’Italia. Un paio di considerazioni, prima di rinviare al testo citato. In base ai documenti al riguardo dei vari organismi internazionali, la Grande île è sì capace di attuare un adeguato controllo sanitario alle frontiere per l’identificazione del virus, ma non dispone di strutture sanitarie idonee a far fronte a un’eventuale epidemia. Il solo Centre hospitalier universitaire (Chu) di Anosiala è in grado, sinora, di attuare cure e quarantene necessarie: un po’ poco.

Insomma, una decisione inevitabile, a cui possiamo però rispondere con la battuta della “Napoli milionaria”: «S’ha da aspetta’, Ama’. Ha da passa’ ‘a nuttata». Segue il testo, nelle parti più rilevanti : «Coloro che si trovano attualmente in Italia, in Corea del Sud e Iran e che prevedono di rientrare in Madagascar dovranno posticipare il rientro fino a nuovo ordine; tutte le compagnie aeree che servono il Madagascar, senza eccezione alcuna, sono obbligate a non imbarcare passeggeri o equipaggi che provengano da o che abbiano soggiornato in Italia [… ] negli ultimi 14 giorni; nessuna persona giunta via mare potrà sbarcare sul suolo malgascio se proviene da o ha soggiornato in Italia [… ] negli ultimi 14 giorni».

Coronavirus e Madagascar, le cose da sapere – 2

«Una rotta collega Milano e Nosy Be, ma in bassa stagione – vale a dire da gennaio ad aprile – è sospesa, per mancanza di clienti. I voli dovrebbero riprendere ad aprile, ma se l’epidemia continua a imperversare in Italia, saremo costretti a prolungare la sospensione; e i voli potranno riprendere solo con l’autorizzazione del Ministero dei trasporti, del turismo e della meteorologia», ha dichiarato un funzionario del Ministero della Sanità pubblica. Lo stesso dottor Vittorio Conte – titolare del portale Azmadagascar ( http://www.azmadagascar.onweb.it ) ed esperto del Paese – ci riferisce di ricevere numerose richieste di chiarimenti, sull’eventuale – e per fortuna da escludere – presenza del coronavirus in terra malgascia.

La circostanza dell’immunità dell’Isola ha stupito molti, vista la rilevante presenza cinese, specie ad Antananarivo. Alcuni esperti hanno così ipotizzato – per ora senza conferme scientifiche – che l’epidemia prediliga le aree temperate, rispetto alla cosiddetta fascia intertropicale. Gli amanti della fitoterapia hanno invece posto l’accento sui locali integrazioni alimentari – o infusi, polveri, spezie, olii essenziali – di cui si vantano capacità antivirali e antibatteriche, l’efficacia nel rafforzare le difese immunitarie. Segue un elenco: la ravensare aromatique, l’artemisia afra, il bois de rose, il noni, la spirulina, e la polvere di baobab.

Coronavirus e Madagascar, le cose da sapere

Sono molti gli italiani desiderosi di avere informazioni circa la presenza – e i relativi controlli – del Coronavirus disease 2019 (Covid-19) in Madagascar. Ce ne occuperemo con alcuni articoli, che alterano la nostra programmazione. Intanto va premesso che non vi si è registrato nessun caso di contagio confermato, quindi si può riportare la dichiarazione del dottor Rado Randriamiarana, capo del servizio di sorveglianza sanitaria di frontiera: «Effettuiamo una rigorosa sorveglianza sanitaria in tutti gli aeroporti, compresi i voli internazionali, nonché in tutti i porti del Madagascar. Non permettiamo a nessuno dall’esterno di entrare senza il loro controllo preventivo, in particolare quelli provenienti da paesi in cui il virus è già diffuso. Prima che i viaggiatori lascino l’aereo o la barca, i funzionari sanitari di frontiera chiedono informazioni sulla loro identità e sul paese di origine. Quindi, vengono controllate le cartelle cliniche di ciascun passeggero e viene misurata la loro temperatura».

Inoltre, la Grande île ha istituito la quarantena obbligatoria – per tutti i viaggiatori provenienti o in transito dalla Cina – a spese delle compagnie aeree e delle compagnie di navigazione. Le Autorità malgasce stanno poi pensando alla possibile sospensione temporanea dei voli tra Milano e Nosy Be, secondo quanto riferisce un funzionario del Ministero della Sanità pubblica.

Il nuovo aeroporto di Tana pronto al debutto

Il 98% dei lavori di costruzione del nuovo Aeroporto internazionale di Antananarivo-Ivato sarebbe già stato completato, secondo quanto affermato dal ministro dei Trasporti, del turismo e della meteorologia, Joël Randriamandranto. Il membro dell’Esecutivo malgascio ha visitato il sito, per vedere di persona lo stato di avanzamento del progetto. Nell’occasione ha anche spiegato che il lavoro rimanente sarà a carico dei fornitori di servizi che lavoreranno lì. L’inaugurazione di questo nuovo impianto, che ovviamente è in linea con tutti gli attuali parametri internazionali, dovrebbe avvenire nella prima metà di quest’anno.

A suo giudizio, il personale della società di gestione Ravinala airports – e anche quello delle compagnie aeree con rappresentazione in loco – ha svolto le simulazioni necessarie, per essere pronti all’apertura. La costruzione di questo impianto dovrebbe far raggiungere un obiettivo importante, secondo l’auspicio del ministro Randriamandranto: l’arrivo di mezzo milione di turisti, entro il 2023, in Madagascar. Ci vorrà però di più, affinché il settore turistico spicchi finalmente il volo. E, infatti, lo stesso esponente del Governo chiarisce che la ristrutturazione degli aeroporti dovrà riguardare anche le altre provincie. Non ci resta che segnalare, in questa sede, il sito dell’aerporto, con tante immagini della nuova struttura: https://ravinala-airports.aero .

Francia e Madagascar, un rapporto controverso

Cooperazione allo sviluppo sì, concessioni in termini geopolitici ben poche. Pare questa l’essenza del rapporto tra la Grande île e l’ex Madrepatria. La Francia sblocca 240 milioni di euro per il Piano di emergenza del Madagascar: il Plan emergence Madagascar (Pem 2019-2023). La somma sarà cioè interamente destinata all’attuazione di quest’importante programma governativo, secondo il titolare degli Esteri transalpino, Jean-Yves Le Drian: «La Francia vorrebbe riaffermare la sua volontà di essere un partner leader». L’incontro tra le Autorità malgasce – guidate dal presidente della Repubblica, Andry Rajoelina – e il ministro dell’Europa e degli affari esteri nel Governo di Édouard Philippe, ha dunque prodotto la firma di accordi di partenariato.

Tecnicamente, metà della somma sarà donata, mentre l’altra offerta in forma di prestito, attraverso l’Agence française de développement (Afd). Nessuna concessione si profila però sotto il profilo geopolitico. In un’intervista con la stampa, Le Drian ha affermato semplicemente che tra Francia e Madagascar sono in corso trattative sulla restituzione delle Isole Sparse. La seconda riunione della Commissione congiunta avrà senz’altro luogo, ha aggiunto, tuttavia non ha specificato data o luogo. Infine ha dichiarato che «i negoziati proseguiranno con fiducia, amicizia e chiarezza», e la questione merita una discussione approfondita.

Sud del Madagascar, si aggrava la carestia

La carestia – la kere in malgascio – continua a martoriare il Sud del Paese. In molti villaggi della regione di Androy si registrano casi di malnutrizione infantile, mentre gran parte del bestiame, specie zebù e capre, è decimato da sete e fame. E ciò per via della grave siccità che da ottobre sta affliggendo l’intera area. «Tutti i Distretti e i Comuni della regione di Androy sono colpiti dalla siccità e non hanno nemmeno una goccia di pioggia», secondo un funzionario della Gendarmerie nationale malgache. In particolare, ha colpito l’opinione pubblica nazionale la drammatica testimonianza di un gendarme di Bekily, riportata dalla testata online “madagascar-tribune.com”.

«Tutti i nostri raccolti vengono annientati a causa della mancanza di pioggia. Ci sono state precipitazioni da ieri lunedì, ma non ci aspettiamo alcun raccolto poiché la siccità ha seccato tutte le piante. I bambini piccoli soffrono di malnutrizione e implorano le persone. Così, la maggior parte della popolazione mangia solo due volte al giorno, al mattino e alla sera. I bambini sono stanchi e molto magri, con la pancia gonfia». Diversi bambini e donne in gravidanza soffrono di malnutrizione acuta o cronica, così la popolazione fa appello allo Stato. I residenti sono costretti a vendere il bestiame a prezzi bassi per acquistare cibo: uno zebù castrato vale da 500mila ariary a 600, anziché un milione.

Peste, il bilancio annuale

La peste, in Madagascar, non è stata debellata, e causa ancora una lunga scia di morte. E tuttavia i numeri che ci giungono dal Ministero della Sanità pubblica descrivono un’epidemia tenuta saldamente sotto controllo. Da agosto ad oggi, sono stati registrati 26 decessi – provocati soprattutto dalla variante della peste bubbonica – mentre i casi confermati, in totale, sono stati 81. In verità viene chiarito che solo 12 dei 40 Distretti considerati focolai, hanno comunicato i dati al Ministero. C’è quindi da temere che i numeri potrebbero anche essere più tragici. I Distretti più colpiti sono stati quelli di Tsiroanomandindy, Ankazobe e soprattutto Ambositra (specie quattro comuni del Distretto).

E secondo fonti del Dicastero, «la negligenza dei malati nel non voler andare in cura presso i centri sanitari di base, è la principale causa delle morti», altrimenti evitabili. Infatti, nessun morto si sarebbe verificato in ospedale. A causare l’epidemia sono in primis i roditori, così le Autorità sanitarie raccomandano di fare attenzione a tutto quanto possa attrarre i topi: il dissodamento dei campi, gli incendi boschivi, la gestione dei rifiuti, e soprattutto il loro abbandono nei campi. Si ricorda inoltre ai cittadini di questi villaggi di sbarazzarsi quanto prima dei tappeti sporchi: possono favorire il proliferare delle pulci, anch’esse vettori del contagio.

Majunga, un patrimonio coloniale in rovina

La città di Majunga è nota per varie ragioni: il sole, il mare, l’essere tanto amata dai turisti nazionali, quanto trascurata da quelli stranieri, il suo affascinante bord de la mer – il lungomare – il kebab. Sì, perché l’economia locale è dominata dalla comunità karana di religione islamica: di origine indiana, piuttosto chiusa, e tutta dedita ai propri commerci. E tuttavia Mahajanga – in lingua malgascia – possiede anche un patrimonio storico-architettonico di pregio: alcune case coloniali sono però trascurate dalle Autorità locali, e purtroppo cadono in rovina. E’ il caso dell’edificio firmato “Eiffel”, la cosiddetta «maison Eiffel». Fu costruita dallo studio di architettura di Gustave Eiffel, lo stesso personaggio che costruì la Tour Eiffel a Parigi.

Il palazzo è coperto da piante rampicanti che sembrano volerlo proteggere, è abitato da poche famiglie, e mostra i segni del tempo e dell’incuria. La sua architettura ricorda le tipiche costruzioni coloniali dei Tropici, ove ogni dettaglio mostra raffinatezza. Ha due piani, ognuno con una piccola veranda, mentre due scale di metallo splendidamente scolpite – ma oggi erose dalla ruggine – conducono ai piani superiori. L’edificio fu costruito per l’Esercito francese, durante il periodo coloniale. E non è l’unica costruzione realizzata dallo studio Eiffel in Madagascar. C’è anche il ponte Kamoro, il faro di Katsepy e il Bazar Be.

Immobiliare in Madagascar, occasioni da non perdere

Riceviamo dallo staff di Vittorio Conte – titolare del portale Azmadagascar ( http://www.azmadagascar.onweb.it ) – alcuni annunci immoboliari, che diffondiamo. Il professionista – nel Continente rosso da svariati anni – puo’ fornire assistenza per il conseguimento della residenza, necessaria per certi acquisti. Per chiarimenti, gli interessati potranno contattare Conte alla seguente e-mail: italiamadagascar@gmail.com .

«Estratti dal giornale di annunci di Antananarivo, del 12 febbraio 2020. 1) Affitto di un piccolo appartamento di due camere ad Ambohidatrimo – una periferia molto panoramica di Antananarivo – a 150mila ariary: equivalenti a 37 euro al mese. 2) Affitto di una minifattoria a circa 20 chilometri da Antananarivo, composta da casa d’abitazione di cinque camere, ufficio, due grandi pollai in muratura da oltre cento polli ciacuno, tre porcilaie in muratura, grande deposito e attrezzi vari. E’ servita da elettricità e due pozzi di acqua potabile. Il costo è pari a 400mila ariary, equivalenti a cento euro al mese. E’ possibile ricavare buon reddito per due o tre famiglie. Saranno forniti i numeri di telefono per verificare, ma va chiarito che chi è interessato deve prima diventare residente. E puo’ farlo con la nostra completa assistenza. Per ogni informazione è possibile contattarci gratis (anche con Whatsapp, sul numero italiano 00393500342209). Staff dottor Vittorio Conte».