X Summit Ue – Madagascar, cosa resterà?

Giorni fa si è svolto nel Palazzo Iavoloha – residenza ufficiale del capo dello stato – il 10° Dialogo di partenariato tra Madagascar e Ue (10e Dialogue de partenariat entre Madagascar et l’Ue). Presenti, il presidente del Madagascar Andry Rajoelina, il premier Christian Ntsay, vari ministri, il diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo, capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore, gli incaricati d’affari di Germania e Francia. Vari i temi all’ordine del giorno, in primis la politica nazionale e le Presidenziali ’23. Hanno esordito gli europei, che hanno invitato la controparte ad attuare le raccomandazioni formulate nella Relazione finale della Mission d’observation électorale de l’Union européenne del 2018.

L’Unione europea ha infatti sottolineato l’importanza di un processo elettorale inclusivo, pacifico e trasparente. Ha fatto seguito l’intervento del presidente: «Il Madagascar non è un Paese in crisi. Quello che conta per noi oggi è garantire la salute del Paese, il benessere delle persone, la ripresa economica, ma anche la pacificazione»; ha poi aggiunto che «il Madagascar ha bisogno di stabilità per andare avanti con calma, per riprendersi dallo shock delle recenti crisi. È solo favorendo un clima sociale pacifico e unito che potremo liberare tutto il potenziale del Madagascar e guidarlo sulla via della prosperità». (Continua).

Turismo in Madagascar: bilancio primo semestre, italiani secondi

Il Ministero del Turismo del Madagascar ha fornito i dati relativi agli arrivi internazionali, nel corso del primo semestre dell’anno. Ebbene, risulta che gli sbarchi, in questo periodo, hanno sfiorato quota 70mila viaggiatori. E’ stato poi osservato che, a partire dal 18 maggio, i passeggeri per turismo sono stati pari al 53% del totale, e che tra costoro, le nazionalità prevalenti sono state, nell’ordine, Francia, Italia e Mauritius. In particolare, i turisti francesi sono stati il 20,1%, gli italiani l’11,5, e i mauriziani il 3,7. Ricordiamo che l’Isola ha avuto il miglior anno turistico nel 2019, con la cifra di 400mila arrivi. A questo proposito, va segnalato l’ottenimento, sin dal settembre del 2021, del Safe travels stamp: il timbro globale di sicurezza e igiene, lanciato dal World travel & tourism council (Wttc).

In sostanza, è un marchio per i viaggi sicuri a livello globale, che consente ai viaggiatori d’identificare destinazioni e aziende, che hanno adottato gli standard globali per igiene e salute. Questa la dichiarazione, all’epoca, del titolare del Dicastero competente, Joël Randriamandranto: «Questo riconoscimento del Madagascar da parte del Wttc arriva al momento giusto. È un segnale forte e un segno di fiducia per il lavoro svolto da tutti gli stakeholder che quotidianamente lavorano per rilanciare le attività turistiche in un contesto sanitario difficile».

Vertice Rajoelina – Chiesa cattolica, c’è anche nunzio Gualtieri

Giorni fa, il presidente Andry Rajoelina, cattolico, ha ricevuto una delegazione della Chiesa cattolica dell’oceano Indiano, composta dal cardinale mauriziano Maurice Piat, dall’italiano Paolo Rocco Gualtieri, nunzio apostolico nel Paese, nonché dal vescovo di Morondava, monsignor Fabien Raharilamboniaina, che è presidente della Conferenza episcopale del Madagascar. L’incontro ha riguardato i progetti di sviluppo e la collaborazione tra Governo e Chiesa, nei settori di istruzione, sanità, agricoltura, insicurezza alimentare e autosufficienza alimentare. Da rimarcare, come il cardinale di Mauritius abbia ribadito l’obiettivo di fare del Madagascar, il granaio dell’oceano Indiano.

Negli ultimi tempi, il rapporto tra Governo e Chiesa si sarebbe lievemente incrinato, giacché i vescovi avebbero apprezzato la proposta dell’opposizione di una concertazione nazionale, in vista delle prossime elezioni. Idea avversata dal regime in carica, perché potrebbe condurre a un Esecutivo di unità nazionale. Sua eccellenza monsignor Gualtieri, è nunzio apostolico in Madagascar, nelle Seychelles e in Mauritius, delegato apostolico nelle Comore, nonché arcivescovo titolare di Sagona in Francia. Nato nel 1961 a Supersano nel leccese, ricopre l’incarico nell’Isola dall’aprile 2015; ha operato presso le rappresentanze pontifice in Papua nuova Guinea, ed in Repubblica dominicana (tra il 1999 e il 2002).

Lotta alla carestia in Madagascar, focus su contributo Francia

La carestia, kere in malgascio, continua a devastare gran parte del Sud del Madagascar. E’ quindi opportuno un approfondimento dedicato all’impegno della Francia, l’ex madrepatria, per contrastare il fenomeno. In particolare faremo riferimento ai dati resi noti a fine giugno dall’Ambassade de France à Madagascar, in occasione del viaggio del suo titolare Christophe Bouchard nelle aree più colpite: ovvero nella Regione Atsimo Andrefana. Ebbene, risulta che Parigi ha contribuito – tra il 2021 e giugno 2022 – con oltre sette milioni e 600mila euro, destinati a più enti. Nello specifico sono affluiti tre milioni e 130mila euro nel 2021 e quattro milioni e 500mila quest’anno.

Lo scorso anno, sono stati sostenuti i progetti di Action contre la faim (Acf) Madagascar, di Humanité & inclusion – Programme Madagascar, del Groupe de recherche et d’échanges technologiques (Gret) Madagascar, nonché del Programma alimentare mondiale (Pam), i cui funzionari hanno accompagnato l’ambasciatore in visita. Quest’anno i fondi hanno beneficiato in primis il Pam: nella misura di un milione e mezzo, è stata finanziata l’iniziativa Miaro, destinata alla cura e prevenzione della malnutrizione acuta tra i bambini. Il resto dello stanziamento è stato indirizzato a Acf, Humanité & inclusion – Programme Madagascar, Gret, Médecins du monde, e Care international, che hanno fornito aiuti alimentari d’emergenza.

Offensiva media francesi, Philippe François come Brittney Griner

Da settimane i media transalpini stanno lanciando un’offensiva – che condividiamo – contra la condanna a dieci anni di lavori forzati, comminata in Madagascar all’imprenditore francese, ed ex ufficiale, Philippe François. Della vicenda giudiziaria, i cui contorni sono rimasti oscuri, si è trattato molto anche su questo spazio. Secondo la magistratura, costui sarebbe stato coinvolto – grazie ai suoi trascorsi militari – in un tentantivo di colpo di stato, che personalità politiche e militari malgasce avrebbero dovuto attuare nel luglio 2021. La difesa fa tuttavia notare che le prove a carico restano fumose, mentre per la stampa di Francia, l’imprenditore sarebbe piuttosto vittima del raffredamento dei rapporti tra Tana e Parigi, causa la rivendicazione delle Isole Sparse.

Insomma una sorta di sequestro di Stato per disporre di «merce di scambio», che ricorderebbe da vicino l’arresto, in Russia, della cestista statunitense Brittney Griner. Una brutta storia, resa ancor più drammatica dalle condizioni infernali del carcere di Tsiafahy, ove è recluso. Un penitenziario che dal 2018 è nell’occhio del ciclone, per l’impietosa denuncia di Amnesty international: «Le Autorità malgasce devono cessare immediatamente d’inviare detenuti in custodia cautelare nel carcere di massima sicurezza di Tsiafahy, decongestionare questa struttura e migliorare notevolmente le condizioni di detenzione».

Turismo e mercati emissori, il Madagascar punta a diversificare

Il Madagascar, e in particolare il Dicastero del Turismo, stanno puntando con decisione a diversificare i Paesi emissori di turisti, e a conquistare nuove fette del mercato outgoing mondiale. E l’attenzione, in questi mesi, pare orientata sui flussi in entrata da Africa, India, ed Europa orientale, anche in considerazione dell’esistenza di collegamenti aerei diretti con queste aree. In particolare, Ethiopian Airlines e Kenya Airways dovranno avere la leadership per il mercato africano, mentre Air Mauritius e Turkish Airlines per chi proviene dal subcontinente indiano. Così la recente ripresa dei voli Turkish Airlines – oltre che dei collegamenti con le Comore operati da Madagascar Airlines – va in questa direzione.

Beninteso, tra le priorità del Ministero del Turismo c’è anche l’esigenza di preservare i mercati tradizionali, come Francia, Italia, Germania e Sudafrica. Al riguardo il ministro competente, Joël Randriamandranto, ha spiegato che questi turisti rappresentano il 30% dei viaggiatori entrati in Madagascar dalla ripresa dei voli, ed ha previsto che «questo tasso dovrà raggiungere il 70% a luglio». E’ chiaro che poi l’obiettivo a lungo termine, è raggiungere lo stesso numero di visitatori del 2019, ovvero dell’era pre-pandemica. Infine le Autorità puntano anche al Safe travels stamp, timbro globale di sicurezza e igiene, lanciato dal World travel & tourism council (Wttc).

Le giovani del Bloco malagasy dal Brasile al Festival Opus pocus

Il gruppo musicale malgascio Bloco malagasy, che suona la batucada e le più tipiche percussioni afro – brasiliane, si esibirà alla X edizione del Festival Opus pocus. L’evento musicale, che si celebrerà dal 29 luglio al 23 agosto prossimi presso l’Isola della Riunione in Francia, ha in programma tra l’altro 20 concerti. La band, nota sia in Madagascar sia in Brasile, è formata da 200 ragazze, di età compresa tra i 12 e i 24 anni, (ma qualche ragazzo, a titolo di ospite, riesce sempre a integrarsi). Tutte costoro vivono nei quartieri più disagiati di Toliara, e frequentano il Centre de art et musique (Cam): un istituto, quest’ultimo, che è stato fondato dall’Organisation non gouvernementale Bel avenir – con sede a Toliara – ed è finanziato anche dall’ente italiano Fondazione Alta mane Italia.

Il gruppo – formato nel 2008 per offrire un’attività culturale di qualità alle ragazze ad alto rischio di esclusione sociale, e per proporre spettacoli che trasmettano messaggi in difesa dei diritti umani – si è anche in passato esibito in tournée in giro per il mondo. A rimanere nella storia è stata però quella che ha attraversato l’intero territorio brasiliano, tra il luglio e l’agosto del 2014: Recife, Salvador de Bahia, Rio de Janeiro e San Paolo. In particolare, la tappa nel quartiere Pelourinho di Salvador de Bahia, fa ormai parte a pieno diritto della memoria collettiva malgascia.

Guerra, la neutralità del Madagascar è un caso diplomatico

L’Occidente continua a esercitare pressioni nei confronti del Madagascar, come a voler accerchiare l’Isola sotto il profilo geopolitico. La neutralità dell’Ile rouge innanzi al conflitto tra Russia e Ucraina – testimoniata dall’astensione nel voto presso le Nazioni unite, e dal recente accordo con Mosca che prevede anche una partnership militare – sembra sfociare nel caso diplomatico. Secondo informazioni comunicate dal Ministero della Difesa nazionale, una carovana di diplomatici – presumibilmente arrabbiati e minacciosi – giorni fa ha raggiunto la residenza del generale Richard Rakotonirina, il ministro della Difesa. Le vie del quartiere Andohalo di Tana, hanno dunque visto sfilare una delegazione composta, tra gli altri, dall’italiano Giovanni Di Girolamo, capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore, da Amy Hyatt, incaricata d’affari presso l’Ambasciata degli Stati uniti, e da rappresentanti delle Ambasciate di Regno Unito, Francia e Giappone.

Il ministro ha riaffermato che i partner internazionali stanno attribuendo al trattato un’importanza eccessiva, trattandosi di un’intesa di tipo ordinario, e che i rapporti bilaterali Madagascar – Russia risalgono addirittura a cinquant’anni fa. Detto patto prevede fornitura e manutenzione di armi e altri equipaggiamenti militari, e più in generale il rafforzamento dell’esercito nazionale.

World press photo, vince anche il Madagascar di Rijasolo

C’è anche il fotografo malgascio Rija “Rijasolo” Randrianasolo – nato in Francia – tra i vincitori regionali della 65esima edizione del World press photo. Tra i premiati nelle sei regioni mondiali, si sceglieranno poi i vincitori globali: quattro in tutto, come le categorie in cui si suddivide il più importante concorso di fotogiornalismo. Randrianasolo ha vinto per l’Africa, col progetto La Guerre du zébu: le immagini furono scattate nel febbraio 2013, intorno a Betroka. Long-term projects, è invece la categoria di riferimento: quella che riguarda i progetti a lungo termine, su un unico tema, e contenenti tra 24 e 30 foto. Per approfondire, rimandiamo al pezzo del sito “Il Post”, dal titolo «Le foto del World press photo».

Ecco l’inizio dedicato al fotografo malgascio. «Africa, Long-term Projects. The Zebu War, © Rijasolo, Riva Press. Per decenni, la popolazione rurale del Madagascar meridionale e occidentale ha subito violenze e il furto quotidiano dei loro zebù, bovini molto pregiati, da parte di gruppi di uomini chiamati “dahalo” (che si traduce approssimativamente come “banditi”). Gli zebù vengono usati nei pagamenti della dote, nei rituali e sono molto apprezzati per la loro carne. Dagli anni Settanta, la crescente disuguaglianza economica e una crisi alimentare hanno esacerbato il furto degli zebù, con frequenti scontri violenti tra comunità rurali e gruppi di dahalo».

Neo titolare Esteri Madagascar, primo incontro con Di Girolamo

Dopo il rimpasto di alcuni giorni fa, che ha originato un nuovo Governo in Madagascar, in molti si sono chiesti se la politica estera del Paese subirà variazioni. Come abbiamo già scritto su questo spazio, è cambiato il titolare del Ministero degli Affari esteri, così per il nuovo ministro Richard Randriamandrato, è già iniziata la girandola delle visite di cortesia, da parte dei diplomatici stranieri presenti sull’Isola. E i media nazionali hanno dato un gran rilievo alla prima di queste visite, che ha riguardato l’italiano Giovanni Di Girolamo: ovvero il capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore. Inevitabilmente non è mancato l’uso forse inopportuno del proverbio «Chi primo arriva meglio alloggia», nella versione transalpina «Premier arrivé, premier servi».

Come se questa precedenza, significasse recuperare l’ottimo rapporto con l’Unione europea (Ue), in seguito al gelo successivo alla crisi in Ucraina. In ogni caso, nel corso della cerimonia d’insediamento, Randriamandrato è tornato sul dossier delle Isole sparse rivendicate alla Francia, dichiarando che «Queste Isole sono nostre. Non c’è più bisogno di contrattare perché ci appartengono». Tuttavia, secondo gli analisti, si dovrà attendere l’esito delle Elezioni presidenziali francesi del 10 aprile, per sapere di più sull’andamento del fascicolo, e sul proseguimento dei negoziati.