Madagascar, migranti interni oltre il 20 per cento

L’Institut national de la statistique (Instat) del Madagascar ha di recente pubblicato il Recensement général de la population et de l’habitation (Rgph) 3. In particolare, questa fase del censimento della popolazione era centrata sul fenomeno sull’emigrazione interna. Ebbene, sono stati censiti oltre cinque milioni e 300mila migranti interni, pari al 20,5% degli abitanti. Il dato fa riferimento ai cittadini che almeno una volta nella vita si sono trasferiti: ovvero, che hanno cambiato almeno il Distretto di residenza. L’indagine di questi migranti vede la lieve prevalenza delle donne, col rapporto femmine – maschi di 97 a cento.

L’età media è di 31 anni. Ad attrarre di più – nonostante quanto si può immaginare – sono le aree rurali, rispetto alle urbane. Infatti in circa due casi su tre, i flussi – ovviamente alla ricerca di terre fertili – avvengono tra zone agricole, spesso limitrofe. Circa le città, le più interessate dal fenomeno sono Toamasina e Mahajanga; prevale invece Antsirabe, per le migrazioni più recenti. Gli spostamenti sono causati in primis da motivi economici, su tutti la ricerca di lavoro. E al fuori del linguaggio statistico, è facile immaginare che gran parte dei flussi sia legata alla carestia che flagella il Sud. Alcuni esperti rilevano che il Paese non ha una politica migratoria e i vari leader si sono sempre rifugiati nel principio di libera circolazione.

Ue: per Di Girolamo saluti e bilanci, in arrivo Isabelle Delattre

Il 1° settembre vi sarà il cambio della guardia, alla guida della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore. Il diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo sarà assegnato – come responsabile per le attività in Medio oriente – alla Direzione generale per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee. Istituzione invero più nota con l’acronimo inglese Dg Echo (Directorate-general for European civil protection and humanitarian aid operations). Mentre il suo incarico sull’Isola rossa sarà affidato alla francese Isabelle Delattre, che sta per concludere il proprio mandato come capo dell’Unità Africa australe e oceano Indiano, presso la Direzione generale per la cooperazione internazionale e lo sviluppo dell’Unione europea.

E pochi giorni fa il nostro connazionale ha voluto riunire la stampa, per un sintetico bilancio della propria esperienza, e gli immancabili saluti. Nell’occasione ha ringraziato «l’ospitalità dei malgasci», aggiungendo che a «livello personale, la mia valutazione è positiva», poiché siamo stati «in grado di riattivare molti programmi con la Banca europea di sviluppo, oltre a progetti agricoli e nel campo della governance, senza dimenticare il completamento della tangenziale, con l’Agence française de développement». Ha poi rimarcato «i buoni rapporti» con le Autorità, «nonostante alcune divergenze di punti di vista».

Kere in Madagascar, visita ambasciatore Usa (e tirata d’orecchie)

La prima visita dell’ambasciatore degli Stati uniti, Claire Annette Pierangelo – da quando ha assunto l’incarico in Madagascar – si è svolta nelle regioni del Sud, funestate dalla carestia, o kere. Ha incontrato le comunità che beneficiano dei progetti sostenuti dall’Usaid (United States agency for international development), riaffermando l’impegno contro la malnutrizione, e a favore della resilienza degli abitanti. Nell’occasione, ha dichiarato che il «Governo degli Stati uniti è più che mai impegnato a ridurre la povertà, la fame e la malnutrizione in Madagascar». Un principio ribadito durante un’intervista rilasciata alla stampa nazionale: «Come ha detto, la popolazione del sud soffre la siccità. Ma soffre anche un’emarginazione che dura da molto tempo. Vi sono scarsi investimenti».

Nell’occasione non ha tuttavia risparmiato una stilettata all’attuale Amministrazione, per aver affermato la propria neutralità circa il conflitto tra Russia e Ucraina: «Ovviamente siamo estremamente delusi dalla decisione del Madagascar. Capisco i legami storici. Tuttavia la posizione della comunità internazionale è stata quella di opporsi, e denunciare l’invasione illegale dell’Ucraina. Penso che l’aspetto decisivo per il Madagascar, sia che l’azione della Russia mette in pericolo non solo la popolazione ucraina, ma anche il mondo intero, poiché minaccia l’approvvigionamento alimentare».

Andranovory, un Centro medico grazie a Change4Mada e Sos Toliara

Nelle scorse settimane, presso Andranovory nella Regione Atsimo-Andrefana, in Madagascar – e grazie anche e soprattutto alla cooperazione italiana – è stato inaugurato il Centre medical et pharmacie De Grace. Questa cittadina, di qualche decina di migliaia di abitanti, è «meta quotidiana di decine di sfollati interni che arrivano dalle zone interne dell’Androy e dell’Anosy», e che fuggono dalla carestia o kere. La realizzazione di questo Centro medico dotato di otto posti letto – con annesso un Dispensario farmaceutico – è stata finanziata dall’Associazione Change4Mada odv (organizzazione di volontariato), con sede a Maranello, nonché dall’Association Sos (Sakaizan’ny olona sahirana) Toliara.

Quest’ultima – fondata dal noto padre Jean Chrysostome Ravelomahitasoa, detto semplicemente “Padre Jean” – opera in simbiosi con un’altra organizzazione di diritto italiano: l’Associazione Sos (Sakaizan’ny olona sahirana) Toliara odv (organizzazione di volontariato), che ha sede a Cava de’ Tirreni. E per approfondire, rimandiamo a un contributo apparso sul portale di quest’ultima associazione, col titolo «Dispensario Farmaceutico». Ne segue l’incipit. «Centre medical et pharmacie De Grace Finanziato da: Change4MADA odv Maranello Italia. Anno 2022. 14 Agosto 2022 Andranovory Madagascar  (Circa 60 Km a Nord-Est da Toliara). Inaugurazione del nuovo “Centre Medical et Pharmacie De Grace”».

Nosy Be, la 9° edizione del Festival Sômarôho ha fatto il botto

La Nona edizione del Festival Sômarôho – l’evento culturale, musicale, turistico e sportivo, svoltosi tra il 3 e il 7 agosto a Nosy Be in Madagascar – ha ottenuto un successo inaspettato di pubblico. Per fare un esempio, dal porto di Ankify, il 6 agosto, sono salpati oltre duemila passeggeri, secondo l’Agence portuaire maritime et fluviale (Apmf). Segnale, secondo gli organizzatori, che i malgasci – dopo il periodo della pandemia – vogliono tornare a stare insieme, divertirsi, e promuovere la propria arte all’estero. A stravolgere la quotidianità dell’isola sino all’alba, non solo gli show di tanti artisti locali, come Tence Mena, Black Nadia, D-Lain, Eusebia, Ambondrona, Basta Lion, Big Mj, o Ingah Tax; ma anche gli spettacoli dei loro colleghi stranieri – come Mk Di, Ray Neïman, Meiitod, Joeboy, Nadine Veerasamy, Mikidache, o l’esponente del ndombolo Awilo Longomba – che ogni sera hanno riempito lo Stadio Ambodivoanio di Andoany, grazie a ritmi diversi dall’onnipresente salegy.

Gli obiettivi dell’evento – dare impulso all’economia e al turismo locale, ma anche promuovere musica e cultura malgascia, ed artisti locali in cerca di visibilità internazionale – sono stati quindi centrati appieno. Nel corso di questi giorni di festa, è stato decorato il cantante Joël Issoubaly Andriamahazo detto Wawa, l’ideatore del festival. Futuro traguardo, esportare la manifestazione all’estero.

A Sassi presidente Vim, medaglia di riconoscenza del Madagascar

Marco Sassi – presidente dell’Associazione Vim (Volontari italiani per il Madagascar) organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ossia la rete di coordinamento che riunisce oltre cento enti di cooperazione internazionale attivi nell’Isola – ha ricevuto importanti onorificenze. L’Ambassade de Madagascar à Rome, in occasione della Festa nazionale, gli ha conferito l’attestato di benemerenza e la medaglia di riconoscenza. Segue il pubblico ringraziamento, espresso su Facebook: «Condivido con piacere l’attestato di benemerenza e la medaglia di riconoscenza che l’Ambasciata del Madagascar a Roma mi ha così gentilmente concesso in occasione della Festa dell’Indipendenza. Grazie di cuore!».

Segue l’incipit di una sua recente testimonianza da una tra le aree più colpite dal kere (la carestia), che da tempo funesta il Sud del Paese. «Non so da dove cominciare. Né dove finire. Per raccontare la povertà di questi giorni nel Sud del Madagascar. Vortici di considerazioni che vorrei condividere, sulla carestia, la kere, la siccità e i cambiamenti climatici, la mancanza d’acqua, la mancanza di aiuti, la mancanza di istruzione e di cure sanitarie, la denutrizione che causa rachitismo e ritardi mentali… non so come fare a raccontare, forse perché le ho già raccontate, forse perché il grande peggioramento in corso da anni non è stato accompagnato da nuove parole adatte ad esprimerlo».

Italian open cibus, a Nosy Be s’insegna la cucina italiana

Giorni fa ha avuto luogo, presso Nosy Be in Madagascar, l’evento denominato Italian open cibus. La manifestazione, durata una settimana, aveva l’obiettivo di promuovere non tanto la cucina italiana, quanto la formazione per ogni figura professionale la riguardi. A organizzare l’evento, l’associazione no profit Talent seed organizzazione non lucrativa di utilità sociale, che ha potuto contare sul supporto di vari partner, e patricinatori. Tra questi ultimi, segnaliamo il Consolato onorario d’Italia a Nosy Be, e la Camera di commercio Italia-Madagascar. Per approfondire, rimandiamo al pezzo pubblicato sul sito del partner Enaip (Ente nazionale associazioni cristiane dei lavoratori italiani istruzione professionale) Piemonte, e intitolato «In Madagascar per promuovere la cucina italiana nel mondo».

Eccone l’incipit. «Enaip Piemonte è tra i partner dell’Associazione no profit Talent Seed Onlus, che ha organizzato a Nosy Be, Italian open cibus. Una settimana di eventi dedicata alla promozione della formazione nel campo della ristorazione e dei prodotti italiani, che prevede, tra i progetti, la realizzazione di un centro di formazione professionale per i giovani nel settore ristorativo/alberghiero. In Madagascar al momento ci sono Sergio Pugliano, Direttore Generale di Enaip Piemonte, gli chef Alcide Grappiolo del CFP Alberghiero di Acqui Terme e Davide Saretto di Enaip Veneto».

Rafia, Roxy (Quiksilver) vola fino a Mahajanga e fa un video

Un bel progetto lega Roxy – brand femminile della casa di abbigliamento per surf, Quiksilver – e il Madagascar. E’ stata affidata alla designer Stella Jean – romana di origine haitiana – una nuova creazione: la borsa We make waves, in rafia proveniente dall’Isola. E per promuoverla, la designer, alcune surfiste del team Roxy e un’équipe di “Vogue Italia”, sono volate a Tana e Mahajanga, alla scoperta della lavorazione della rafia. In loco hanno infatti incontrato il regista Geoffrey Gaspard – l’autore di “Tavela” – che dal viaggio ha ricavato un video dal titolo “Journey to Madagascar”. Il filmato mostra anche il laboratorio della marca Made for a woman e la stessa titolare Eileen Claudia Akbaraly.

Per approfondire, rimandiamo al pezzo pubblicato sul sito del “News Music television (Mtv)” e intitolato «Un viaggio alla scoperta del Madagascar con Roxy e Stella Jean! [Video]». Eccone l’incipit. «Scopri l’anima del Madagascar! È l’alba. Le prime luci del giorno fanno brillare le strade del Madagascar, e sembrano quasi voler indicare la via verso la meta del viaggio, Mahajanga, che appare come una città dorata nell’atmosfera magica del sorgere del sole. In viaggio ci sono il team Roxy e Stella Jean, designer italo – haitiana. L’obiettivo è arrivare al cuore produttivo della raffia, una fibra forte ricavata dalle foglie dell’omonima pianta, utilizzata per dare vita a corde o borse».

Nunzio Gualtieri in Perù, sui media bilancio del mandato a Tana

Monsignor Paolo Rocco Gualtieri, nunzio apostolico in Madagascar, nelle Seychelles e in Mauritius e delegato apostolico nelle Isole comore, giorni fa è stato nominato nunzio in Perú. Lascerà così la missione di Tana che guidava dal ’15. I media cattolici hanno tentato un bilancio dell’esperienza, segnalando come abbia incoraggiato le strutture cattoliche «a proseguire sulla strada del servizio e dello sviluppo delle popolazioni malgasce». Per approfondire, rimandiamo al pezzo del sito “Portalecce”, dal titolo «Dal Madagascar all’America latina. Mons. Paolo Gualtieri nuovo nunzio apostolico in Perù».

Eccone l’incipit. «Papa Francesco ha nominato nunzio apostolico in Perú, mons. Paolo Rocco Gualtieri, salentino di Supersano (diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca), arcivescovo titolare di Sagona, finora nunzio apostolico in Madagascar, nelle Seychelles e in Maurizio, delegato Apostolico nelle Isole Comore e in La Riunione. La nomina è stata resa nota stamattina dal Bollettino della Sala stampa vaticana. Mons. Gualtieri è volto noto nella diocesi di Lecce (LEGGI) non solo per via delle sue origini ma anche perché, sulla scia dei suoi predecessori rappresentanti della Santa Sede in terra malgascia, tra i quali un altro salentino di Andrano, mons. Bruno Musarò, ha continuato a mantenere vivo, anzi, a rendere ancor più solido, il forte legame tra la nostra terra e la terra africana».

X Summit Ue – Madagascar, cosa resterà? – 2

(Prosegue). Durante il Dialogo politico, sono poi state affrontate le questioni attinenti ai diritti umani, come l’omicidio del militante ambientale Henry Rasoloarisoa. L’Unione europea ha così chiesto chiarimenti sulla vicenda, e invitato a introdurre una normativa che tuteli informatori e whistleblower. Il presidente Andry Rajoelina ha poi esposto le varie realizzazioni del suo Governo: dagli interventi sulla Route nationale 13 (Rn 13), alla lotta contro la carestia. Né è mancato un elogio al diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo – capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore – per il coinvolgimento e l’impegno personale in Androy, Anosy e Atsimo Andrefana, le Regioni più in difficoltà.

Le parti hanno poi esaminato i progetti in corso o di prossima attuazione, che saranno supportati dal nuovo strumento di cooperazione dell’Unione europea, denominato Neighbourhood, development and international cooperation instrument (Ndici) – Global Europe. Dette iniziative riguardano più settori: governance, infrastrutture, energia, salute, sviluppo rurale, integrazione regionale. Si è parlato anche del rinnovo dell’Accord de partenariat de pêche durable Ue-Madagascar, che secondo le parti avverrà entro l’anno. E Rajoelina ha concluso, ottimista, che negli ultimi tre anni la cooperazione bilaterale tra le parti ha conosciuto una forte accelerazione.