Madagascar: peggiora la corruzione percepita

Il Madagascar si colloca al 158° posto – su 180 Nazioni analizzate – nel ranking Indice di Percezione della corruzione. Il Corruption perception index (Cpi) del 2019 – classifica e indicatore statistico – è stato pubblicato nei giorni scorsi – come avviene annualmente dal 1995 – dall’organizzazione non governativa Transparency International. Sul podio troviamo Danimarca e Nuova Zelanda (alla pari), e poi la Finlandia; mentre in fondo al girone dei corrotti abbiamo nell’ordine la Somalia, il Sud Sudan e quindi la Siria. L’Italia occupa invece la 51° piazza. Torniamo alla Grande Île, che non solo peggiora di un’unità il punteggio ottenuto lo scorso anno; ha addirittura raggiunto il posto peggiore in classifica – e il minor punteggio – dal 2012 (anno in cui è stato modificato il metodo di calcolo).

 

Insomma la corruzione è onnipresente, nonostante gli indubbi sforzi compiuti in questa direzione dal Governo, (specie col rafforzamento dell’autorità garante Bureau indépendant anti-corruption – Bianco). Secondo gli analisti locali, i problemi principali ruotano attorno alla mancanza d’integrità, trasparenza e responsabilità, da parte dei politici. Si punta il dito sull’opacità delle fonti di finanziamento politico, vero ostacolo alla costruzione di un rapporto di fiducia tra politici e cittadini. Sotto accusa è anche l’assenza di limitazioni, per i fondi delle campagne elettorali.

2020, boom degli stipendi pubblici

Durante il discorso per gli auguri di buon 2020, il presidente della repubblica Andry Rajoelina ha annunciato un aumento salariale – pari al 13% – per tutti i dipendenti pubblici. L’intervento sugli stipendi sarà immediato, e i lavoratori vi saranno beneficiati sin da questo mese. E’ probabile che tra le finalità del generoso ritocco vi sia la lotta alla corruzione; e l’apertura di nuove sedi del Bureau indépendant anti-corruption (Bianco) – l’ultima in ordine di tempo nella cittadina di Morondava – confermerebbe questa ipotesi. Del resto l’acronimo Bianco si consolida sempre più come la parolina magica per temperare certi eccessi – in termini di corruzione – della Polizia locale.

 

Comunque, torniamo al discorso augurale del capo dello stato: ebbene ha sorpreso gli analisti, la grande attenzione nei confronti della popolazione detenuta. E tuttavia – dietro gli annunci di grazie e indulti generalizzati – vi è la necessità di dare una risposta alla durezza di una pluralità di rapporti internazionali: i quali – si pensi solo ai tanti appelli di Amnesty International – denunciano ormai da anni gli orrori delle carceri del Madagascar. Per scendere nel concreto e a mo’ di esempio, descriviamo uno tra i vari provvedimenti di clemenza: ebbene, tutti i detenuti maschi ultra 55enni saranno liberati, con l’unica condizione che abbiano scontato almeno cinque anni di reclusione.