Mahajanga, scuola San Francesco d’Assisi quasi terminata

Riceviamo dal grande finanziatore Domenico Ciuchini, da Gradoli, nel viterbese, il seguente messaggio, che volentieri pubblichiamo. «Ultimata la recinzione e quasi ultimato il piazzale, rialzato per evitare le inondazioni della stagione delle piogge. Quasi pronta per l’inizio delle lezioni la nuova scuola San Francesco d’Assisi a Majunga. Continua anche la fornitura di banchi alla scuola San Francesco d’Assisi dalla falegnameria sponsorizzata dall’associazione Moramora». Ora un passo indietro. Abbiamo dedicato vari articoli alla costruzione della scuola San Francesco d’Assisi: quartiere Tsararano di Mahajanga, in Madagascar.

L’istituto sorge in una delle zone più povere della città, definibile dagli urbanisti una baraccopoli. Accanto a Ciuchini, l’altro protagonista di quest’impresa – questa volta sotto il profilo organizzativo – è stato il sacerdote cattolico Abel Célestin Andriamihaja: l’attuale responsabile della cattedrale cittadina, in passato si è occupato degli emigranti africani di lingua francese, per conto della Diocesi di Vicenza. Da segnalare poi l’associazione “Moramora, destinazione Madagascar”, sponsor della falegnameria che ha fornito gli infissi, e il volontario toscano Andrea Mannini, che ha seguito i lavori.

Resta quindi solo l’inaugurazione ufficiale, per la quale si attenderà, quando possibile, il ritorno del grande finanziatore Ciuchini in Madagascar.

Investire in Madagascar, consigli utili – 23

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Consiglierebbe di puntare sull’umida Toamasina, che ospita il maggior porto marittimo della Nazione?

«La location dell’impresa deve esser legata al settore di attività. Se la nostra azienda avrà a che fare con i trasporti marittimi, sarà d’obbligo insediarsi a Toamasina, o Tamatave. E’ il caso, ad esempio, di chi debba importare materie prime da trasformare, o di chi centri l’attività, qualunque essa sia, sull’esportazione: i trasporti terrestri sono difficili – specie durante i periodi di pioggia – per via di strade spesso in pessime condizioni. Se invece si vuole operare in un campo che non dipende dal trasporto via mare – penso a un’impresa turistica o a un’attività commerciale interna, non legata all’import-export – allora sarà meglio evitare questa città portuale: è molto umida, piovosa e infestata da zanzare».

7 settembre, in uscita “Madagascar: A Little Wild”

Anche i media dell’Isola rossa si occupano dell’uscita – il 7 settembre, sulle piattaforme video Hulu e Peacock – della serie “Madagascar: A Little Wild”: si tratta di un prequel del fortunato film d’animazione “Madagascar”, prodotto dalla Dreamworks animation nel 2005. L’interesse per la saga cinematografica Madagascar, ambientata in parte nell’Isola omonima, in “patria” non è mai venuto meno, nonostante la pellicola capostipite vi sia uscita in sala solo cinque anni fa. In molti ricordano, del resto, la visita dell’allora capo dello stato, Marc Ravalomanana, agli studi Dreamworks, durante la lavorazione del primo film.

Per i dettagli dell’evento, rimandiamo comunque all’articolo «Madagascar: A Little Wild – il trailer della serie animata DreamWorks», redatto da Anna Culotta per il portale “Film Post”. A seguire, l’incipit. «La serie prequel sulle avventure di Marty, Gloria, Melman e Alex. Nel 2005 usciva Madagascar, film d’animazione prodotto dalla DreamWorks e diretto da Eric Darnell e Tom McGrath. Il grande successo del film portò allo sviluppo di due sequel e uno spin-off, I pinguini di Madagascar, che riscossero altrettanto successo. Il prossimo 7 settembre debutterà invece su Hulu e Peacock la serie prequel Madagascar: A Little Wild, di cui è stato diffuso il trailer. La serie animata DreamWorks svelerà i primi anni degli amatissimi personaggi del film di animazione».

Rivolta e fuga dal carcere di Farafangana: 23 morti

La rivolta – e successiva fuga – dal carcere di Farafangana (nel sud-est del Madagascar, Regione Atsimo-Atsinanana), si è conclusa col bagno di sangue di 23 morti. Una vicenda su cui si è aperta un’inchiesta, e che ha mobilitato varie organizzazioni a difesa dei diritti umani, per l’uso non necessario della forza da parte delle forze dell’ordine. A seguire l’incipit dell’articolo «Madagascar, evasione finisce nel sangue: 22 detenuti uccisi. Diritti umani» – pubblicato sul portale del “Corriere della sera” – che vi ha dedicato il portavoce della Sezione italiana di Amnesty International, Riccardo Noury.

«L’evasione del 23 agosto da parte di 88 detenuti del carcere di Farafangana, nel sud-est del Madagascar, è finita in un bagno di sangue: 22 morti e almeno otto feriti in gravi condizioni. Secondo la stampa locale, gli evasi erano tutti in attesa di giudizio per reati minori: uno addirittura per aver rubato uno spazzolino da denti! La prigione di Farafangana è, come denunciato da Amnesty International nel corso di varie visite, sovraffollata (a maggio c’erano 453 detenuti a fronte di una capienza massima di 260) e le condizioni igienico-sanitarie sono pessime. All’interno vige un radicato regime di corruzione che obbliga a pagare tangenti per avere determinati servizi o prodotti. A causa della diffusione della pandemia da Covid-19, i detenuti non vedevano i loro parenti da mesi».

Investire in Madagascar, consigli utili – 22

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E a Nosy Be? Tra vita notturna e qualche mafioso imboscato, è una fuoriclasse del turismo mondiale.

«Da decenni la destinazione è promossa da Alpitour – uno dei colossi del turismo europeo – che vi realizzò un resort. Si tenga conto che Alpitour world e Costa crociere partecipano al 50 per cento in uno dei gruppi mondiali del settore: Welcome travel group. E soprattutto che Alpitour possiede interamente il vettore Neos, che collega Nosy Be con Roma e Milano. Ciò spiega perchè punti sull’Isola dei profumi gran parte degli italiani diretti nel Paese. Nonostante la notorietà, a mio avviso l’isola non rappresenta l’autentico Madagascar. Senza considerare che il forte flusso turistico ha promosso prostituzione e criminalità mafiosa. Consigliamo perciò solo una breve visita, poichè nella Grande Ile c’è molto altro da vedere».

Ripresa del turismo: il piano del Madagascar

Dichiarazioni a ruota libera di Joël Randriamandranto, ministro dei Trasporti, del turismo e della meteorologia del Madagascar: rivolgendosi alla stampa, ha delineato i contorni di quello che è già stato battezzato Plan de relance du tourisme pour l’après-covid. Ci riferiamo al nuovo terminal d’Antananarivo-Ivato, all’investimento di 220 milioni di euro nel settore, alla trasformazione di sei aeroporti regionali in internazionali, alla riapertura ai turisti di Nosy Be dal primo ottobre, alla promozione del turismo interno. Lo scenario è caratterizzato da eventi rilevanti, talvolta drammatici, che tuttavia potrebbero segnare la riscossa del Paese: la separazione tra Air Madagascar e Air Austral, il coronavirus che non molla La Réunion mentre pare non debordare nell’Isola rossa, il competitor Mauritius che affronta le conseguenze dell’inquinamento, la ripresa dei voli interni dal primo settembre, la criminalità che continua a flagellare il Continente africano.

Così, secondo il ministro, «l’obiettivo è accogliere 500mila turisti nel 2023». Circa la ripresa regolare del turismo, afferma perentorio: «Nella seconda metà del 2021. Riportare i turisti in Madagascar non sarà così difficile, perché non abbiamo milioni di turisti, come altri grandi paesi. Siamo tra 300 e 370mila turisti e viaggiatori all’anno. Inoltre, pensiamo che faremo appello ad altri mercati come l’Africa o l’India».

La Marina militare malgascia conta sul Giappone

Giorni fa è uscita la notizia, relegata tra le pagine interne dei quotidiani, del rafforzamento della cooperazione militare tra la Marine de Madagascar e l’analoga Forza armata giapponese. Si tratta invece di una news assai importante, in primis per l’estensione dell’Isola africana e la lunghezza delle sue coste: i 4.828 chilometri fanno parte del linguaggio comune. E poi vanno considerate sia la posizione strategica del Madagascar nell’oceano Indiano, sia le tensioni legate alla rivendicazione degli isolotti circostanti. Infine non va sottovalutata la debolezza di una Forza armata, che è incapace di controllare un spazio marittimo, non solo immenso, ma anche attraversato da alcune delle rotte navali più trafficate al mondo.

In buona sostanza, l’ambasciatore giapponese a Antananarivo, Yoshiro Higuchi, ha fatto visita al Capo di stato maggiore della difesa, generale Jean-Claude Rabenaivoarivelo, per confermare che il proprio Paese parteciperà a un programma di addestramento della Marine nationale malagasy: «Il Giappone sta cercando di rafforzare la sua cooperazione con il Madagascar in diverse aree, in particolare la sicurezza marittima, poiché la Grande île è un grande Paese marittimo. Questa è una delle nostre priorità nell’ambito di questa cooperazione». Così una nave giapponese di stanza a Gibuti farà presto scalo in Madagascar, con i militari assegnati all’addestramento.

4 settembre, “The grand tour” ci mostra il Madagascar

Come può leggersi nell’articolo «The grand tour. Lo speciale su Madagascar ha finalmente una data!», redatto da Kristian Angeloni per il portale “Gametimers.it”, il nuovo episodio speciale di “The grand tour”, ambientato in Madagascar, ha finalmente una data di uscita. L’appuntamento, della durata di un’ora e mezzo, è per il 4 settembre. Prima di riportare l’incipit del servizio, ricordiamo che il programma televisivo britannico dedicato ai motori è trasmesso su Prime video di Amazon.com.

«The Grand Tour sta per tornare! Amazon ha infatti aggiornato la pagina IMDB inerente al famoso programma, mettendo la data di uscita dello speciale in Madagascar. Ebbene, il folle Trio inglese composto dagli inimitabili Jeremy “Jezza” Clarkson, Richard “The Hamster” Hammond e James “Captain Slow” May, tornerà il 4 settembre con uno speciale da un’ora e mezza! Al momento è ignota la sinossi della puntata, ma è noto che il trio guiderà attraverso il Madagascar a bordo di tre auto pesantemente modificate. Parliamo di una Ford Focus che ha cingoli al posto delle ruote, una Bentley Continental GT Mk1 completamente off-road e una Caterham 7, anch’essa pensata per la guida su sterrato. Il trio dovrebbe iniziare il proprio viaggio a Reunion Island, dove passeranno alcuni giorni prima di poter proseguire attraverso il Madagascar. Questo, ovviamente, non prima di aver modificato le proprie auto».

Investire in Madagascar, consigli utili – 21

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

E Toliara? Clima gradevole, idoneo per l’impresa turistica, pecca forse un po’ per la sicurezza?

«Sì, ha un clima in generale gradevole. Le precipitazioni sono scarse, ma quest’aridità non ha particolari conseguenze nell’area urbana, a parte la scarsità di zanzare. In un ipotetico ranking di gradevolezza, la metterei al primo posto: davanti alla caotica Antananarivo, a Toamasina – funestata da piogge e insetti – ma anche a Majunga. Da anni, anche grazie a progetti statali, crescono molte imprese industriali e turistiche, (del resto l’incremento turistico è secondo solo a Nosy Be). Segnalo poi tre ospedali d’importanza nazionale, il porto e l’aereoporto internazionale. Il traffico non è caotico, e la criminalità è tenuta decisamente sotto controllo: vi sono aree urbane più pericolose, a cominciare dalla Capitale».

Madagascar, un rimpasto per la ripartenza

Giovedì si è celebrato, alla presenza del presidente Andry Rajoelina, il rimpasto del Governo a guida Christian Ntsay. Un’azione politica che – come dimostra il cambio al vertice del Ministère de la Santé publique – è all’insegna della ripartenza, della volontà di lasciarsi alle spalle la pagina del coronavirus. Quattro le new entry, e, come anticipato, il professor Jean Louis Hanitrala Rakotovao sostituisce Ahmad Ahmad al Dicastero della Sanità pubblica. Questi, un mese fa, aveva espresso preoccupazioni per la pandemia, e richiesto attrezzature a partner tecnici e finanziari. L’iniziativa, non concordata col resto del Governo, era stata criticata dalla Presidenza.

Tuttavia, anche per gli attestati di stima ricevuti, le polemiche si erano raffreddate. Poi, ieri, il colpo di scena a metà. Bavy Angelica Michelle sostituisce Irmah Naharimamy – incompatibile perchè convolata a nozze con un diplomatico statunitense – al Ministère de la Population, de la protection sociale et de la promotion de la femme. Rijasoa Randriamanana – l’ex ministra coinvolta nell’affaire bonbons – è stata sostituita da due new entry: il Dicastero dell’Education nationale et de l’enseignement technique et de la formation professionnelle è stato diviso a metà. Marie Michelle Sahondrarimalala va all’Education nationale, mentre Ernest Tsikel’Iankina all’Enseignement technique et de la formation professionnelle.