Lotta alla Pesca illegale, il Madagascar si muove

Il Madagascar decide di far sul serio, nel contrasto alla Pesca illegale: la Pêche inn (Pêche illégale, non déclarée et non réglementée). Gli abitanti delle aree costiere dipendono soprattutto dalle risorse ittiche, essenziali per accrescere le fonti di reddito e migliorare la sicurezza alimentare, mentre l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura stima che la Pêche inn produca perdite annuali pari ad almeno 500 milioni di dollari. E poi, svuotando il mare, s’impoveriscono i piccoli pescatori e si pregiudicano le risorse destinate alle generazioni future. Così il Madagascar s’impegna a rafforzare il sistema di monitoraggio e sorveglianza del mare, e il Ministero della Pesca e dell’economia blu mobilita e forma le comunità locali, perché partecipino ai controlli.

Poi va segnalata l’adesione al Monitoring control and surveillance coordination centre (Mcscc): l’accordo – in seno alla Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale – coordina la lotta contro la pesca illegale e la sorveglianza nelle acque della regione. E il Governo giapponese farà la sua parte: entro il 2023 fornirà cinque motoscafi Yamaha al Centre de surveillance de pêche (Csp), che saranno destinati ad Antsiranana, Mahajanga, Toamasina, Toliara e Tolagnaro. Mentre l’azienda nazionale Polyma sta producendo a tal fine sette piccole imbarcazioni, con attrezzature a elevata tecnologia.

Diego: 26 – 28 maggio, I Festival internazionale di kitesurfing

Ad Antsiranana, la città del Madagascar nota come Diego-Suarez, si svolgerà il I Festival international de kitesurf. Secondo il ministro del Turismo Joël Randriamandranto l’evento si svolgerà tra il 26 e il 28 maggio: il «Madagascar deve essere una destinazione per gli appassionati di sport quali il golf, il kitesurf e il trail running, a livello internazionale. Abbiamo già organizzato il primo torneo internazionale di golf nel Paese. Questa volta, dal 26 al 28 maggio, si svolgerà ad Antsiranana, più precisamente nella Baia di Sakalava, un primo Festival internazionale di kitesurf. Si dovrebbe sapere che è indicata tra i tre migliori scenari al mondo, per il kiteboarding. Prevediamo che parteciperanno tra i 50 e i 100 appassionati di kitesurf da tutto il mondo, senza considerare i malgasci praticanti di questo sport, provenienti tra l’altro da Sainte-Marie e Toliara».

Si è specificato che il Ministero – in collaborazione con gli operatori economici e l’Office National du Tourisme de Madagascar – promuoverà il turismo internazionale, senza dimenticare lo sviluppo di quello nazionale, e dunque «svilupperemo mercati di nicchia diversificando l’offerta turistica». Il ministro ha quindi indicato la necessità di aprirsi a «nuovi mercati come l’India, l’Est Europa e l’Africa». Sono stati infine forniti i dati del primo trimestre, in cui sono sbarcati nell’Isola solo 40mila stranieri.

Pesca, il Madagascar detta le condizioni (per ora alla Spagna)

Nel 2021, il Madagascar ha redatto un modulo di proposta, in vista di accordi di adesione con imprese straniere dedite alla pesca del tonno. L’obiettivo è stipulare contratti di partenariato con società straniere, per una pesca del tonno sostenibile, e remunerativa: nello specifico, si punta ad aumentare i canoni a carico degli armatori, a imporre loro una base sulla terraferma, e a disciplinare l’attività di pesca. Ebbene la prima azienda ad accettare le condizioni stabilite dal Paese, è stata la spagnola Interatun ltd. «Si tratta di un primo accordo di pesca, riguardante la cattura del tonno nella Zona economica esclusiva del Madagascar, che è reso pubblico per una migliore trasparenza, e che resterà in vigore per un periodo di due anni», ha dichiarato il ministre de la Pêche et de l’économie bleue (Mpeb), Paubert Tsimanaoraty Mahatante.

Questi ha spiegato che: «cinque imbarcazioni battenti bandiera spagnola, tra cui quattro pescherecci con reti a circuizione e una barca appoggio, sono autorizzate a pescare nella parte della zona marittima di Antsiranana, previa verifica e controllo tecnico effettuati dal Centre de surveillance de pêche. Questi armatori sono quindi tenuti a dichiarare tutte le loro catture e creare una base a terra entro sei mesi. Devono inoltre sbarcare in Madagascar almeno il 50% delle loro catture di tonno e specie associate, eseguite nelle nostre acque».

Riapertura ai voli in Madagascar, il monitoraggio

Continuiamo a monitorare la riapertura graduale dei voli in Madagascar, dopo i mesi di blocco. Il ministro dei Trasporti, Rolland Ranjatoelina, insieme con altri membri del Governo, giorni fa ha visitato l’Aeroporto internazionale di Ivato. Nel corso delle relative dichiarazioni alla stampa, sono state chiarite alcune dinamiche, che val la pena di riferire. In primis, si è spiegato che sette vettori collegheranno d’ora in avanti il Madagascar con l’estero: Air Madagascar, Air France, Air Mauritius, Air Austral, Neos air, Ewa air, ed Ethiopian Airlines, che però per ora sta operando solo con voli cargo. Ranjatoelina ha detto poi di aver concesso le necessarie autorizzazioni anche a una compagnia aerea australiana.

Inoltre Air Link sarebbe in procinto di riprendere il collegamento aereo verso il Sud Africa; in ogni caso, il ministro punterebbe ad estendere l’operatività su questa rotta anche ad altri vettori, per favorire la concorrenza, e ridurre il prezzo dei biglietti. E’ stato poi specificato che adesso i cinque maggiori scali aeroportuali del Paese – ovvero Antananarivo, Nosy Be, Mahajanga, Toamasina e Antsiranana – possono tutti operare con l’estero. Sono tre dunque gli obiettivi, che l’Esecutivo vuole raggiungere: abbattimento dei costi dei voli, lotta al traffico di risorse, con uso di tecnologia e personale preparato, e riduzione dei tempi di attesa per i passeggeri.

Nona arte, in Madagascar la nuova era del fumetto

Chi frequenta una tra le tante città del Madagascar, avrà notato che ancora la stampa cartacea ha una rilevante diffusione, che all’interno di molti quotidiani si pubblicano strisce di fumetti, e che soprattutto sono in vendita svariati giornali contenenti solo fumetti. Sì, la cosiddetta nona arte – la settima è il cinema, e l’ottava, la fotografia – non ha per nulla, nell’Isola, una posizione – sotto il profilo editoriale – di secondo piano. Ebbene, una serie di eventi recenti ha dato il segnale di una nuova era del fumetto, dopo un ventennio in cui – secondo gli osservatori – l’impulso più creativo dei decenni passati si era esaurito. Secondo parte della critica, infatti, il fumetto malgascio avrebbe vissuto dagli anni Ottanta una vera età dell’oro, esauritasi all’inizio del nuovo secolo.

Insomma, la mediateca La Canopée di Parigi ha ospitato una mostra sui fumetti malgasci di culto, cioè quelli degli anni Ottanta. Va però anche segnalata la rassegna parigina Sobd 2021, ossia l’Undicesima edizione del Salon de la bande dessinée, ove il Paese ospite era appunto il Madagascar. E non mancano eventi nazionali, come la dinamica rassegna Gasy bulles ad Antananarivo, Comics week ad Antsiranana e Bulles d’Alaotra ad Ambatondrazaka. Gasy bulles, primo festival del fumetto nel Paese, è organizzato dall’associazione Tantsary, e ha un ricco programma d’incontri, concorsi e mostre.

Diego Suarez, presto base militare Usa

L’United states navy avrà una base militare in Madagascar, a Diego Suarez. Da molto tempo, il presidente Andry Rajoelina chiedeva ai partner degli aiuti, per potenziare la base navale di Antsiranana. Sulla carta per contrastare la pesca illegale, ma invero per colmare il crescente disinteresse – in quanto a politiche di difesa – della Francia; che al netto dell’amicizia di facciata, è sempre più fredda con l’ex colonia, per via della controversia sulle Isole sparse. Così il Dipartimento della Difesa degli Stati uniti ha pensato bene di colmare il vuoto, per contrastare l’influenza di Russa e Cina, (si pensi al tentativo cinese di coinvolgere l’Isola nell’iniziativa della Nuova via della seta). Gli Usa finanzieranno quindi la ristrutturazione della malridotta base di Diego-Suarez: la Marina militare troverà entro marzo un’entità privata, che modernizzerà le infrastrutture, e costruirà un centro operativo, con tanto di scuola per la formazione del personale.

Per approfondire rimandiamo al pezzo redatto da Giuseppe Gagliano sul sito “Notizie geopolitiche”, dal titolo «Madagascar. La corsa delle potenze per garantire gli interessi». Eccone l’inizio. «Come risultato del blocco del canale di Suez per una settimana lo scorso aprile da parte di una nave portacontainer Evergreen, gli Stati Uniti stanno cercando di garantire la sicurezza di nuove rotte marittime per il traffico globale».

Il Madagascar di Next Onlus tra le «Buone notizie» del Corsera

Dell’Organizzazione non governativa Next Organizzazione non lucrativa di utilità sociale – presente da oltre un ventennio ad Antsiranana – oltre che del percorso del fondateur, Luigi Bellini, si è qui scritto molto. Va però segnalato come la vicenda sia stata narrata dal quotidiano “Corriere della sera”, nella rubrica «Buone notizie – L’impresa del bene». Rinviamo al pezzo di Anna Marchitelli dal titolo “Il biologo Luigi Bellini: «Sono rimasto in Africa, ecco il mio ospedale per i poveri»”. Eccone l’inizio.

“Il biologo napoletano partito per una ricerca vive da 20 anni nel Madagascar. Con Next Onlus fa assistenza e formazione. Ci sono esistenze che a un certo punto deviano verso l’ignoto, e lì compiono il proprio destino. Luigi Bellini, studioso di biologia evoluzionistica, nato nel 1942 a Montesarchio (Bn), ma cresciuto e vissuto a Napoli, più di 20 anni fa decise di abbandonare mondo accademico, professione privata, famiglia e andare in Madagascar per piantare i germi di una rinascita e offrire alla popolazione malgascia un futuro migliore. «A spingermi in Madagascar sul finire degli anni Novanta – racconta Bellini – la ricerca di una rara specie di Chalcides (Reptlia squamata), studiata da noi ricercatori della facoltà di Biologia dell’università Federico II, guidata all’epoca da Gianfranco Ghiara». Bellini ricerca il Chalcides tra deserto e acqua, ma non ne trova traccia”.

Ancora intossicazioni alimentari, muore bimba di otto anni

In Madagascar, le intossicazioni alimentari continuano a uccidere. Giorni fa, ha scosso l’opinione pubblica, la morte di una bambina di otto anni, per il consumo di carne di tartaruga marina. L’episodio, verificatosi nei villaggi di Ambaja, Bobaomby e Ankarongana – nella Regione Diana, non lontano da Antsiranana – ha avuto come corollario il ricovero di 48 adulti – con sintomi di vomito e mal di testa – all’Ospedale universitario di Tanambao. Un pescatore 70enne avrebbe pescato una tartaruga marina intossicata dalla chelonitossina, che sarebbe stata in seguito cucinata e consumata dai malcapitati abitanti dei suddetti villaggi.

Questa carne contaminata da chelonitossina – composto tossico pericoloso, addirittura mortale – avrebbe imposto anche il ricovero in terapia intensiva di quattro persone. Va segnalato che le Autorità vietano il consumo di questi rettili in certi mesi; e non certo per problemi di conservazione, ma per le sostanze tossiche di cui si nutrono. Del resto non esiste alcun segnale esteriore, che indichi la pericolosità del consumo. Un discorso analogo vale per l’assunzione di carne di squalo, sconsigliata durante alcuni mesi. Al vertice della catena alimentare marina gli squali si nutrono di prede che possono essere portatrici di ciguatossina: conseguenza eventuale, l’intossicazione alimentare detta ciguatera.

Che in genere provoca prurito ma può essere fatale.

Dopo l’orchestra di Diego, altro successo per Francesca Sivori

Francesca Sivori è molto nota a chi si occupa di Madagascar. Pianista e insegnante di musica, nel 2018 fonda – ad Antsiranana – l’orchestra “Allegro moderato”. Esportando così un metodo per l’apprendimento musicale, nato in seno all’omonima cooperativa milanese. Ebbene in questi mesi la musicista sta promuovendo il suo primo romanzo, che segnaliamo. Intitolato Io sono una famiglia – il gabbiano, e pubblicato con lo pseudonimo Liz Chester Brown, è già un successo di vendite. Per approfondire, rimandiamo al pezzo dal titolo «Francesca Sivori, la “book trotter”, alla Libreria dell’Arca», redatto da Andrea Borasio per il sito “Vercelli notizie”.

Eccone l’incipit. «Venerdì 29 ottobre dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19. Dopo l’intervista di Salvo Sottile su RAI a I Fatti vostri, Francesca Sivori, alias Liz Chester Brown, riparte nella sua veste di book trotter per promuovere e diffondere il suo libro “Io sono una famiglia – il gabbiano”. La scrittrice, vincitrice di ben 17 riconoscimenti in Premi Letterari Nazionali e Internazionali (tra i quali il secondo posto al Premio Naos di Reggio Calabria e il primo posto al Premio Maria Dicorato di Milano, finalista al Premio Mario Soldati di Torino e al Premio Albero Andronico di Roma) sarà a disposizione dei lettori per parlare del suo primo romanzo, dei due che ha in cantiere, di musica, e…della sua attività da book trotter».

Riapertura delle frontiere, Rajoelina punta su Ramena

In vista dell’imminente riapertura delle frontiere, e quindi della ripresa dei flussi turistici dall’estero, il presidente Andry Rajoelina sembra puntare sulla Regione Diana. Lo dimostra l’impegno per il rifacimento della dissestata Route nationale 6, l’attenzione per l’Isola di Nosy Be, ma soprattutto la recente visita nella celebre cittadina balneare di Ramena – a 18 chilometri da Antsiranana – piena di significati non solo economici, ma anche politici. Chiaro l’intento del capo dello stato: identificare la ripresa turistica nazionale, col rilancio di questa destinazione, la cui spiaggia in passato fu indicata tra le dieci più belle al mondo.

Che certamente è nota e popolare, ma anche in decadenza, almeno secondo molti osservatori. E così, nel corso del viaggio a Diego-Suarez, non solo ha inaugurato il rifacilmento della strada che conduce al celebre villaggio di pescatori, ove vivono 6000 persone; ma ha anche annunciato la creazione in loco di nuove infrastrutture alberghiere, tra cui degli hotel a cinque stelle. Ed ha aggiunto che il Ministero del Turismo lancerà presto le gare d’appalto per la loro costruzione. Il capo dello Stato pare insomma convinto che Ramena possa diventare la principale meta turistica del Madagascar – almeno per numero di visitatori – e che il rilancio del settore a livello nazionale, debba passare dal rafforzamento dell’offerta di alta gamma.