Madagascar, un gigante geopolitico a sua insaputa

La giornata del 17 maggio, di cui hanno parlato i vari media locali, ha dimostrato importanza del Madagascar sul fronte geopolitico, e in prospettiva militare: un aspetto che sfugge a molti, sia fuori sia all’interno dell’Isola. A distanza di poche ore, il generale Richard Rakotonirina – titolare del Ministero della Difesa nazionale – ha ricevuto tre rappresentanti diplomatici d’indubbio peso. A iniziare la serie, l’ambasciatore svizzero Chasper Sarott: durante l’incontro, si è trattato del sostegno elvetico alla protezione civile nazionale, oltre che del rafforzamento della cooperazione nel settore della tutela ambientale.

Poi è stata la volta dell’ambasciatore russo, Andrey Andreev: tra i temi affrontati, il rafforzamento della cooperazione militare Madagascar-Russia, la sicurezza – specie quella marittima, nella regione dell’Oceano Indiano – progetti di addestramento militare. Perentorio il rappresentante di Mosca: la Russia intende accelerare il rafforzamento delle relazioni con l’Ile rouge, specie in campo militare. A concludere quello che la stampa nazionale ha definito un balletto diplomatico, la visita del colonnello Wang Tao: nientepopodimenoché l’addetto militare presso l’Ambasciata della Cina. «In qualità di primo addetto militare presso l’Ambasciata cinese, la mia missione è promuovere le relazioni militari tra i due Paesi», ha dichiarato l’asiatico, laconicamente.

Attesa per il Salone della Gastronomia malgascia 2021

Dopo lo stop dello scorso anno a causa della pandemia, quest’anno la fiera Haify mampihavana (in italiano, “la gastronomia che riunisce”) dovrebbe svolgersi regolarmente, e in presenza. Si tratta di un evento – chiamato in francese Salon de la Gastronomie malagache – organizzato annualmente dalla Women tourism association for Madagascar (Wtam): l’associazione che riunisce, in Madagascar, le donne che operano nel settore turistico. L’appuntamento – che giudichiamo imperdibile anche per gli imprenditori (e aspiranti tali) nel campo della ristorazione – ha luogo in genere nella Capitale, in una splendida location: il giardino storico del Palazzo reale, nel quartiere di Andohalo.

E tuttavia ha assunto da un po’ di tempo i connotati di un incontro itinerante, e la stessa edizione 2021 è stata programmata nell’Isola di Nosy Be. (E anche alla consuetudine di celebrarlo nel quarto fine settimana di settembre, si è di recente derogato, ndr). Questa fiera della culinaria malgascia – ricchissima di stand – riunisce non solo i professionisti della ristorazione e del settore alberghiero – ed anche di agricoltura e turismo – ma anche gli amanti della gastronomia tout court. L’obiettivo è promuovere la cucina malgascia, favorendo la creazione dei posti di lavoro, che ad essa siano legati. Per approfondire, consigliamo il servizio pubblicato sulla rivista dedicata alle donne, “Van & Style”.

Kere, per Christian Ntsay «dobbiamo pensare al lungo termine»

«Non dovremo accontentarci delle vecchie pratiche che consistevano in azioni a breve termine, dobbiamo pensare al lungo termine per migliorare l’ambiente di sviluppo nel Sud del Madagascar», ha detto il primo ministro del Madagascar, Christian Ntsay, durante un incontro dedicato alla malnutrizione nel Sud. Se non nella realtà, almeno nella narrazione pubblica del contrasto alla carestia, siamo dunque giunti alla fase delle soluzioni «a lungo termine». Tra queste, spiccano le condutture idriche, e in particolare quella di Ampotaka: secondo il Ministère de l’Eau, de l’assainissement et de l’hygiène, dei 145 chilometri previsti, ne sarebbero stati già completati 90.

A lanciare comunque un nuovo allarme sugli effetti del kere, è un comunicato di Medecins sans Frontieres: ne dà notizia l’agenzia “Pressenza”, in un pezzo dal titolo «Madagascar del sud: “Servono aiuti alimentari di emergenza”». Eccone l’incipit. «C’è bisogno di un aumento immediato e massiccio di aiuti alimentari di emergenza per gli abitanti del sud del Madagascar. Lo afferma Medici Senza Frontiere (MSF), le cui équipe in azione nella regione stanno assistendo a un’eccezionale crisi nutrizionale, che in alcune aree rasenta la carestia. “Vediamo ogni giorno persone che lottano per la sopravvivenza e non hanno letteralmente niente da mangiare” afferma Julie Reversé, coordinatrice delle operazioni di MSF in Madagascar».

Il vice-allenatore della Nazionale del Madagascar? Un ex Juventus

Causa la mancata qualificazione alla fase finale della Coppa d’Africa, Nicolas Dupuis – l’ex commisario tecnico francese della Nazionale del Madagascar – è stato esonerato. Non senza polemiche: a decidere è stato il presidente della Federazione in persona, in contrasto col voto del Comitato esecutivo. Il nuovo allenatore sarà Éric Rabésandratana: si dice ad interim, almeno sino ai primi due match delle Qualificazioni per i Mondiali. L’ex centrocampista-difensore centrale del Paris Saint-Germain – francese di origini malgasce, poi naturalizzato cittadino del Madagascar – non ha un ricco passato, in panchina: sinora può vantare solo l’esperienza – oltre tutto come vice – nel Miami City (squadra della quarta serie statunitense).

Questi ha scelto come allenatore in seconda il portoghese Fabiano José Costa Flora, che nel proprio curriculum di allenatore ha non solo la Nazionale di calcio di Timor Est, ma – nel primi anni della carriera – anche Lazio e Juventus. Tra gennaio 2009 e giugno 2013 – pur con un passaggio per il Paris Saint-Germain – ha infatti allenato anche la Lazio Under 14. E poi la Juventus Under 15, nella prima parte della stagione 2013/2014: sino a dicembre ’13, quando ha seguito – come vice – l’ex calciatore Giuseppe Galderisi, nell’Olhanense (Portogallo). E ai media locali il riferimento alla Juve è bastato, per dar colore a uno scenario ben poco spumeggiante.

Dahalo, anche il Madagascar ha la sua mafia

Il Distretto di Midongy Atsimo, nella Regione di Atsimo-Atsinanana, è salito agli onori delle cronache, per un motivo che non ha nulla a che vedere col Parco nazionale di Midongy del Sud. Il 23 maggio alcuni predoni noti come Dahalo hanno compiuto l’ennesimo massacro, ai danni della popolazione: 19 le vittime, di cui due militari e 17 civili. Tra le 3.00 e le 5.00 del mattino, quasi 150 banditi armati di kalachnikov, fucili da caccia e armi da taglio, hanno devastato i villaggi di Morafeno, Benonoka e Ampahatelo, nel Comune d’Ivondro. Quasi 300 le abitazioni incendiate, e 300 i capi di bestiame depredati, di cui una cinquantina sarebbe stata poi abbandonata durante la fuga verso nord-ovest.

Esercito e Gendarmerie, grazie anche al pattugliamento di un elicottero, li hanno comunque rintracciati: nello stesso Distretto sono stati segnalati alcuni scontri, prima che i malviventi riuscissero ad addentrarsi in un’impenetrabile area forestale. Ed ha stupito molti osservatori che l’attacco abbia avuto luogo solo poche ore dopo l’inaugurazione – da parte del presidente Andry Rajoelina – della base militare anti-Dahalo di Yakora. E considerando il loro equipaggiamento con armi da guerra, ha ripreso quota l’ipotesi che esista una vera rete mafiosa, a loro sostegno (specie economico): una mafia dei colletti bianchi, che sarebbe integrata anche da deputati del Sud e cittadini stranieri.

Non solo Marco Polo: la strana storia della parola “Madagascar”

Un articolo di viaggio pubblicato sul sito “Proiezioni di Borsa” – dal titolo «Un’isola con spiagge bianche di sabbia finissima e dalla vegetazione lussureggiante dove si vive da re con pochi euro e non si pagano le tasse», firmato da Salvatore Avallone – fa cenno al viaggiatore Marco Polo come inventore del nome Madagascar. Invero si tratta di una strana vicenda, su cui è opportuno un approfondimento: fu sì Polo, il primo europeo a usare il termine, ma solo per averlo udito da mercanti arabi o indiani. (Va poi ricordato che secondo una teoria minoritaria, gli interlocutori di Polo avrebbero invero indicato Mogadiscio, anziché l’Isola, ndr).

Madagasikara (in malgascio) deriva infatti dal malese antico, e significa “fine della Terra”: un riferimento alla lunga distanza percorsa via mare dai primi coloni malesi per raggiungere l’Isola. Il resto della vicenda è noto: nel 1491 il cartografo Martin Behaim disegna una mappa, ove per la prima volta appare un’Isola (di fatto immaginaria ma realistica) chiamata Madagascar. E questi si sarebbe basato proprio sul capitolo del “Milione” sull’Isola: le Istituzioni occidentali presero atto dell’esistenza di questa terra, solo con l’avvistamento portoghese nel 1500. Segue l’incipit del pezzo citato. «Tutti per qualche attimo vorremmo scappare per fare un salto in paradiso e lasciare alle spalle tutto il malumore accumulato negli ultimi mesi».

Madagascar, il punto sulla siccità 2021

La Cellule de prévention et de gestion des urgences auprès de la Primature – l’organismo in seno al Governo del Madagascar per far fronte alle emergenze – ha fatto il punto sull’incidenza della siccità nel Sud dell’Isola. Il più recente bollettino attesta che «la stagione agricola 2020/2021 è stata caratterizzata da gravi deficit piovosi nei mesi compresi tra ottobre e gennaio». Si segnala un raccolto «inferiore al normale nei Distretti di Amboasary, Ambovombe-Androy, Bekily, Beloha e Tsihombe», specificando che «è improbabile che le colture si riprendano». Ricordiamo che secondo l’Integrated food security phase classification (Ipc), nel corso del 2021 saranno un milione e 300mila le vittime locali di insicurezza alimentare.

Delinea le dimensioni della tragedia l’articolo intitolato «Madagascar, milioni a rischio a causa della peggiore siccità degli ultimi 40 anni», redatto da Riccardo Noury per il portale “Focus on Africa”. Ne segue l’incipit. «Il sud del Madagascar sta conoscendo il peggiore periodo di siccità degli ultimi 40 anni. Secondo il World Food Programme, 1400 persone sono letteralmente alla fame e un milione e 140.000 sono in fase di insicurezza alimentare. Molte persone sono morte, soprattutto nei villaggi più isolati, anche se non esistono dati precisi. Ci si nutre con ciò che si trova, anche mangiando argilla e cactus. Per procurarsi il cibo, le famiglie vendono ogni cosa».

Madagascar, pescato esemplare di “pesce fossile a quattro zampe”

Mari del Madagascar: pescatori sudafricani hanno estratto un celacanto delle Comore (Latimeria chalumnae). La specie risale a 420 milioni di anni fa, e viene così definita «pesce fossile a quattro zampe» o «fossile vivente». Tali ritrovamenti sono rari: non solo la specie è in pericolo di estinzione, ma vive a oltre 100 metri di profondità. Così quando accadono, si è in presenza di un piccolo evento, che desta l’interesse dei media. Tratta della vicenda il pezzo «Madagascar, pescatori trovano una specie di pesce risalente all’epoca dei dinosauri», pubblicato sul sito dell’agenzia “Sputnik Italia”. Eccone l’incipit.

«Il ritrovamento potrebbe però essere segnale di una pericolosa tendenza per le specie di pesce endogene. Un gruppo di pescatori sudafricani ha scoperto una rara specie di pesce che risalirebbe all’epoca dei dinosauri. Secondo i media, la Latimeria chalumnae, nota anche come “pesce fossile a quattro zampe”, è stata trovata nell’Oceano Indiano occidentale al largo della costa del Madagascar. Gli esperti ritengono tuttavia che la scoperta non sia una così buona notizia: i Coelacanthus normalmente nuotano a profondità di 100 e 500 metri. Ma recentemente molti di loro finiscono per essere catturati dai pescatori a causa della crescente domanda di pinne di squalo portando i pescatori a utilizzare reti da posta in acque profonde durante le loro spedizioni di caccia».

Madagascar, polemiche per l’assenza al Vertice di Parigi

Giorni fa si è celebrato a Parigi – organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron – il Summit sul finanziamento delle economie africane. Un Vertice che è stato considerato anche dai media italiani, specie per la partecipazione del premier Mario Draghi. Essendo presenti vari leader africani, l’assenza di rappresentanti del Madagascar ha provocato in patria varie ricostruzioni mediatiche – che il Dicastero degli Esteri ha comunque smentito – volte a insinuare un raffreddamento dei rapporti con la Francia. Pare però che l’Eliseo abbia sì invitato solo certi Paesi, ma questi avrebbero rappresentato le varie aree del Continente.

Per approfondire gli esiti del Summit, rinviamo alla Dichiarazione, e al pezzo dal titolo «Finance African Summit Parigi. Macron propone un New Deal per l’Africa», redatto da Fulvio Beltrami per il sito “Faro di Roma”. Eccone l’incipit. «Dal 17 al 19 maggio a Parigi si è svolto il Finance African Summit, organizzato dal Presidente francese Emmanuel Macron a cui hanno partecipato molti Capi di Stato africani, francofoni, anglofoni e lusofoni. Un summit pieno di soprese che (a detta degli esperti) marca una nuova politica tra la Francia (ex potenza coloniale) e Africa. Una politica di rispetto e di cooperazione reciproca (secondo quanto affermano gli organizzatori dell’evento) che abbandona il concetto postcoloniale dettato dalla politica di De Gaulle».

Dopo il trionfo: tutti i progetti dell’italiana “Marghe” Davico

Come noto a chi si occupi di vicende legate al Madagascar, la giovane cantante italo-malgascia, Margherita “Marghe” Davico, ha letteralmente trionfato alla decima edizione del talent show “The Voice: la plus belle voix”. Una vittoria che sia nell’Isola, sia tra i cittadini emigrati, è stata vissuta come una celebrazione dell’orgoglio nazionale: artisti, atleti, tifosi e anche il presidente della repubblica si sono congratulati con lei dopo la vittoria. Forte del titolo, l’artista – sinora nota per le sue performance canore nel duo Mada, insieme al pianista David Henry – ha quindi delineato i propri progetti per il futuro. E al primo posto non poteva mancare il proposito del ritorno in patria.

«Il mio obiettivo è venire in Madagascar, perché sono passati sei anni da quando ho lasciato il Paese. Non dico di più per fare una sorpresa, ma vedrete. In ogni caso, una cosa è certa, canterò in malgascio. È nei miei piani». Spazio quindi all’idea di future collaborazioni artistiche: «Ho visto la mobilitazione di tutti gli artisti malgasci sui social media, Jerry Marcos, Niu Raza, Rak Roots, Joy K, Monica Njava, Shyn e Denise per esempio… È semplicemente straordinario. E vorrei fare un trio con Shyn e Denise, questo è uno dei miei obiettivi e spero che vedano questo post. E perché no anche con Niu Raza». E ha poi aggiunto di essere felice di aver portato in alto l’immagine del suo Paese.