Cucina Madagascar, le uniche tre ricette tipiche del merluzzo

In Madagascar, le uniche ricette tipiche per cucinare il merluzzo (morue in francese e lamôria in malgascio) sono tre: il Féroce d’avocat et de morue, le Acras de morue e il Rougail morue. Segue la descrizione di quest’ultimo piatto.

«Ingredienti. 800 grammi di merluzzo, sei spicchi d’aglio, tre cipolle grandi, quattro pomodori, cinque peperoni grandi, tre cucchiai di olio, sale, curcuma (mezzo cucchiaino). Preparazione. Dissalare il merluzzo immergendolo in acqua fredda. Va fatto tre volte, lasciandolo per una ventina di minuti ogni volta. Poi spezzettare il merluzzo togliendo le lische, e mettere da parte per dopo. Preparare le spezie. Sbucciare aglio e cipolla. Tritare cipolle e aglio, sbucciare pomodori e peperoni grandi, e mettere da parte. Scaldare l’olio in una pentola, poi aggiungere le cipolle e l’aglio tritati; quindi cuocere per circa due o tre minuti senza far bruciare. Aggiungere i peperoni grandi, lasciarli cuocere per circa due o tre minuti, poi aggiungere pomodori, timo e curcuma. Mescolare ciò con un cucchiaio grande, e cuocere a fuoco lento, da quattro a sei minuti, guardando. Poi aggiungere il merluzzo a pezzetti, e insaporirlo bene con le spezie; infine aggiungere circa due bicchieri d’acqua e cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti. Nel frattempo si può assaggiare la salsa e eventualmente aggiungere altro sale secondo i gusti. Da gustare con riso bianco».

Incontro Macron – Rajoelina, le cose da sapere

27 agosto: il presidente francese Emmanuel Macron riceve per la seconda volta all’Eliseo – la prima nel 2019 – l’omologo malagasy Andry Rajoelina. Prima dell’incontro di quasi un’ora, vi sono state dichiarazioni alla stampa. L’anfitrione è stato accogliente, ricordando che sono «entrambi della stessa generazione e animati dallo stesso sentimento patriottico». E ha aggiunto che la Francia ha contribuito con «240 milioni di euro destinati all’agricoltura, all’istruzione, allo sviluppo urbano», e «siamo al vostro fianco anche nelle sfide della lotta alla siccità nel sud del Madagascar e nella risposta al Covid-19».

Infine luce verde alla ripresa del dialogo sulla questione delle Iles Éparses: «Insieme abbiamo preso l’iniziativa di creare una commissione mista nel 2019. Ha iniziato il suo lavoro ed è importante che possa continuarlo perché condividiamo l’obiettivo di aprire prospettive comuni in questo ambito, di tutelare i tesori di biodiversità che custodiscono e di avere una strategia scientifica comune». Rajoelina ha poi dichiarato che «la questione delle Isole Sparse sarà naturalmente all’ordine del giorno della nostra discussione. Il nostro comune desiderio, lo so, è quello di rafforzare l’amicizia che lega i nostri due rispettivi Paesi, nel quadro di un dialogo franco e fraterno; ci baseremo su tutto ciò che ci unisce piuttosto che arenarci su ciò che potrebbe dividerci».

Madagascar, tra due mesi frontiere aperte – 2

(Prosegue). Dipende soprattutto, ha aggiunto il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, dalla situazione della pandemia, nei Paesi di origine dei passeggeri. Ed ha chiarito che «il blocco costa molto di più che chiudere le frontiere». Nell’occasione, il ministro del Turismo, Joël Randriamandranto, ha fatto sapere che «il Paese si sta preparando da gennaio alla riapertura delle frontiere, in particolare vaccinando tutti gli operatori turistici, l’intera popolazione di Nosy Be e quella di Sainte-Marie», ed ha chiarito che la ripresa sarà graduale. Da segnalare che, nonostante manchi ogni forma di ufficialità, rispetto all’annuncio, alcuni vettori come Ethiopian airlines hanno messo di nuovo in vendita i biglietti da Antananarivo.

(Il primo volo della compagnia di bandiera etiope porta la data del 31 ottobre, ndr). Durante l’incontro si è però soprattutto parlato di affari. Ha monopolizzato l’attenzione il progetto della futura capitale, denominata Tanamasoandro. «Un progetto che richiede quattro miliardi di euro di investimenti», ha dichiarato il capo dello stato, spiegando che «si partirà dal distretto dei Ministeri», cui seguirà «la costruzione di 40mila alloggi popolari». Circa l’aggiudicazione degli appalti, ha assicurato che «è importante mettere al primo posto la qualità e la sostenibilità», senza trascurare le tempistiche e il rapporto tra la qualità e il prezzo.

Madagascar, tra due mesi frontiere aperte

Durante la seconda giornata del Rencontre des entrepreneurs francophones 2021 (Ref 2021) – organizzato nella capitale di Francia dagli imprenditori riuniti nel Mouvement des entreprises de France (Medef) – il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, ha annunciato la tanto auspicata – e non solo dal settore turistico – riapertura delle frontiere. (Più precisamente, si trattava dell’incontro tra i Vertici malgasci, e il Conseil des entreprises de France – Afrique de l’Est, del Mouvement des entreprises de France – Medef, ndr). Sarà una riapertura graduale e condizionata all’andamento dei contagi nei vari Paesi, tuttavia tra gli operatori economici dell’Isola si respira già un’aria nuova.

A formulare la relativa domanda è stato un rappresentante di Aéroports de Paris (Adp) international presente all’evento, cui il capo dello stato ha risposto in maniera articolata. (Il Groupe Aéroports de Paris, attraverso la controllata Aéroports de Paris management, detiene il 35 per cento delle azioni di Ravinala airports: ovvero la società che ha in concessione la gestione del nuovo Aeroporto d’Antananarivo-Ivato, ndr). Ha innanzitutto spiegato che la ripresa dei voli non può essere imminente, «per proteggere il Madagascar dalla variante delta». E tuttavia, secondo le proprie previsioni, «l’apertura delle frontiere potrebbe avvenire entro ottobre, vale a dire tra due mesi».

(Continua).

Carestia, lo sfogo di padre Jean di Sos Toliara a “Vatican news”

La testata “Vatican news”, ex Radio vaticana, ha dato ampio spazio all’accorato appello da Toliara di padre Jean Chrysostome Ravelomahitasoa. Tema dell’intervento, la carestia che flagella il Sud del Madagascar. Il salesiano – noto semplicemente come padre Jean o Jean-Chrys – è andato però oltre, sferrando anche un attacco alla corruzione endemica del suo Paese. Prima di rinviare al servizio di Marine Henriot e Salvatore Cernuzio, ricordiamo che padre Jean è molto noto nel suo Paese, in quanto fondatore dell’associazione Sos Toliara. Segue l’incipit del pezzo, dal titolo «Nel sud del Madagascar, dove la gente mangia foglie di cactus per sfamarsi».

«La siccità e la carestia continuano a stritolare la punta meridionale dell’isola. Centinaia di migliaia di bambini minacciati dalla malnutrizione. Sul posto, padre Jean, fondatore dell’associazione Sos Toliara, descrive una situazione drammatica e lancia un appello: “Non abbandonateci”. Le cifre e i rapporti che arrivano regolarmente dal sud del Madagascar riportano dati tanto chiari, quanto allarmanti: mezzo milione di bambini sotto i cinque anni soffriranno presto di malnutrizione. Lo ha annunciato anche l’Unicef a fine luglio, mentre le Nazioni Unite sottolineano che la siccità che assale il Paese è forse la peggiore degli ultimi quarant’anni: la grande isola è la prima ad affrontare una carestia legata al riscaldamento globale».

Madagascar, impennata dei tumori

Madagascar: trend di aumento delle diagnosi oncologiche che sfiora il 10% annuo, mentre nel 2018 sono state registrate quasi 18mila neoplasie. «Il numero aumenta fino al 10% ogni anno. Nel 1986, quando sono entrata in carica, c’erano quasi duecento nuovi casi, nel 1997 la cifra è triplicata. La prevenzione e lo screening del cancro devono essere incentivati. La diagnosi precoce consente di rilevare la malattia e curarla in tempo. Adesso i pazienti si disperano per i costi delle cure oncologiche, ma questi dipendono dalla gravità della malattia, e più avanzato è il tumore, maggiore sarà la spesa. La prevenzione e la diagnosi precoce sono le cose più importanti in questo momento», ha detto la professoressa Josoa Florine Rafaramino, presidente dell’Associazione per il supporto della radioterapia e dell’oncologia del Madagascar (Association d’appui à la radiothérapie et oncologie de Madagascar – Arom).

Secondo cui, le parole d’ordine devono essere cura precoce e informazione. I tumori al collo dell’utero e alla mammella, sono quelli più frequenti nel Paese. Secondo Rodrigue Hasiniatsy, capo del Dipartimento di oncologia e cure palliative del Centre hospitalier de Soavinandriana (Cenhosoa), è al riguardo necessaria una grande attenzione ai segnali d’allarme: «Le donne over 40 dovrebbero prestare particolare attenzione a questi segnali e rivolgersi direttamente ai centri sanitari».

Tu mi turbi, è in crescita il brand italiano con sede a Nosy Be

E’ in crescita la visibilità del brand italiano Tu Mi Turbi, la cui sede produttiva è a Nosy Be in Madagascar (quella operativa è a Carpi, ndr). Titolare del marchio, nato nel 2019, è la carpigiana Valeria Battini, che lo gestisce con la socia Laura Schirano. Pezzo forte della produzione sono i turbanti, ma sono in vendita anche fasce, borse, pochette, beauty case, zainetti, gonne afro, pantaloni. La manodopera è rigososamente malgascia, come dichiara Battini: «Il messaggio che cerco di dare è che non vendiamo solamente accessori, vendiamo un pezzetto di cuore, un piccolo frammento di vita. Ogni pezzo viene cucito a mano e viene realizzato dalle nostre sarte malgasce».

Per sapere di più su questa iniziativa – specie sull’aspetto umanitario, e la creazione di lavoro in un tessuto economico molto fragile – rimandiamo al pezzo dal titolo “Valeria Battini da Carpi in Madagascar per creare turbanti e accessori da donna”, redatto da Serena Arbizzi per il quotidiano “Gazzetta di Modena”. Eccone l’incipit. “«Diamo lavoro alla popolazione locale, alle prese con una crisi terribile: qui i bimbi mangiano anche le suole delle scarpe». Dietro ogni creazione si cela un pezzo dell’Africa più autentica, ogni turbante viene cucito a mano da donne del posto che hanno così la possibilità di portare a casa il pasto in un momento come questo in cui il Covid si è aggiunto a una crisi già profonda”.

Vertici del Madagascar tutti a Parigi, il 27 incontro con Macron

Il presidente Andry Rajoelina, quattro ministri e un bel pezzo della classe dirigente, sono da sabato a Parigi, ove rimarranno sino al 28 agosto. L’occasione è il Rencontre des entrepreneurs francophones 2021 – organizzato dal Mouvement des entreprises de France – ma in fatto d’incontri e accordi, bolle in pentola molto altro. Accompagnano il capo dello stato, il ministro degli Affari esteri Patrick Rajoelina, Andry Ramaroson (Energia), Joël Randriamandrato (Turismo), e Sophie Ratsiraka (Artigianato). Non mancano i vertici di grandi aziende, e di varie associazioni di categoria: da Thierry Rajaona, presidente di Groupement des entreprises de Madagascar, a Hery-Lanto Rakotoarisoa, che guida il Groupement des entreprises franches et partenaires.

Se il primo intervento presidenziale è previsto per oggi, il clou della missione sarà il bilaterale tra Rajolina e il presidente Emmanuel Macron: il 27 agosto, all’Eliseo. Oltre all’economia e ai progressi dei progetti che coinvolgono la Francia, si affronterà il delicato tema delle Isole Sparse. Rajoelina punta ad accordi con entità pubbliche e private transalpine, in vista sia di nuove centrali energetiche, sia d’innovative infrastrutture, come le due linee dell’annunciata funivia di Tana: le trattative col Tesoro francese e la costruttrice Colas si annunciano serrate. Il 28 è poi previsto l’incontro coi rappresentanti della diaspora.

Madagascar, cambiano le carte geografiche

Cambiano definitivamente le carte geografiche del Madagascar, che dovranno indicare una Regione in più: la 23°. L’11 agosto è infatti stata ufficialmente promulgata, da parte dal presidente Andry Rajoelina, la legge che ha diviso la ex Regione Vatovavy-Fitovinany in due nuove entità distinte: al sud Fitovinany, che avrà Manakara come capoluogo, (la città di Manakara continuerebbe quindi ad essere il capoluogo, ma di una Regione questa volta rimpicciolita, ndr). Mentre a nord nasce Vatovavy, con Mananjary qual sede amministrativa. La Regione di Fitovinany sarà composta dai Distretti di Ikongo, Manakara e Vohipeno, mentre Vatovavy sarà formata da quelli di Ifanadiana, Nosy Varika e Mananjary.

Questa divisione amministrativa rappresenta il compimento di una promessa elettorale, fatta da Rajoelina in occasione delle Elezioni del 2018. Durante la cerimonia, questi ha dichiarato che scopo della riforma è garantire un’amministrazione pubblica vicina al popolo, affinché la popolazione non debba più percorrere diverse centinaia di chilometri per svolgere un iter amministrativo: «L’istituzione di questa 23° Regione è in linea con la nostra visione di coinvolgere le nostre autorità locali nel processo di sviluppo, attraverso la loro responsabilizzazione, e un effettivo decentramento».

Soddisfatti anche i leader tradizionali, secondo cui la separazione garantisce sviluppo a livello locale.

Anosy e stregoneria, dahalo decapitano bimbi albini

Nel Sud del Madagascar – in Anosy – non cessano rapimenti e decapitazioni di bimbi affetti da albinismo: i bobo. Nelle ultime settimane – nel Distretto di Betroka – si sono contate altre due vittime. Il Comune di Analamary è sconvolto: una madre ha dovuto assistere impotente all’omicidio, e alla decapitazione del figlio. L’omicida, un dahalo, ha quindi preso testa, lasciando il resto del corpo alla madre. Una dinamica simile ha riguardato il crimine avvenuto nel Comune di Benato, in luglio. Anche in questo caso la vittima era un bimbo albino. Il deputato Nicolas Andrianasolo ha così lanciato l’allarme: «I bambini con albinismo sono lasciati a se stessi, vivono nel terrore costante».

La Gendarmerie ha dichiarato di aver inseguito il dahalo, ma invano: «Per l’omicidio avvenuto ad Analamary, dopo aver ricevuto l’allerta, siamo andati dietro agli aggressori. Purtroppo abbiamo perso le loro tracce a Manarena». Ha aggiunto tuttavia che per l’assassinio di Benato, uno dei responsabili sarebbe già agli arresti: «La madre del bambino decapitato ha riconosciuto il volto di uno degli assassini di suo figlio». E’ noto che gli occhi dei bimbi albini – nel mondo della stregoneria africana – siano molto ambiti: permetterebbero di vedere l’invisibile. Mentre più nello specifico, questi atti terrificanti sarebbero legati ai compensi da pagare a guaritori e dahalo, per la pratica dei rituali.