Cittadinanza onoraria per don Bepi, dopo 40 anni in Madagascar

Il noto missionario salesiano padre Giuseppe “Bepi” Miele, originario del veneziano, opera nell’Isola sin dal 1981. E come si legge sulla biografia – pubblicata sul sito delle “Missioni don Bosco” – è ora direttore della Casa di formazione dei giovani salesiani, sita in Fianarantsoa. Ebbene il sacerdote, classe 1949, è stato nei giorni scorsi insignito della cittadinanza onoraria, da parte del Comune di Porto Viro. Per approfondire, rimandiamo al pezzo del giornale “La Voce nuova”, dal titolo «In missione da 40 anni, la città abbraccia il suo don!». Eccone l’incipit.

«E ora diventa anche cittadino onorario: è stata una grande festa. Don Bepi è tornato a casa. Da ieri pomeriggio, il missionario è cittadino onorario di Porto Viro. Il terzo nella storia della città, dopo il maestro Paolo Rigolin e l’attore Oreste Lionello. A conferirgli l’onorificenza cittadina è stato il consiglio comunale, guidato dal sindaco Valeria Mantovan, che ha accolto all’unanimità la proposta arrivata dal Gruppo missionario San Giusto guidato da Bruna Ravazzolo. Alla cerimonia hanno partecipato anche il vescovo di Chioggia Giampaolo Dianin e l’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha anche la delega ai veneti nel mondo. Il consiglio e il pubblico in sala hanno tributato due lunghi applausi a don Giuseppe Miele, missionario in Madagascar che in questi giorni è tornato brevemente nel suo Polesine».

Dopo omicidi di due francesi, si riparla di impennata del crimine

Dopo due tragici fatti di cronaca in cui, nelle scorse settimane, hanno trovato la morte due cittadini francesi, in Madagascar si è ripreso a parlare del recente balzo della criminalità. Dopo i fatti di Anjaka-Kelilalina (Vatovavy) – secondo il rapporto della Gendarmerie nationale, tre bambini di sei, otto e nove anni, ed un 65enne, sono stati uccisi a colpi d’ascia – le due vicende che hanno coinvolto gli stranieri, hanno esasperato un clima già teso. Pochi giorni fa, ad Ambositra, è stato assassinato un 73enne transalpino. Si trovava nella propria casa, quando sei criminali hanno sfondato la porta, per compiere una rapina. Lo avrebbero ucciso, secondo le testimonianze, per non aver loro rivelato dove nascondesse il denaro: pare, infatti, che la banda sia fuggita a mani vuote. 

Non ancora residente nell’Isola, era comunque molto amato dalla locale comunità: cercava di aiutare la missione cattolica della Diocesi di Ambositra, sia fornendo materiali da costruzione, sia attraverso l’invio di container. E poi presso il comune rurale di Bemanonga, a qualche decina di chilometri da Morondava, ha trovato la morte Agopian Patrick Joseph: il 67enne allevatore di buoi e capre, residente nel Paese, ha avuto la peggio in uno scontro armato con una cinquantina di dahalo, che gli hanno razziato 151 capi. Durante la sparatoria, hanno perso la vita anche un predone, e una guardia privata.

Madagascar: boom fecondazione in vitro, anche grazie a italiano

In Madagascar, o meglio nella Capitale Antananarivo, si stanno moltiplicando i centri di procreazione medicalmente assistita. Tra questi, particolare risalto sui media ha avuto il Centre médical et maternité Mimosa C3m, che si avvarrà della collaborazione col ginecologo milanese Leonardo Formigli, specialista in riproduzione umana. Il medico non solo è stato pioniere della fecondazione in vitro nel nostro Paese, ma fece anche parte dell’équipe che, nel 2013, seppe esportare le tecniche di fecondazione artificiale sino in Madagascar. All’epoca Formigli – noto anche come regista della prima ovodonazione tra sorelle – collaborò, infatti, sia col pionere malgascio Andriantsirombaka Rakotobe Andriamaro, sia col professor Safa Al-Hasani, che seguì la prima «mamma in provetta» della Germania.

Sull’Isola, i primi «bimbi in provetta» nacquero così nel settembre del 2014, per superare, ai nostri gironi, quota 160. E risulta che ricorrano ai centri malgasci anche coppie provenienti dall’Africa, e addiruttura dall’Europa. I costi per affrontare l’intervento superano di poco i 4800 euro, e sono mediamente più bassi che altrove, ma lo specialista italiano ha assicurato di voler offrire un servizio ancor meno costoso: «Renderemo disponibile la fecondazione in vitro a quante più persone possibile. Pertanto, vogliamo organizzare un’assistenza, i cui costi saranno più bassi rispetto ad ora».

La carestia in Madagascar è anche su Wikipedia

Segnaliamo oggi che il portale Wikipedia – L’enciclopedia libera, la nota enciclopedia on line e collaborativa, contiene anche la voce dedicata al kere, che si sta abbattendo sul Sud del Madagascar. La voce «Carestia del Madagascar 2021–2022» è redatta in sei lingue: cioè inglese, portoghese, arabo, catalano, bosniaco (in alfabeto latino) e inglese semplificato. A seguire, riportiamo l’incipit della voce in inglese, da noi tradotta.

«A metà del 2021, una grave siccità nel Madagascar meridionale ha causato l’insicurezza alimentare o la carestia per centinaia di migliaia di persone; e c’è chi stima si tratti di oltre un milione di abitanti. Alcune organizzazioni hanno attribuito la situazione all’impatto del cambiamento climatico e alla gestione della pandemia di Covid-19 nel Paese, mentre altre ancora alle politiche socialiste. Sfondo. Il Madagascar è spesso esposto a eventi meteorologici e climatici estremi. Tra il 1980 e il 2013, il Madagascar ha subito 63 gravi disastri naturali, inclusi cicloni, inondazioni, gravi siccità, terremoti, epidemie e una “piaga delle locuste di proporzioni bibliche”. Nel 2020, l’Unicef aveva espresso le prime preoccupazioni per la malnutrizione in Madagascar, stimando che vi soffrisse il 42% dei bambini di età inferiore ai cinque anni. A giugno 2021, la regione meridionale del Madagascar è stata colpita dalla peggiore siccità degli ultimi 40 anni».

21 morti, la news dell’affaire Ikongo fa il giro del mondo

La notizia della tragedia di Ikongo (nota anche col nome coloniale di Fort Carnot), nella Regione Fitovinany, ha fatto il giro del mondo. E non poteva essere altrimenti, giacché riunisce ben tre piaghe del Madagascar contemporaneo: la persecuzione degli albini, i frequenti linciaggi, e i pochi scrupoli delle forze dell’ordine nello sparare ad alzo zero contro i manifestanti. E’ avvenuto che la Gendarmeria ha sparato contro una folla inferocita e armata di machete, che pretendeva la consegna di quattro persone: tutte sospettate del rapimento di un bimbo albino, e dell’omicidio della madre. Per ora il bilancio dei dimostranti uccisi è salito a 21, ma vi sarebbero ancora decine di feriti gravi.

Per approfondire, rimandiamo al servizio, pubblicato sul portale della televisione “Espansione tv”, e intitolato «Madagascar: polizia spara sulla folla, bilancio morti sale a 19». Ne segue l’incipit. «La polizia del Madagascar ha confermato che ieri suoi agenti hanno ucciso 19 persone e ne hanno ferite altre 21 dopo aver aperto il fuoco contro una folla inferocita di circa 500 dimostranti armati che tentava di fare irruzione nella stazione di polizia di Ikongo in segno di protesta contro il rapimento di un bambino albino. “Diciannove persone hanno perso la vita e 21 sono rimaste ferite”, ha dichiarato la polizia in un comunicato. Ieri il bilancio ufficiale delle vittime era di 11 civili».

Madagascar, migranti interni oltre il 20 per cento

L’Institut national de la statistique (Instat) del Madagascar ha di recente pubblicato il Recensement général de la population et de l’habitation (Rgph) 3. In particolare, questa fase del censimento della popolazione era centrata sul fenomeno sull’emigrazione interna. Ebbene, sono stati censiti oltre cinque milioni e 300mila migranti interni, pari al 20,5% degli abitanti. Il dato fa riferimento ai cittadini che almeno una volta nella vita si sono trasferiti: ovvero, che hanno cambiato almeno il Distretto di residenza. L’indagine di questi migranti vede la lieve prevalenza delle donne, col rapporto femmine – maschi di 97 a cento.

L’età media è di 31 anni. Ad attrarre di più – nonostante quanto si può immaginare – sono le aree rurali, rispetto alle urbane. Infatti in circa due casi su tre, i flussi – ovviamente alla ricerca di terre fertili – avvengono tra zone agricole, spesso limitrofe. Circa le città, le più interessate dal fenomeno sono Toamasina e Mahajanga; prevale invece Antsirabe, per le migrazioni più recenti. Gli spostamenti sono causati in primis da motivi economici, su tutti la ricerca di lavoro. E al fuori del linguaggio statistico, è facile immaginare che gran parte dei flussi sia legata alla carestia che flagella il Sud. Alcuni esperti rilevano che il Paese non ha una politica migratoria e i vari leader si sono sempre rifugiati nel principio di libera circolazione.

Andranovory, un Centro medico grazie a Change4Mada e Sos Toliara

Nelle scorse settimane, presso Andranovory nella Regione Atsimo-Andrefana, in Madagascar – e grazie anche e soprattutto alla cooperazione italiana – è stato inaugurato il Centre medical et pharmacie De Grace. Questa cittadina, di qualche decina di migliaia di abitanti, è «meta quotidiana di decine di sfollati interni che arrivano dalle zone interne dell’Androy e dell’Anosy», e che fuggono dalla carestia o kere. La realizzazione di questo Centro medico dotato di otto posti letto – con annesso un Dispensario farmaceutico – è stata finanziata dall’Associazione Change4Mada odv (organizzazione di volontariato), con sede a Maranello, nonché dall’Association Sos (Sakaizan’ny olona sahirana) Toliara.

Quest’ultima – fondata dal noto padre Jean Chrysostome Ravelomahitasoa, detto semplicemente “Padre Jean” – opera in simbiosi con un’altra organizzazione di diritto italiano: l’Associazione Sos (Sakaizan’ny olona sahirana) Toliara odv (organizzazione di volontariato), che ha sede a Cava de’ Tirreni. E per approfondire, rimandiamo a un contributo apparso sul portale di quest’ultima associazione, col titolo «Dispensario Farmaceutico». Ne segue l’incipit. «Centre medical et pharmacie De Grace Finanziato da: Change4MADA odv Maranello Italia. Anno 2022. 14 Agosto 2022 Andranovory Madagascar  (Circa 60 Km a Nord-Est da Toliara). Inaugurazione del nuovo “Centre Medical et Pharmacie De Grace”».

A Sassi presidente Vim, medaglia di riconoscenza del Madagascar

Marco Sassi – presidente dell’Associazione Vim (Volontari italiani per il Madagascar) organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ossia la rete di coordinamento che riunisce oltre cento enti di cooperazione internazionale attivi nell’Isola – ha ricevuto importanti onorificenze. L’Ambassade de Madagascar à Rome, in occasione della Festa nazionale, gli ha conferito l’attestato di benemerenza e la medaglia di riconoscenza. Segue il pubblico ringraziamento, espresso su Facebook: «Condivido con piacere l’attestato di benemerenza e la medaglia di riconoscenza che l’Ambasciata del Madagascar a Roma mi ha così gentilmente concesso in occasione della Festa dell’Indipendenza. Grazie di cuore!».

Segue l’incipit di una sua recente testimonianza da una tra le aree più colpite dal kere (la carestia), che da tempo funesta il Sud del Paese. «Non so da dove cominciare. Né dove finire. Per raccontare la povertà di questi giorni nel Sud del Madagascar. Vortici di considerazioni che vorrei condividere, sulla carestia, la kere, la siccità e i cambiamenti climatici, la mancanza d’acqua, la mancanza di aiuti, la mancanza di istruzione e di cure sanitarie, la denutrizione che causa rachitismo e ritardi mentali… non so come fare a raccontare, forse perché le ho già raccontate, forse perché il grande peggioramento in corso da anni non è stato accompagnato da nuove parole adatte ad esprimerlo».

Italian open cibus, a Nosy Be s’insegna la cucina italiana

Giorni fa ha avuto luogo, presso Nosy Be in Madagascar, l’evento denominato Italian open cibus. La manifestazione, durata una settimana, aveva l’obiettivo di promuovere non tanto la cucina italiana, quanto la formazione per ogni figura professionale la riguardi. A organizzare l’evento, l’associazione no profit Talent seed organizzazione non lucrativa di utilità sociale, che ha potuto contare sul supporto di vari partner, e patricinatori. Tra questi ultimi, segnaliamo il Consolato onorario d’Italia a Nosy Be, e la Camera di commercio Italia-Madagascar. Per approfondire, rimandiamo al pezzo pubblicato sul sito del partner Enaip (Ente nazionale associazioni cristiane dei lavoratori italiani istruzione professionale) Piemonte, e intitolato «In Madagascar per promuovere la cucina italiana nel mondo».

Eccone l’incipit. «Enaip Piemonte è tra i partner dell’Associazione no profit Talent Seed Onlus, che ha organizzato a Nosy Be, Italian open cibus. Una settimana di eventi dedicata alla promozione della formazione nel campo della ristorazione e dei prodotti italiani, che prevede, tra i progetti, la realizzazione di un centro di formazione professionale per i giovani nel settore ristorativo/alberghiero. In Madagascar al momento ci sono Sergio Pugliano, Direttore Generale di Enaip Piemonte, gli chef Alcide Grappiolo del CFP Alberghiero di Acqui Terme e Davide Saretto di Enaip Veneto».

Lotta alla carestia in Madagascar, focus su contributo Francia

La carestia, kere in malgascio, continua a devastare gran parte del Sud del Madagascar. E’ quindi opportuno un approfondimento dedicato all’impegno della Francia, l’ex madrepatria, per contrastare il fenomeno. In particolare faremo riferimento ai dati resi noti a fine giugno dall’Ambassade de France à Madagascar, in occasione del viaggio del suo titolare Christophe Bouchard nelle aree più colpite: ovvero nella Regione Atsimo Andrefana. Ebbene, risulta che Parigi ha contribuito – tra il 2021 e giugno 2022 – con oltre sette milioni e 600mila euro, destinati a più enti. Nello specifico sono affluiti tre milioni e 130mila euro nel 2021 e quattro milioni e 500mila quest’anno.

Lo scorso anno, sono stati sostenuti i progetti di Action contre la faim (Acf) Madagascar, di Humanité & inclusion – Programme Madagascar, del Groupe de recherche et d’échanges technologiques (Gret) Madagascar, nonché del Programma alimentare mondiale (Pam), i cui funzionari hanno accompagnato l’ambasciatore in visita. Quest’anno i fondi hanno beneficiato in primis il Pam: nella misura di un milione e mezzo, è stata finanziata l’iniziativa Miaro, destinata alla cura e prevenzione della malnutrizione acuta tra i bambini. Il resto dello stanziamento è stato indirizzato a Acf, Humanité & inclusion – Programme Madagascar, Gret, Médecins du monde, e Care international, che hanno fornito aiuti alimentari d’emergenza.