Itaosy, è nato il Parco Sofia Giovannetti

A Itaosy – un Comune nell’hinterland di Antananarivo – il Parco Sofia Giovannetti è stato ultimato. Ed è pronta anche la targa in ricordo della 22enne di San Piero a Sieve, deceduta nel dicembre 2020 in un incidente a pochi chilometri da casa. L’iniziativa – realizzata grazie alla raccolta fondi organizzata dall’Associazione Danke organizzazione non lucrativa di utilità sociale – è destinata ai bambini di cui si occupa la missione delle Piccole suore missionarie della carità. Per approfondire, rimandiamo al pezzo dal titolo «Il parco Sofia Giovannetti in Madagascar è realtà», pubblicato sul portale “Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello”. Eccone l’inizio.

«Manca solo la targa in ricordo di Sofia. E il tempo perché nelle aiuole cresca l’erba piantata di recente. La lettera è arrivata nei giorni scorsi all’associazione mugellana Dankie Onlus dal Madagascar, da Itaosy per la precisione, cittadina di quasi trentamila abitanti nella provincia di Antananarivo. A scriverla è Suor Marie Egyptienne delle Piccole Suore Missionarie della Carità San Luigi Orione, superiora della Comunità Mater Dei. Qui in tempo record è stato realizzato un parco giochi per i bambini della missione, grazie ai fondi raccolti a fine 2020 in memoria di Sofia Giovannetti, la giovane sampierina tragicamente deceduta in un incidente stradale la notte dell’antivigilia di Natale, mentre tornava a casa dal lavoro».

La maledizione di Soanierana Ivongo: cosa sappiamo dell’incendio

Non è bastato il naufragio in cui hanno perso la vita 88 persone, né l’incidente dell’elicottero – che si trovava in quell’area per coordinare le operazioni di salvataggio – che ha provocato la morte di altri due militari. Ebbene, alla fine della scorsa settimana, la cittadina di Soanierana Ivongo – nella Regione di Analanjirofo – è stata teatro di un nuovo dramma. Ovvero un incendio dalle dimensioni bibliche, che si è diffuso molto rapidamente, ha distrutto ottanta case e ferito dieci persone. Secondo i media locali, le fiamme avrebbero iniziato a propagarsi – probabilmente da un negozio di alimentari – presso la piazza del mercato di Abinany. I vigili del fuoco (circa una decina) della vicina città di Foulpointe – nota anche come Foul Poite, oppure in malgascio Mahavelona o Andranonampango – sarebbero intervenuti senza mezzi idonei alle dimensioni della catastrofe.

Cosicché le fiamme sono state domate solo dopo circa quattro ore dal loro insorgere, ed è stato anche necessario abbattere alcuni edifici. Secondo le prime stime, i danni sfiorerebbero i 700mila euro, e dei 391 padiglioni del mercato, addirittura 81 sono stati devastati. In ogni caso, la maggior parte delle attività commerciali – negozi di abbigliamento e generi alimentari, e magazzini all’ingrosso – ha subito danni. Secondo le indagini della Gendarmeria, a innescare le fiamme sarebbe stato un corto circuito.

Madagascar 2022, tout ira bien?

«Abbiamo comprato un’anatra per il pranzo di Natale. È più economica di un tacchino. L’abbiamo presa per 60mila ariary, la metà del prezzo di un tacchino». E poi: «Faremo un piccolo antipasto con questa pasta che ci è stata offerta. E se Dio vuole, compreremo un po’ di carne». Cosa si attendono i malgasci dal 2022, dopo un 2021 funestato dalla crisi economica, e dalle quasi mille morti per Covid? Una situazione anomala, quella che si vive in Madagascar, di fronte sia alla nuova impennata dei contagi – che coincidono con l’anelata riapertura delle frontiere – sia al doppio dramma di Soanierana Ivongo, alla vigilia di Natale. Il naufragio, e l’incidente dell’elicottero.

A leggere le inchieste giornalistiche, pare che a prevalere sia la speranza, che i prezzi – in primis quelli dei generi alimentari – cessino di aumentare, e si arresti la spirale dell’inflazione. E le testimonianze sopra riportate lo testimoniano. Va rilevato tuttavia che il Governo – attraverso il Ministère de l’Industrialisation, du commerce et de la consommation – ha fatto il possibile per stabilizzare i prezzi dei prodotti di base, in particolare del riso, specie eseguendo frequenti controlli. Si spera poi che le forniture di acqua ed elettricità non proseguano più a singhiozzo, in ogni caso molti notano che i cittadini hanno ormai imparato a convivere con i disservizi e non hanno più la forza di lamentarsi.

Madagascar, vaccini per gli italiani (anche di provincia)

Madagascar: campagne de vaccination per i nostri connazionali (anche della provincia). Seguono i comunicati del Consolato, che rimanda – per appuntamenti – alle indicazioni del sito dell’Ambasciata francese. «Buongiorno, Nonostante il governo Malagasy non abbia ancora decretato stato emergenza sanitaria, il numero di contagi per covid è in aumento. Per il momento non è stata ufficialmente confermata presenza variété Omicron. Stiamo discutendo, con Consolato Francese, e con il Centro Kintana e UNICEF per la possibilità di vaccinare con vaccino Pfizer o Moderna la comunità Italiana. Informazioni più precise nei prossimi giorni. Buon fine settimana».

E poi: «Cari Connazionali, Abbiamo avuto conferma questa mattina di poter fare vaccinare i Cittadini Europei con vaccino Moderna. Qui sotto il programma di vaccinazione: – Majunga dal 10 al 19/01 – Tuléar dal 24/01/2021 al 02/02/2022 – Tananarive = Terza campagna dal 17/01 al 21/01/2022 (seconda dose o booster) -Diego dal 25/01 al 29/01/2022. Per prendere appuntamento, si prega di seguire il link https://mg.ambafrance.org/Debut-de-la-deuxieme-phase-de-la-campagne-de-vaccination-en-province. Augurandovi a tutti Buon Natale e felici feste di fine anno». E il comunicato del Consolato onorario di Nosy Be: «Nosy Be da martedì 4 gennaio a sabato 8 gennaio 2022 incluso. Luogo: Scuola francese Lamartine. Orario: 07.30 – 12.00 13.00 – 16.30».

I due disastri del Madagascar: cosa resterà – 2

(Prosegue). E alla tragedia – con i suoi 88 deceduti – ha fatto seguito l’inabissamento di un elicottero militare: vi viaggiava una squadra governativa, con l’incarico di coordinare le operazioni per la ricerca dei naufraghi. Ne faceva parte il 57enne generale Serge Gellé, secrétaire d’État à la Gendarmerie nationale – ministro della Gendarmerie nationale – con altri tre militari. Solo un altro membro della spedizione si è salvato, (i corpi degli altri due sono già stati recuperati). I media del mondo intero hanno descritto la traversia di Gellé, che ha nuotato per dodici ore aggrappato a una sedia del velivolo, prima di essere avvistato e salvato dai pescatori. Il generale, già promosso con la quarta stella, ha detto che a causare l’incidente è stata una folata di vento, quasi assolvendo il pilota deceduto, rispetto all’ipotesi dell’errore umano.

Comunque in queste ore si dovrebbe recuperare il mezzo, per accertare eventuali guasti tecnici. La vicenda è stata narrata anche da varie testate italiane. Segnaliamo il pezzo dal titolo «La storia del ministro che dopo un incidente in elicottero in Madagascar si salva nuotando 12 ore», redatto da Susanna Picone per il sito “Fanpage.it”. Eccone l’inizio. «Serge Gelle, ministro del Madagascar, è comparso esausto in un video diffuso su Twitter dal ministero della Difesa: ha detto che il suo “momento di morire non è ancora arrivato”».

I due disastri del Madagascar: cosa resterà

Il 2021, in Madagascar, sarà segnato da due tragedie: le dinamiche sono state differenti, ma l’una è stata conseguenza dell’altra, ed entrambe hanno avuto un’enorme eco mediatica. Il 20 dicembre il barcone “MS Francia III”, con 138 passeggeri a bordo – imbarcati illegalmente, visto che la barca non era adibita al trasporto di persone – naufraga lungo il tragitto tra Antanambe e Soanierana Ivongo (Regione di Analanjirofo): proprio al largo dell’Île Sainte-Marie. Sino al momento in cui si scrive, sono stati salvati cinquanta naufraghi, e i corpi recuperati sono saliti a 85: tre, dunque, i dispersi, per i quali si nutrono ben poche speranze. Secondo le prime indagini, a causare l’affondamento è stata una falla: l’acqua ha reso inservibile il motore, e il natante è rimasto in balia delle correnti.

L’Agence portuaire, maritime et fluviale (Apmf) ha chiarito che “MS Francia III” superava la capacità di carico, e non avrebbe potuto navigare di notte poiché priva di radar: «Saranno messe in atto severe misure punitive, imposte a chi è stato responsabile di questa tragedia umana». Anche i media italiani hanno seguito il caso, e il portale “Notizie.it” – nelle ore successive alla tragedia – ha pubblicato il servizio dal titolo «Madagascar, nave affonda al largo della costa nord-orientale: almeno 17 morti». Eccone l’inizio. «Sono ore particolarmente tragiche per il Madagascar». (Continua).

Natale 2021, la Sardegna che pensa al Madagascar

Giorni fa, a Sennori in Sardegna, è andata in scena un’iniziativa per il Madagascar: il Coro polifonico Città di Sennori ha tenuto un concerto, volto a raccogliere fondi per l’Associazione Amici del Madagascar. Lo spettacolo s’intitolava “Baba Yetu”, che in swahili significa “Padre nostro”. Per la vice sindaca e assessore alla Cultura Elena Cornalis, «si tratta di un concerto per beneficenza che vuole aiutare in maniera concreta i bambini del Madagascar». Per approfondire, rimandiamo al pezzo dal titolo «A Sennori, concerto di Natale per i bimbi del Madagascar», redatto da Giampaolo Cirronis per il sito web “Sardegna Ieri-Oggi-Domani”. Eccone l’inizio.

«Domani esibizione del Coro Polifonico Città di Sennori nella chiesa di San Basilio Magno. Un concerto di Natale con il cuore rivolto verso i bambini del Madagascar. Domani 19 dicembre alle ore 20,30, il Coro Polifonico Città di Sennori si esibirà con lo spettacolo “Baba Yetu” nella chiesa parrocchiale di San Basilio Magno con l’intento di raccogliere fondi in beneficenza, da donare all’associazione Amici del Madagascar, organizzazione che porta avanti progetti per fornire istruzione, alimenti e cure mediche ai bimbi del Paese africano. Il coro, diretto dal maestro Francesco Scognamillo, offrirà agli spettatori un repertorio di musiche e canti africani, per un appuntamento con la beneficenza, patrocinato dal comune di Sennori».

Ihorombe, entomologo italiano scopre nuova specie di coleottero

Réserve spéciale du Pic d’Ivohibe: un parco naturale del Sud-Est del Madagascar, che si trova nella Regione Ihorombe. Qui l’entomologo italiano Alberto Ballerio – uno dei maggiori al mondo – ha scoperto una nuova specie di coleottero. Esemplari della Goudotostes angelii – questa la denominazione attribuita dallo scopritore – sono stati ritrovati in un’area di foresta pluviale, a 1200 metri di altitudine. Per approfondimenti, rimandiamo al servizio dal titolo «Scoperta in Madagascar una nuova specie di insetto: sarà dedicata a Nicola Angeli, ricercatore del Muse», redatto da T. G. per il portale “Il Dolomiti”. Ne segue l’inizio.

«Si tratta di un piccolo coleottero tropicale che vive negli ambienti umidi delle foreste pluviali del Madagascar. Nicola Angeli, il ricercatore del Muse da cui prende il nome la nuova specie: “Le foreste tropicali sono gli habitat più eccezionalmente ricchi di biodiversità anche per questo è necessario proteggerle”. Si chiamerà Goudotostes angelii ed è stata individuata negli ambienti umidi delle foreste pluviali del Madagascar, si tratta di una nuova specie di coleottero tropicale. La scoperta è stata effettuata da Alberto Ballerio, entomologo bresciano, che ha voluto dedicare la scoperta a Nicola Angeli, tecnico e ricercatore del Muse-Museo delle Scienze di Trento, esperto nella realizzazione di immagini al microscopio elettronico a scansione».

La carestia in Madagascar, secondo l’Istituto Treccani

“Atlante”, la rivista dell’Istituto Treccani nata nel 2016, dedica un servizio – dal titolo «Madagascar, l’ingiustizia climatica» – alla siccità e alla conseguente carestia, che fustigano il Sud del Madagascar. Circa le cause del flagello, l’autore Stefano Cisternino segue la tesi maggioritaria presso gli scienziati, e imputa direttamente desertificazione e kere al global warming: «Al momento, lo scotto è pagato direttamente dai Paesi più vulnerabili, come il Madagascar, vittima di una vera e propria “ingiustizia climatica”, in quanto il suo contributo alle emissioni globali di anidride carbonica è inferiore allo 0,01%». Segue l’inizio dell’articolo.

«Un rapporto di Oxfam ha portato alla luce come il mix esplosivo di crisi climatica, pandemia e guerre nel corso del 2020 abbia pesantemente aggravato la situazione della fame nel mondo, facendo balzare a 155 milioni il numero di persone che rischiano di morire a causa di carestie. La situazione si presenta particolarmente grave in alcune aree geografiche, dove l’innalzamento delle temperature incide in maniera decisiva sulla possibilità di procurarsi cibo e acqua. I prolungati periodi di siccità – effetto diretto dei cambiamenti climatici – stanno causando una crescita della desertificazione, fattore che, in aree in cui l’agricoltura dipende strettamente dalle condizioni climatiche, ha riflessi importanti sull’accesso al cibo».

Affaire Apollo 21, decenni di lavori forzati per il tentato golpe

Caso Apollo 21: la Cour criminelle ordinaire d’Antananarivo, in primo grado, ha emesso una dura sentenza di condanna, circa il presunto complotto per realizzare un colpo di stato, e assassinare il presidente Andry Rajoelina. Il presunto capo dei rivoltosi, Paul Maillot Rafanoharana – il franco-malgascio, ex membro della Gendarmerie francese – e l’ex colonnello francese Philippe Marc François, condannati rispettivamente a 20 anni e dieci anni di lavori forzati. Il Tribunale li ha giudicati colpevoli – come i loro complici – sia per tentativo di assassinio del presidente, sia per altri reati eversivi. Sono poi stati condannati a cinque anni di reclusione – con sospensione della pena – sia l’ex primo ministro, generale Victor Ramahatra, sia il famoso cantante Randriazanakolona William Yvon, noto come Sareraka.

A questo indirizzo, uno dei brani. Per approfondire, rimandiamo al pezzo dal titolo «Madagascar: processo Rajoelina, fra i condannati due ex ufficiali francesi», pubblicato dalla testata “Agenzia Nova”. Eccone l’inizio. «Paul Rafanoharana e Philippe François sono stati condannati per aver messo in pericolo la sicurezza dello Stato, associazione criminale e cospirazione per assassinare il presidente. Due ex ufficiali francesi sono stati condannati rispettivamente a 10 e 20 anni di carcere nell’ambito dello sventato omicidio del presidente del Madagascar, Andry Rajoelina».