Verso rivoluzione bajaj, il Madagascar li vuole elettrici

Dopo la sperimentazione di Toamasina, la strada è segnata: a breve i bajaj o tuk tuk – motocarri a tre ruote usati come taxi – dovranno essere elettrici. Invero sinora le Autorità sono state vaghe, sulla gestione del passaggio: non è chiaro se saranno importati gli Ape e-city Piaggio, o s’imporranno propulsori green ai tricicli dell’impianto Bajaj, attivo in Madagascar. Per non parlare delle incertezze sulle modalità, in loco, del servizio battery swap. E’ comunque certo che il servizio va a gonfie vele, nonostante il recente aumento del costo della corsa a 1500 ariary (0,37 centesimi di euro). E nonostante il suo esordio, nell’Isola, sia recente: solo nel 2015 un francese e un malgascio ne ebbero l’intuizione, ed importarono a Mahajanga una ventina di bajaj, da India e Cina.

Risciò (pousse-pousse) e taxi non ressero la concorrenza, e i tuk tuk si diffusero presto in altre città del Paese. Oggi il servizio risulta abbastanza regolamentato: oltre a certificato medico e tessera professionale, il conducente deve avere le patenti A e B da oltre un anno. E anche il proprietario deve avere tutte le carte in regola: licenza e imposte, oltre a dichiarare i dipendenti. In media il consumo giornaliero di benzina è pari a 7,5 litri (per oltre 44mila ariary), mentre l’incasso (detratto il carburante) varia tra 45 e 50mila ariary: 30mila spettano al proprietario e il resto va al conducente.

Madagascar, migranti interni oltre il 20 per cento

L’Institut national de la statistique (Instat) del Madagascar ha di recente pubblicato il Recensement général de la population et de l’habitation (Rgph) 3. In particolare, questa fase del censimento della popolazione era centrata sul fenomeno sull’emigrazione interna. Ebbene, sono stati censiti oltre cinque milioni e 300mila migranti interni, pari al 20,5% degli abitanti. Il dato fa riferimento ai cittadini che almeno una volta nella vita si sono trasferiti: ovvero, che hanno cambiato almeno il Distretto di residenza. L’indagine di questi migranti vede la lieve prevalenza delle donne, col rapporto femmine – maschi di 97 a cento.

L’età media è di 31 anni. Ad attrarre di più – nonostante quanto si può immaginare – sono le aree rurali, rispetto alle urbane. Infatti in circa due casi su tre, i flussi – ovviamente alla ricerca di terre fertili – avvengono tra zone agricole, spesso limitrofe. Circa le città, le più interessate dal fenomeno sono Toamasina e Mahajanga; prevale invece Antsirabe, per le migrazioni più recenti. Gli spostamenti sono causati in primis da motivi economici, su tutti la ricerca di lavoro. E al fuori del linguaggio statistico, è facile immaginare che gran parte dei flussi sia legata alla carestia che flagella il Sud. Alcuni esperti rilevano che il Paese non ha una politica migratoria e i vari leader si sono sempre rifugiati nel principio di libera circolazione.

Rafia, Roxy (Quiksilver) vola fino a Mahajanga e fa un video

Un bel progetto lega Roxy – brand femminile della casa di abbigliamento per surf, Quiksilver – e il Madagascar. E’ stata affidata alla designer Stella Jean – romana di origine haitiana – una nuova creazione: la borsa We make waves, in rafia proveniente dall’Isola. E per promuoverla, la designer, alcune surfiste del team Roxy e un’équipe di “Vogue Italia”, sono volate a Tana e Mahajanga, alla scoperta della lavorazione della rafia. In loco hanno infatti incontrato il regista Geoffrey Gaspard – l’autore di “Tavela” – che dal viaggio ha ricavato un video dal titolo “Journey to Madagascar”. Il filmato mostra anche il laboratorio della marca Made for a woman e la stessa titolare Eileen Claudia Akbaraly.

Per approfondire, rimandiamo al pezzo pubblicato sul sito del “News Music television (Mtv)” e intitolato «Un viaggio alla scoperta del Madagascar con Roxy e Stella Jean! [Video]». Eccone l’incipit. «Scopri l’anima del Madagascar! È l’alba. Le prime luci del giorno fanno brillare le strade del Madagascar, e sembrano quasi voler indicare la via verso la meta del viaggio, Mahajanga, che appare come una città dorata nell’atmosfera magica del sorgere del sole. In viaggio ci sono il team Roxy e Stella Jean, designer italo – haitiana. L’obiettivo è arrivare al cuore produttivo della raffia, una fibra forte ricavata dalle foglie dell’omonima pianta, utilizzata per dare vita a corde o borse».

Si punta sulla Baia di Moramba, l’Ha Long malagasy (foto Salgado)

Con la ripresa del turismo in Madagascar, le istituzioni non si limitano a promuovere il Paese nel complesso. Spesso, per trainare l’intero settore, si scelgono specifiche mete, magari poco note. E’ il caso della suggestiva Baia di Moramba, in una penisola del Nord-Ovest, tra Mahajanga e Nosy Be. Grazie alle bizarre formazioni calcaree che emergono dal mare, è paragonata alla Baia di Ha Long in Vietnam, ove però non vi sono i baobab sulla riva del mare. I fondali delle acque sono spettacolari, così come il gioco di colori del mare, che spazia dal blu al turchese al verde. Sorprendente anche la fauna, con lemuri, tartarughe marine e balene.

E c’è anche un villaggio di pescatori, le cui famiglie sono isolate dalla terraferma, giacché si può accedere alla Baia solo via mare. Questo angolo di paradiso, nel 2010 ha ospitato anche il celebre fotografo brasiliano, Sebastião Salgado. E le immagini create nell’occasione sono poi state riunite nel progetto di culto Genesis, che raccoglie gli scatti realizzati nel corso di 25 viaggi, tra il 2003 e il 2011. Così descrive la foto sopra, il catalogo italiano della mostra: «Isola vulcanica sospesa come una grande nuvola artificiale, un’eruzione dal mare o dal sottosuolo, una visione, un sogno, un’immagine, irreale fluttuante a tratti nella memoria si materializza, si rende manifesta, riappare lì d’un tratto come in un sogno ad occhi aperti».

Flagello locuste a Mahajanga, sciami addirittura nell’area urbana

Ne diamo conto in ritardo, per i tanti eventi cui abbiamo assegnato la priorità, ma cerchiamo di rimediare. Nelle giornate comprese tra il 19 e il 22 luglio, l’intera area urbana della città di Mahajanga, è stata invasta da innumerevoli sciami di cavallette. La giornata di maggiore afflusso è stata quella di giovedì 21, quando i cittadini – oltre ai tanti turisti nazionali e stranieri – sono stati spesso costretti a proteggersi con un giornale, per evitare l’impatto coi fastidiosi insetti. Mentre il panorama aveva un ché di orrorifico, se osservato da un mezzo in movimento. E non solo si notavano criquet morti, in ogni strada, e in ogni piscina, ma anche ragazzini che giocavano con le valala (in malgascio), dopo averle legate a un filo.

L’area del nord-ovest del Madagascar non è certo nuova agli spiacevoli incontri con nugoli di locuste, e solo lo scorso maggio, la zona rurale di Majunga era stata interessata dal fenomeno. In quell’occasione furono devastati ben 420 ettari di terreni, ed inevitabilmente si dette il via al solito rimpallo delle responsabilità, con protagonista l’ente incaricato della campagna anti-locuste. Tuttavia, a memoria, gli abitanti non ricordano un’invasione di tali dimensioni, che abbia raggiunto lo stesso centro cittadino. Aggiungiamo che, per stimare i danni, sono intervenuti anche i tecnici del Ministère de l’Agriculture  et de l’elevage (Minae).

Besely – Mahajanga, non solo un asteroide

Tempo fa i media di tutto il mondo hanno scritto che l’Unione astronomica internazionale ha battezzato un asteroide col nome di Basely, in onore di un villaggio del Madagascar situato a 40 chilometri da Mahajanga: qui è ospitato il primo osservatorio astronomico del Paese. Il corpo celeste, scoperto nel ’98 dall’astronomo francese Alain Maury, si trova tra Marte e Giove e misura circa cinque chilometri di diametro. «Dare a un asteroide il nome di una persona, luogo o entità significa onorare quella persona o luogo, per il loro contributo» ha detto Andoniaina Rajaonarivelo, che presiede l’Associazione Haikintana astronomy, che gestisce l’osservatorio.

Silenzio però sui caratteri del villaggio, per nulla anonimo nella brousse malagasy: l’osservatorio sorge all’interno di un istituto scolastico privato e all’avanguardia, École du monde, che in questo scenario assume un fascino fiabesco. Per approfondire, rimandiamo al pezzo di Brando Ricci per l’agenzia “Dire – Agenzia di stampa nazionale”, dal titolo «Ecco Besely, il primo asteroide dal nome malgascio». Eccone l’incipit. «Il corpo celeste è stato battezzato in onore della sede del primo osservatorio astronomico del Madagascar. Besely è un minuscolo villaggio di 400 anime nel nord-est del Madagascar, la sede del primo osservatorio astronomico del Paese africano e, adesso, la prima località malgascia a dare il nome a un asteroide».

Lotta alla Pesca illegale, il Madagascar si muove

Il Madagascar decide di far sul serio, nel contrasto alla Pesca illegale: la Pêche inn (Pêche illégale, non déclarée et non réglementée). Gli abitanti delle aree costiere dipendono soprattutto dalle risorse ittiche, essenziali per accrescere le fonti di reddito e migliorare la sicurezza alimentare, mentre l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura stima che la Pêche inn produca perdite annuali pari ad almeno 500 milioni di dollari. E poi, svuotando il mare, s’impoveriscono i piccoli pescatori e si pregiudicano le risorse destinate alle generazioni future. Così il Madagascar s’impegna a rafforzare il sistema di monitoraggio e sorveglianza del mare, e il Ministero della Pesca e dell’economia blu mobilita e forma le comunità locali, perché partecipino ai controlli.

Poi va segnalata l’adesione al Monitoring control and surveillance coordination centre (Mcscc): l’accordo – in seno alla Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale – coordina la lotta contro la pesca illegale e la sorveglianza nelle acque della regione. E il Governo giapponese farà la sua parte: entro il 2023 fornirà cinque motoscafi Yamaha al Centre de surveillance de pêche (Csp), che saranno destinati ad Antsiranana, Mahajanga, Toamasina, Toliara e Tolagnaro. Mentre l’azienda nazionale Polyma sta producendo a tal fine sette piccole imbarcazioni, con attrezzature a elevata tecnologia.

Mahajanga e Boeny, focus sulle escursioni – 2

(Prosegue). Va poi segnalato lo “Zaha Mahajanga”: questo tour di Mahajanga punta a far conoscere a giovani e turisti, i siti e i monumenti storici più caratteristici della città. Meritano anche una particolare menzione, gli organizzatori, ossia gli studenti dell’Université de Mahajanga. Si prevedono poi tanti clienti per un circuit all’insegna dell’ecoturismo, battezzato “Antsan’baleines”. L’escursione, mirata all’osservazione di balene e delfini, si organizza nel Canal de Mozambique, tra il primo agosto e la fine di ottobre. La proposta tra tutte più originale è però forse il “Meet’île su Mahajanga”. Si tratta di un volo di 15 minuti sulla città e le aree circostanti, a bordo di un aereo bimotore.

Una volta raggiunta quota quattro passeggeri, si potrà decollare, e così ammirare i luoghi più caratteristici lungo la costa, tra il centro urbano e il villaggio di Katsepy. Il servizio, promettono gli organizzatori, si offre ogni giorno, è rivolto a clienti di ogni età, è destinato anche ai principianti, e soprattutto è «per tutte le tasche». A organizzare, sono l’agenzia di viaggi Itourisma, e la compagnia Sky service. Last but not least, segnaliamo l’escursione “Toko telo”, destinata agli aficionado dei quad. Grazie all’organizzazione del tour operator Tongavatours, i turisti potranno partire alla scoperta del Cirque rouge, quindi del Lac sacrée, e della Plage d’Antsanitia.

Mahajanga e Boeny, focus sulle escursioni

Come scritto, le Autorità della Regione Boeny puntano tutto sul turismo per la ripresa post-Covid. Tra le carte da giocare, ovviamente, i circuit touristique. E alcune specifiche escursioni, quelle più caratteristiche, hanno il privilegio di essere promosse dallo stesso sito turistico istituzionale. A seguire ne descriveremo qualcuna, per dare un’idea dell’offerta regionale nel settore. Particolare attenzione merita il circuit “Zohy be au coco”: si parte in auto a trazione integrale in direzione dell’Ecolodge d’Anjohibe, alla scoperta del complesso di Antanamarina. Qui si potranno vedere le grotte, e un fiume sotterraneo, oltre che fare un bagno nella piscina naturale e sotto una cascata: e poi, visita a un villaggio di pescatori, giro in canoa, e osservazione notturna dei lemuri, per finire con un falò animato da musica Sakalava.

Si prevede poi un grande successo per il tour “Majungasaurus”, dedicato alla scoperta dei fossili marini e terrestri della regione: si comincia con la visita al Museo Akiba, per poi raggiungere l’area di Berivotra, nota anche per i tramonti spettacolari. Entrambi i circuit sono organizzati dal Coco lodge tour operateur. Segnaliamo poi il “Matsape tour de ville”, organizzato dall’Office du tourisme: una visita per ammirare i luoghi più caratteristici di Mahajanga, dalla Statua dello zebù Barea, sino all’Avion air Majunga e al Grande Baobab. (Continua).

Mahajanga e Boeny, tutti gli eventi turistici del 2022

Madagascar: la Regione Boenyin primis il capoluogo Majunga – si affida in toto sul turismo, per risollevare l’economia dopo il periodo di magra segnato dal Covid. Così le Istituzioni, con gli operatori turistici, hanno stilato un ricco programma di eventi per il 2022. L’appuntamento principe sarà “La Grande boucle de l’Ouest”, ossia un tour della Regione dedicato agli amanti dei motori: non solo moto e quad, ma anche i side by side vehicle – ssv, che sono una sorta di via di mezzo tra i buggy e i quad. Così in quattro giorni, tra il 16 e il 19 di agosto, si potranno attraversare i Distretti di Mitsinjo e Marovoay, prima di tornare a Majunga. Ancor prima però si svolgerà il “Trail des terres rouges”: il 31 luglio partirà una corsa podistica di 70 chilometri, che attraverserà i luoghi più caratteristici della Regione (la Petite plage, il Cirque rouge, la Grotte de Belobaka, il Lac sacré e la Plage d’Antsanitia).

Insomma un evento anche culturale, oltre che sportivo. Una curiosa gara di Bajaj (“Rallye touristique et culturel”) sarà di scena in agosto, mentre in dicembre avrà luogo un’importante gara di “Triathlon”, aperta anche agli stranieri. Grande attesa infine per la seconda edizione della “Foulée de Majunga”, tra fine agosto e inizio settembre: la corsa – nelle specialità di uno, cinque, e dieci chilometri – avrà luogo nel tragitto tra il centro di Mahajanga e l’Aeroporto.