Lotta alla malaria in Madagascar, i risultati ottenuti

Negli ultimi anni, gli sforzi del Madagascar nel contrasto alla malaria, hanno dato concreti frutti: e ciò – va detto – anche grazie alla collaborazione con vari organismi internazionali. Così nel 2021 il tasso di mortalità per paludismo nei bambini sotto i cinque anni, si è ridotto addirittura del venti per cento. Gli Stati uniti hanno senz’altro contribuito in modo decisivo, alla lotta a questa parassitosi. L’organizzazione United states president’s malaria initiative – Pmi, sotto la guida dell’Agenzia degli Stati uniti per lo sviluppo internazionale (United states agency for international development – Usaid), ha finanziato programmi contro la malaria sin dal 2008: sarebbero così affluiti nell’Isola 357 milioni di dollari in totale, e 26 nel solo 2021.

Più in generale, gli Usa contribuiscono con 72 milioni di dollari l’anno alla sanità malgascia, confermandosi come primi donatori del settore. «Possiamo sconfiggere la malaria e i suoi effetti negativi garantendo alle persone l’accesso a strumenti efficaci come le zanzariere trattate con insetticidi, e la prevenzione, i test e il trattamento, soprattutto per i bambini piccoli e le donne in gravidanza. Il Madagascar combatte la malaria utilizzando metodi collaudati ed economici che salvano vite e promettono un futuro più sano e prospero per le famiglie e le comunità», ha affermato John Dunlop, direttore generale dell’Usaid.

Madagascar, il punto sulla malaria alla vigilia del vaccino

I media del mondo intero, alcune settimane fa, hanno riportato la notizia di un vaccino contro la malaria, approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’uso di massa nei bambini. Il Mosquirix della Glaxo Smith Kline (Gsk) ha un’efficacia limitata e richiede una triplice somministrazione entro il primo anno di vita, tuttavia, a detta degli esperti, potrebbe salvare comunque 23mila vite ogni anno. Facciamo quindi il punto su questa malattia parassitaria in Madagascar. E le notizie non sono buone, visto che gli specialisti segnalano una recrudescenza di casi, anche in aree solitamente ritenute a bassa trasmissione, come gli Hauts-Plateaux.

Fermo restando che ad esser più colpite e a presentare i tassi d’incremento più elevati, sono le aree costiere, (in particolare destano preoccupazione quelle nord-orientali). Inoltre alcuni Distretti dell’isola, in particolare nel Grande Sud, hanno registrato tassi di contagio superiori al 400 per cento. Veniamo però alle cifre rese pubbiche dal Ministero della Sanità pubblica. Ebbene, mentre i decessi del 2020 sono stati 600, a stupire sono stati soprattutto i due milioni contagi, che rappresentano quasi il doppio dei casi del 2019. La malaria è la prima causa di visita medica nei centri sanitari, e la prima causa di mortalità negli ospedali pubblici, rappresentando un grave ostacolo allo sviluppo sociale ed economico del Paese.

Malaria in Madagascar, tutti i numeri

Madagascar: in occasione della Giornata mondiale contro la malaria – celebratasi il 25 aprile – non solo è intervenuto il ministro della Sanità, Hanitrala Jean Louis Rakotovao, ma i media hanno anche fornito tutta una serie di dati sulla malattia, che è opportuno riportare. Andiamo però con ordine, ricordando che lo slogan ministeriale prescelto è stato il seguente: «Per debellare la malaria, la via è stata tracciata». Il professor Rakotovao non ha fornito cifre, ma ha riconosciuto che la malaria rimane un problema di salute pubblica: «La malaria uccide e continua a uccidere in Madagascar. È vero che siamo nel bel mezzo dell’epidemia di Covid-19 e che la gente sta morendo. Ma quelli che muoiono di malaria sono molto più numerosi».

Ha quindi aggiunto che è proprio il paludismo, la principale patologia per cui i malgasci vengono ricoverati in ospedale, e che la lotta a questa parassitosi – che deve partire dalla riduzione dei decessi – rappresenta una priorità nazionale. La stampa locale ha poi riportato un dato drammatico, messo nero su bianco sul portale dell’Ambasciata degli Stati uniti in Madagascar: «Nel 2020 in Madagascar sono stati notificati circa due milioni di casi di malaria, il doppio dei casi registrati nel 2019». Circa i decessi, solo nel primo trimestre 2020 ne sono stati segnalati 400, mentre nell’intero 2019 non è stata superata la soglia delle 700 vittime.

Madagascar, l’avanzata della malaria

In Madagascar, il flagello della malaria non accenna a placarsi. Negli ultimi tre anni, incidenza e numero dei decessi sono in aumento, specie al Sud, mentre il Ministero della Sanità pubblica – in previsione della stagione secca, la più propizia al contagio – ha lanciato un’offensiva negli 11 Distretti più colpiti dalla malattia. Un’area ove vivono 650mila persone, e che riguarda sei Regioni: Androy, Anosy, Atsimo Andrefana, Atsimo Atsinanana, Matsiatra Ambony e Menabe. «I numeri degli ultimi tre anni hanno evidenziato un continuo aumento dei casi», ha detto Céléstin Razafinjato, responsabile – in seno al Ministère – del Programma per la lotta contro la malaria.

A suo giudizio, responsabili dell’impennata sono il cambiamento climatico, e il comportamento negligente della popolazione: «Noi distribuiamo zanzariere trattate con repellente, ma la maggior parte dei beneficiari non le usa. Mentre queste zanzariere sarebbero essenziali per proteggersi dalla malaria, dato che le zanzare agiscono più di notte che di giorno». Due pazienti su tre – nelle aree più a rischio – sono bambini di età inferiore ai 13 anni. Nel 2020, circa il 64% dei pazienti aveva meno di 15 anni, mentre un terzo delle morti riguardava giovanissimi in età scolare. «Nella maggior parte dei casi, tra i fattori di morte, nei bambini, vi è il ritardo nelle cure», afferma un medico che si occupa di questa piaga.

2019, in crescita i casi di malaria

I dati provenienti dal Madagascar sono chiari: da ottobre 2019 sino a questo piovoso gennaio, i casi di malaria sono in aumento. I numeri di dicembre e gennaio non sono definitivi ma Manitra Rakotondravony, funzionario ministeriale, segnala come il numero delle infezioni abbia superato la media della stagione delle piogge (la più pericolosa), elaborata tra il 2014 e il 2018. A suo giudizio, «le inondazioni nella parte meridionale del Madagascar hanno favorito la deposizione di zanzare portatrici di malaria e causato una rapida trasmissione». Non si deve però cedere agli allarmismi, come spiega l’autore del portale “My Madagascar”, Giorgio Maggioni.

 

«Uno dei problemi che hanno i turisti quando scelgono una meta come il Madagascar è la malaria; spesso, non conoscendo la malattia, immaginano che qui la gente muoia a grappoli per la malaria, che la malaria in Madagascar si prenda facilmente e che la malaria non sia curabile. Analizziamo i preconcetti punto per punto: a parte la malaria cerebrale data dal plasmodio falciparum, difficilmente qualcuno è mai morto di malaria in presenza di un qualsiasi antipiretico se già non aveva un quadro clinico compromesso o se si trattasse di bambini o anziani deboli; in tutto il mondo con la malaria si vive e chi trova la morte è per la gran parte gente che abita lontanissima da strutture sanitarie o anche dall’accesso a un minimo di medicine».