“Gazzetta D’Alba”, focus sui nomadi del Madagascar

E’ arduo affrontare, in questo spazio, il tema dei gruppi nomadi in Madagascar, e per varie ragioni. In primis, perché si dovrebbe parlare più propriamente di popoli semi-nomadi: quelli che praticano nomadismo solo per alcune settimane l’anno, e per le loro attività di sussistenza. E’ il caso dei pescatori Vezo, noti come i «nomadi del mare», o degli allevatori Bara, che vivono negli altipiani del Sud, oppure dei Mikea. Tra l’altro costoro sono considerati ufficialmente gli ultimi indigeni che vivono nel Paese: una definizione che i più recenti studi antropologici invero contestano, sostenendo che il loro presunto primitivismo sia frutto di una visione idealizzata. In secondo luogo, mentre alcuni gruppi semi-nomadi corrispondono a un’etnia ben definita (Vezo e Bara), la maggioranza degli antropologi preferisce classificare i Mikea come un sottogruppo dei Vezo.

Premesso ciò, consigliamo un interessante contributo, che don Renato Rosso ha pubblicato sul portale della “Gazzetta d’Alba”. Nel descrivere un progetto che ha seguito in loco, il sacerdote sa, infatti, svelarci la quotidianità dei Bara, meglio di tanti studiosi. Segue l’inizio del suddetto servizio, dal titolo «Tra le montagne dei nomadi Bara è successo il miracolo di un canneto trasformato in risaia». «Ho appena ricevuto notizie dal francescano padre Pascal, che mi aggiorna su un progetto con i Bara del Madagascar».

Madagascar, i cieli gradualmente si riaprono: la situazione

Dal 23 aprile Ethiopian Airlines – dopo due anni di chiusura delle frontiere in Madagascar – ha ripreso i collegamenti con Tana: per ora si tratta di due voli settimanali, che aumenteranno sino a cinque dal 15 maggio. Restando al vettore etiope – che com’è noto, opera sia da Malpensa sia da Fiumicino – va però segnalato che non è stato ancora annunciato il collegamento con Nosy Be, che era invero molto richiesto prima della pandemia. Buone notizie anche riguardo a Kenya Airways: la compagnia ha ripreso la rotta per Nairobi, con tre voli settimanali. Maretta invece presso la comunità comoriana, che lamenta la mancata ripresa del collegamento Tana – Moroni.

Turkish Airlines ha poi comunicato – dopo l’annuncio di marzo – la ripresa dei voli da giugno – con frequenza bisettimanale – tra Istanbul e Tana. Insomma presso gli operatori turistici locali prevale l’ottimismo, per la convinzione che la nuova apertura nei cieli, contribuisca al calo dei prezzi dei biglietti. Segnaliamo infine che il vettore di Addis Abeba offre cambi di data illimitati, per gli acquisti dei voli che avranno luogo entro settembre. Per approfondire, rimandiamo al pezzo del sito “Travelnostop”, dal titolo «Ethiopian Airlines riprende i voli per Antananarivo in Madagascar». Eccone l’inizio. «A partire dal 23 aprile Ethiopian riprenderà a volare alla volta di Antananarivo in Madagascar, 5 volte a settimana».

Stagione ciclonica agli sgoccioli ma Jasmin funesta Toliara

La stagione ciclonica, in Madagascar, termina il 30 aprile. Eppure martedì una tempesta tropicale denominata Jasmine – originatasi nel Canal du Mozambique – è riuscita a portar scompiglio nell’area di Toliara, oltre che nel centro balneare di Anakao. Il bilancio provvisorio registra un morto, tre dispersi e almeno cinque feriti, oltre a notevoli danni materiali, come le tante case danneggiate o distrutte. Per approfondire, rimandiamo al pezzo di Lorenzo Badellino, pubblicato sul sito “3 Bmeteo”, e intitolato «Cronaca meteo. Madagascar, la tempesta tropicale Jasmine provoca una vittima, dispersi e ingenti danni». Eccone l’inizio.

«Il centro della tempesta Jasmine, ora declassata a semplice depressione tropicale, ha abbandonato la costa sudorientale del Madagascar e si è portato in mare aperto sull’Oceano Indiano. Le condizioni sull’isola vanno migliorando, dopo che il sistema tropicale ha provocato condizioni di forte maltempo nelle aree meridionali, con piogge torrenziali e venti tempestosi. Il landfall è avvenuto martedì intorno alle 17 nel comune di Saint-Augustin, nel distretto di Toliara II, sulla costa sudoccidentale con venti fino a 130km/h. Una persona ha perso la vita mentre cercava di rinforzare il tetto della propria abitazione, mentre tre pescatori risultano dispersi, altri due usciti in mattinata con le loro imbarcazioni sono riusciti a fare rientro solo in serata».

Calcio e Madagascar, con Freddi Greco un nuovo primato

Il binomio tra calcio e Madagascar è spesso legato a record negativi, ma questa volta il 21enne centrocampista Jean Freddi Pascal Greco – nativo dell’hinterland di Tana – è riuscito a invertire la tendenza. In forza al Lanerossi Vicenza, è il primo calciatore nato in Madagascar ad aver giocato nelle principali serie italiane. L’esordio in B risale al 18 aprile, nel match contro il Perugia, e per approfondirne i trascorsi, si può accedere a questo indirizzo. Il primato non è sfuggito ai media nazionali, come dimostra il pezzo del sito “Ansa (Agenzia nazionale stampa associata)”, dal titolo «Greco esordisce in B, è primo giocatore originario Madagascar». Eccone l’inizio.

«Tornato a Vicenza da una settimana dopo fallimento del Catania. Tornato da una settimana in forza al Vicenza dopo il fallimento del Catania e la cancellazione degli etnei dalla serie C (con relativo svincolo dei suoi calciatori), Jean Freddi Greco oggi è entrato al 16′ st della partita persa 1-2 contro il Perugia stabilendo un primato. E’ infatti il primo calciatore originario del Madagascar (è nato ad Andohatapenaka 21 anni fa) a giocare in uno dei principali campionati italiani. Freddi Greco, adottato quando era bambino da una famiglia che vive a Roma, è un centrocampista mancino di tecnica, fisicità e molto duttile: infatti è stato impiegato in tutti i ruoli della mediana, oltre che da laterale di difesa».

Il Parco nazionale Tsingy di Bemaraha su Netflix con Obama

Il Parco nazionale Tsingy di Bemaraha, nella Regione Menabe in Madagascar, sarà protagonista di una miniserie Netflix, che avrà come voce narrante l’ex presidente degli Stati uniti, Barack Obama. La serie “I parchi nazionali più belli del mondo” (Our great national parks) è prodotta – tra gli altri – da Higer ground production, che è detenuta anche dalla coppia Obama. Di questa serie di cinque documentari – dedicata appunto alle riserve naturali più incantevoli della Terra, e annunciata a gran voce dai media malgasci – è visibile il trailer, al seguente indirizzo. Per approfondire, rimandiamo al pezzo di Tatiana Marras, pubblicato sul sito “Montagna.tv”, e intitolato «In viaggio con Barack Obama tra i parchi nazionali più belli del mondo».

Eccone l’inizio. «Una miniserie Netflix alla scoperta dei tesori verdi del Pianeta. L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, grande appassionato di natura e attivo sostenitore della lotta al cambiamento climatico, diventa voce narrante di una miniserie di recente approdo su Netflix: “I parchi nazionali più belli del mondo” (titolo originale: Our great National Parks). Come si evince dal titolo, un viaggio tra le aree protette più affascinanti del Pianeta. La serie nasce dalla collaborazione tra Wild Space Productions e la casa di produzione Higer Ground Production, di proprietà proprio di Barack e Michelle Obama e Freeborn Media».

Covid, si buttano le dosi e la campagna vaccinale non decolla

Giorni fa, il Consiglio dei Ministri del Madagascar ha evidenziato lo spreco di ben 800mila vaccini anti-covid: «La conservazione dei vaccini è un problema in un Paese in cui non è possibile, in quasi tutti i centri sanitari, mantenere o garantire i requisiti di conservazione, a temperature molto basse». Mentre dall’inizio della pandemia, il Paese ha ricevuto circa quattro milioni di dosi di vaccini. Insomma un vero sperpero, collegato sì al basso tasso di vaccinazione, ma anche al fatto che le dosi inviate sono in genere prossime alla scadenza. Le statistiche di marzo indicano che è stato somministrato quasi un milione e 300mila dosi, per una copertura vaccinale che non supera il quattro per cento; e dati ufficiosi di aprile indicherebbero un’adesione del 4,8 per cento.

Numeri lontani dall’obiettivo del Governo, che punta alla metà dei cittadini vaccinati entro il 2023. Nonostante l’impegno del Ministero della Salute pubblica, da quando diminuiscono i casi, le vaccinazioni sono in netto calo. Mentre, secondo gli addetti ai lavori, a scoraggiare i cittadini sarebbe la necessità di più somministrazioni. E un più recente comunicato governativo chiarisce: «Certo, il tasso di copertura vaccinale è molto basso in Madagascar, ma abbiamo anche uno degli indici di contagio e mortalità più bassi dell’Africa, o addirittura del mondo. Ciò spiega lo scarso entusiasmo per la vaccinazione».

Dollari in arrivo: la Banca mondiale non molla il Madagascar

La visita a Washington del presidente della repubblica, Andry Rajoelina, è stata fruttuosa, e lo riconosce anche quella stampa che non è solita far sconti al capo dello stato. Il Madagascar ha ricevuto dalla Banca mondiale un finanziamento pari a oltre 534 milioni di dollari, destinato a due progetti. Il principale – il cui ammontare corrisponde a 400 milioni, ed è denominato Connecting Madagascar for inclusive growth – punta a ristrutturare le infrastrutture stradali del Paese; l’altro riguarda invece il settore della sanità. Solo la metà di questi contributi è a fondo perduto, giacché 267 milioni dovranno essere rimborsati. Sono inoltre stati annunciati 415 milioni di dollari, per la ricostruzione post uragani.

«La firma di questi due progetti, non soltanto conferma il dinamismo della cooperazione tra il Madagascar e la Banca mondiale, ma soprattutto testimonia l’interesse e il coinvolgimento di questa istituzione nello sviluppo del nostro Paese», ha affermato Rajoelina durante il suo intervento. «La Banca mondiale è fortemente impegnata a sostenere il Paese nel miglioramento del settore dei trasporti e delle connessioni, poiché crediamo fermamente che una migliore connettività dei trasporti sia la chiave per sbloccare lo sviluppo economico e sociale del Madagascar», ha invece dichiarato Hafez Ghanem, vicepresidente della Banca mondiale per l’Africa orientale e australe.

“B-“: Standard & Poor’s ha cominciato a valutare il Madagascar

Standard & Poor’s (S&P) comincia a valutare anche il debito del Madagascar: un Paese che – prima d’ora – non era mai stato preso in considerazione, da parte dell’agenzia di rating. Il fatto in sé, di là dalla specifica valutazione, è stato celebrato come una vittoria, da parte del Governo. Il rating iniziale è pari a “B-“, circa la valutazione a lungo termine: si parla di “grado di non investimento” o speculative grade. Ovvero, si tratta di Paesi «più vulnerabili rispetto agli obbligati valutati ‘BB’, ma vi sono ancora le capacità per rispettare gli impegni finanziari. Condizioni economiche e/o finanziarie impreviste, ridurranno probabilmente le capacità e la volontà dell’obbligato, di adempiere».

Il rating a breve termine è pari a “B”: «Ha una caratteristica speculativa significativa. L’emittente dell’obbligazione ha la capacità di far fronte ai propri obblighi finanziari, ma si appresta a dover affrontare grandi incertezze che potrebbero incidere sul suo impegno finanziario». L’outlook è però positivo, una circostanza che ha contribuito all’ottimismo del Governo. «L’ottenimento di questo rating di credito inaugurale, il primo nella storia della Repubblica del Madagascar, rappresenta un passo decisivo per il Paese, nello sviluppo delle sue relazioni con gli investitori economici e finanziari di tutto il mondo», riporta un comunicato del Ministère de l’Economie et des finances.

Pesca, il Madagascar detta le condizioni (per ora alla Spagna)

Nel 2021, il Madagascar ha redatto un modulo di proposta, in vista di accordi di adesione con imprese straniere dedite alla pesca del tonno. L’obiettivo è stipulare contratti di partenariato con società straniere, per una pesca del tonno sostenibile, e remunerativa: nello specifico, si punta ad aumentare i canoni a carico degli armatori, a imporre loro una base sulla terraferma, e a disciplinare l’attività di pesca. Ebbene la prima azienda ad accettare le condizioni stabilite dal Paese, è stata la spagnola Interatun ltd. «Si tratta di un primo accordo di pesca, riguardante la cattura del tonno nella Zona economica esclusiva del Madagascar, che è reso pubblico per una migliore trasparenza, e che resterà in vigore per un periodo di due anni», ha dichiarato il ministre de la Pêche et de l’économie bleue (Mpeb), Paubert Tsimanaoraty Mahatante.

Questi ha spiegato che: «cinque imbarcazioni battenti bandiera spagnola, tra cui quattro pescherecci con reti a circuizione e una barca appoggio, sono autorizzate a pescare nella parte della zona marittima di Antsiranana, previa verifica e controllo tecnico effettuati dal Centre de surveillance de pêche. Questi armatori sono quindi tenuti a dichiarare tutte le loro catture e creare una base a terra entro sei mesi. Devono inoltre sbarcare in Madagascar almeno il 50% delle loro catture di tonno e specie associate, eseguite nelle nostre acque».

Toliara, Aid4Mada rilancia il progetto di adozione a distanza

L’Associazione Aid4Mada organizzazione non lucrativa di utilità sociale sta rilanciando il proprio progetto di adozione a distanza in Madagascar. E’ chiamato “Tutti a scuola”, e punta a coinvolgere tutti gli alunni dell’istituto elementare statale École primaire publique (Epp) Tanambao-Morafeno, localizzato nella città di Toliara (Atsimo-Andrefana). Per approfondire, rimandiamo al pezzo del portale “Il sito d’Italia”, intitolato «Adottare a distanza per combattere la povertà in Madagascar». Eccone l’inizio.

«L’accesso ad un’istruzione primaria di qualità e il sostegno al benessere dei bambini sono una soluzione riconosciuta a livello mondiale contro la povertà. Lo sapevi? Ebbene sì: L’UNESCO stima che se tutti i giovani nei paesi a basso reddito avessero anche solo abilità di lettura di base, 171 milioni di persone potrebbero sfuggire alla povertà estrema. Se poi tutti gli adulti completassero l’istruzione secondaria, si potrebbe ridurre di oltre la metà il tasso di povertà globale. Vediamo in questo articolo come sia realmente possibile contribuire in modo concreto a spezzare il ciclo della povertà nel mondo, favorendo l’istruzione nelle zone più a rischio, in collaborazione con Aid4Mada: Onlus che opera da anni in Madagascar e che fornisce, tra gli altri progetti, anche la possibilità di adottare a distanza un bambino. L’educazione: una strategia sostenibile per lo sviluppo».