Riapertura ai voli in Madagascar, il monitoraggio

Continuiamo a monitorare la riapertura graduale dei voli in Madagascar, dopo i mesi di blocco. Il ministro dei Trasporti, Rolland Ranjatoelina, insieme con altri membri del Governo, giorni fa ha visitato l’Aeroporto internazionale di Ivato. Nel corso delle relative dichiarazioni alla stampa, sono state chiarite alcune dinamiche, che val la pena di riferire. In primis, si è spiegato che sette vettori collegheranno d’ora in avanti il Madagascar con l’estero: Air Madagascar, Air France, Air Mauritius, Air Austral, Neos air, Ewa air, ed Ethiopian Airlines, che però per ora sta operando solo con voli cargo. Ranjatoelina ha detto poi di aver concesso le necessarie autorizzazioni anche a una compagnia aerea australiana.

Inoltre Air Link sarebbe in procinto di riprendere il collegamento aereo verso il Sud Africa; in ogni caso, il ministro punterebbe ad estendere l’operatività su questa rotta anche ad altri vettori, per favorire la concorrenza, e ridurre il prezzo dei biglietti. E’ stato poi specificato che adesso i cinque maggiori scali aeroportuali del Paese – ovvero Antananarivo, Nosy Be, Mahajanga, Toamasina e Antsiranana – possono tutti operare con l’estero. Sono tre dunque gli obiettivi, che l’Esecutivo vuole raggiungere: abbattimento dei costi dei voli, lotta al traffico di risorse, con uso di tecnologia e personale preparato, e riduzione dei tempi di attesa per i passeggeri.

Madagascar Airlines, nuovo ad e accordo con Embraer

Novità in casa Madagascar airlines, la compagnia di bandiera dell’Isola rossa, che è nata dalle ceneri – e dal dissesto economico e finanziario – dell’antica Air Madagascar. In primis, Ny Riana Rasolofonjatovo – un passato come country manager di Dhl (Dasley Hillblom Lynn) in Madagascar e Mauritius – è stato nominato qual nuovo amministratore delegato; ossia come «colui cui è affidata l’immensa responsabilità di guidare la rinascita», recita una nota dell’azienda. Formatosi presso il Centre d’etudes stratégiques et diplomatiques de Madagascar (Ceds), sarà coadiuvato da uno staff ancora tutto da scoprire: «A breve sarà completato l’organico delle cariche strategiche», spiega la stessa comunicazione del vettore.

E’ stato inoltre annunciato l’accordo con Embraer (Empresa brasileira de aeronáutica), per l’acquisto di un Embraer 190, che opererà sulle rotte nazionali e regionali. E’ tuttavia da supporre che altri apparecchi di questo tipo – che possono trasportare sino a 115 passeggeri, e hanno un’autonomia di sette ore – possano essere a breve acquistati; stando almeno a quanto affermato dal presidente del consiglio di amministrazione, Mamy Rakotondraibe: «Sono in corso le discussioni con il produttore di aeromobili brasiliano, per una possibile acquisizione di questo tipo di aeromobili», e «l’azienda, in piena fase di cambiamento, si sta muovendo verso l’eccellenza operativa».

In Madagascar «non ce n’è Coviddi»

Ormai possiamo dirlo: il Madagascar – nonostante l’esiguità dei tamponi in rapporto alla popolazione – è di fatto riuscito a battere il coronavirus. Che lo ha, per il vero, appena lambito. Andiamo però con ordine. Lo stato di emergenza sanitaria – dichiarato un’era geologica fa, il 21 marzo – è terminato. Il presidente Andry Rajoelina ha annunciato la decisione – motivata dal calo di nuovi casi – durante il periodico intervento televisivo domenicale. Nelle ore in cui si scrive, sono ancora in cura 348 pazienti, mentre nell’ultima giornata conteggiata, quella del 18 ottobre, si sono registrati sole tre nuovi casi. I decessi restano fermi a quota 238.

Rimane comunque l’obbligo (non rispettato) di mascherina, e distanziamento sociale, e sono vietati gli assembramenti con oltre 200 persone. Il capo dello stato ha poi annunciato un rafforzamento della sorveglianza (sulle poche regole che restano), mentre governatori e préfet potranno adottare le misure idonee a livello distrettuale. L’ultimo volo di rimpatrio per i malgasci all’estero sarà operato, da Air Madagascar, il 1° novembre, mentre – causa la seconda ondata di Covid – è stata annullata la ripresa dei voli nell’area dell’oceano Indiano, prevista per il 29 ottobre. Le frontiere restano dunque chiuse, con l’eccezione di quelle di Nosy Be, ove tuttavia non potranno più atterrare voli da Paesi colpiti dalla seconda ondata.

Air Madagascar verso alleanza con Ethiopian airlines

La testata “Africa Intelligence – The continent daily” ha dedicato un interessante reportage alla compagnia di bandiera malgascia, Air Madagascar, comunemente chiamata Air Mad. Si spiega, tra l’altro, come la presidenza del vettore sia, nei fatti, sfuggita a uno stretto consigliere del presidente Andry Rajoelina, considerato alla vigilia il favorito. Si chiarisce inoltre che il futuro amministratore delegato – la cui nomina è imminente – avrà due priorità assolute: rafforzare il trasporto merci e stringere un’alleanza con Ethiopian Airlines. Ricordiamo qui che la Caisse nationale de la prévoyance sociale (Cnaps) – il fondo di previdenza sociale malgascio – è subentrato al vettore Air Austral, nel capitale di Air Madagascar.

(In seguito ovviamente alla separazione tra le due compagnie dello scorso 17 luglio, ndr). Cogliamo poi l’occasione per consigliare la lettura del portale “Africa intelligence”, pubblicato in inglese e francese. Che così si presenta: «Una pubblicazione quotidiana specializzata. Primo sito di informazione sull’Africa destinato ad un pubblico professionale, Africa intelligence pubblica quotidianamente informazioni esclusive, essenziali per comprendere le problematiche locali e regionali del continente». «La nostra pubblicazione», prosegue la presentazione, «fa una cronaca quotidiana dettagliata della vita politica, diplomatica ed economica dei Paesi africani».

Ripresa del turismo: il piano del Madagascar

Dichiarazioni a ruota libera di Joël Randriamandranto, ministro dei Trasporti, del turismo e della meteorologia del Madagascar: rivolgendosi alla stampa, ha delineato i contorni di quello che è già stato battezzato Plan de relance du tourisme pour l’après-covid. Ci riferiamo al nuovo terminal d’Antananarivo-Ivato, all’investimento di 220 milioni di euro nel settore, alla trasformazione di sei aeroporti regionali in internazionali, alla riapertura ai turisti di Nosy Be dal primo ottobre, alla promozione del turismo interno. Lo scenario è caratterizzato da eventi rilevanti, talvolta drammatici, che tuttavia potrebbero segnare la riscossa del Paese: la separazione tra Air Madagascar e Air Austral, il coronavirus che non molla La Réunion mentre pare non debordare nell’Isola rossa, il competitor Mauritius che affronta le conseguenze dell’inquinamento, la ripresa dei voli interni dal primo settembre, la criminalità che continua a flagellare il Continente africano.

Così, secondo il ministro, «l’obiettivo è accogliere 500mila turisti nel 2023». Circa la ripresa regolare del turismo, afferma perentorio: «Nella seconda metà del 2021. Riportare i turisti in Madagascar non sarà così difficile, perché non abbiamo milioni di turisti, come altri grandi paesi. Siamo tra 300 e 370mila turisti e viaggiatori all’anno. Inoltre, pensiamo che faremo appello ad altri mercati come l’Africa o l’India».

Voli interni, ecco la terza compagnia

Torniamo, a distanza di poche ore, sull’interessante tema del trasporto aereo interno malgascio. Segnaleremo che, solo pochi giorni fa, un nuovo vettore nazionale ha iniziato a operare voli regolari interni: si tratta della Gs aviation/Gs Airlines – appartenente al gruppo Sipromad – il cui portale ufficiale è ancora incompleto: http://www.gs-aviation.com/ . Così dopo Tsaradia – la filiale di Air Madagascar, di cui si è scritto in precedenza – e Madagasikara airways, l’emergente Nazione insulare beneficerà di una nuova compagnia. Questa opererà in particolare sulle rotte abbandonate – per ragioni commerciali – da altri vettori: in primis quelle che partono dalla città di Fianarantsoa, importante centro non solo agricolo, ma anche industriale e turistico.

 

Nel caso di specie, proprio Joël Randriamandranto, ministro del Turismo, dei trasporti e della meteorologia, aveva chiesto al neo operatore di inaugurare di nuovo tratte trascurate da troppo tempo. «Gs Airlines sarà una compagnia aerea che garantisce qualità, regolarità e sicurezza», ha dichiarato una dirigente del gruppo. Approfittiamo di questo spazio per colmare una lacuna dell’articolo precedente, dedicato al trasporto aereo. Segnaliamo, infatti, che anche la compagnia di bandiera turca, la Turkish Airlines, svolge un ruolo importante nel collegare – via Istanbul – varie città europee (e italiane) alla capitale Antananarivo.

Accordo tra Alitalia e Air Madagascar

16 dicembre: la testata “Guida viaggi” – dedicata al turismo – diffonde la notizia dell’accordo tra Alitalia, e la compagnia di bandiera dell’Isola rossa, Air Madagascar. Rinvieremo al pezzo, ma prima segnaliamo un paio di questioni. In primis, va detto del ruolo del vettore Ethiopian Airlines, efficace e a buon mercato nel collegare Italia e Grande île. Affiancato invero da Kenya airways, che è anch’essa soluzione interessante – e da valutare – nel collegare il Belpaese alle mete dell’Africa australe. Poi va rilevato come Tsaradia – filiale di Air Madagascar per le rotte interne – sia stata molto efficace nel ridurre i costi dei voli domestici.

 

«Air Madagascar, accordo con Alitalia. Durante la winter cinque i voli settimanali in partenza dalla Francia alla volta di Antananarivo. Collaborazione per il feederaggio su Parigi. Con l’entrata in vigore dell’orario invernale 2019-2020, Air Madagascar conferma cinque collegamenti settimanali operati tra la Francia (quattro dall’aeroporto di Parigi Charles De Gaulle e uno da Marsiglia) e Antananarivo. In particolare, da Parigi i voli partiranno il lunedì, il martedì, il venerdì e il sabato alle 15.10 locali, per arrivare in Madagascar alle 4.00 del giorno successivo; da Antananarivo, Air Madagascar opererà il lunedì, il giovedì, il venerdì e la domenica, con decollo alle 21.45 locali e arrivo a Parigi alle 6.55 del giorno successivo».