Esce la docufiction “Il Madagascar ai tempi del virus”

Esce in queste ore il documentario “Il Madagascar ai tempi del virus”, che ho realizzato col montatore Nicolas René. Siamo a Mahajanga – città portuale e turistica del Madagascar, affacciata sul Canale del Mozambico – ai tempi della pandemia. Chiederemo come la Cité des fleurs – la quarta per popolazione nel Paese – convive col periodo di coprifuoco ed emergenza sanitaria. Adesso siamo in fase di deconfinamento, ma il ritorno alla normalità è lontano: specie per la chiusura delle frontiere, internazionali e regionali. Nella città, dal promontorio ove riprendiamo, si può ammirare uno dei più bei lungomari malgasci.

Il docufilm non poteva trascurare il Bazar Mahabibo, uno dei tre grandi mercati cittadini: vi si vende di tutto, ma il suo forte sono pesci e crostacei. Gli altri mercati sono il Bazar-Be, specializzato in artigianato, e quello di Tsaramandroso, per i legumi. Chiederemo lumi su come le misure legate al coronavirus hanno inciso sui commerci. Infine, restando nel quartiere di Mahabibo, si osserva la moschea Joumou’a, quella «dei comoriani». Proprio in questi paraggi, nel dicembre 1976, andò in scena la cosiddetta Rutaka o Rotaka: in soli tre giorni, membri di alcune etnie malgasce massacrarono duemila comoriani residenti nel Paese, per una contraversia nata da futili motivi.

Qui chiederemo come la comunità islamica vive il Ramadan, con le moschee chiuse per l’epidemia.

La malaria torna alla carica

Mentre il Paese è mobilititato contro il coronavirus, ricerche ci mostrano che la malaria continua a mietere vittime. Nei primi tre mesi del 2020, la malattia ha ucciso 487 persone, a fronte di oltre 463mila infettati. I dati sono stati esposti giorni fa – durante la celebrazione della Giornata mondiale della malaria – dal dottor Manitra Rakotoarivony, che dirige il dipartimento Promotion de la Santé, presso il Ministero della Sanità pubblica. A suo giudizio, le intemperie senza fine di quest’anno hanno rappresentato un fattore decisivo, nella diffusione della malattia. Ha specificato che «il 70% dei casi registrati si è verificato nelle Regioni Atsimo Atsinanana, Atsinanana, Vatovavy Fito Vinany, Ihorombe, Anosy, Atsimo Andrefana e Sofia».

Ha poi annunciato l’avvio di un’indagine in alcuni Distretti. Mentre, nell’occasione, e con un pizzico di sconforto, il ministro della Sanità pubblica Ahmad Ahmad ha detto che «dal 2005 il Governo malgascio si è impegnato per combattere la malaria, ma nel 2020 abbiamo ancora registrato centinaia di morti per questa malattia». Nel 2019 l’epidemia ha colpito oltre un milione di malgasci e le vittime sono state 657. Più critico un altro funzionario del Ministero, secondo cui uno dei fattori che favoriscono la diffusione della malaria è il fatto che il Governo non ha ancora stanziato tutti i fondi previsti per il contrasto della malattia.

(Prosegue).

Ranking Libertà di stampa, Madagascar stabile al 54° posto

E’ uscita la Classifica 2020 di Reporters sans frontières sulla Libertà di stampa. Il Madagascar fa registrare all’incirca lo stesso punteggio del 2019: si conferma al 54° posto. Sul podio dei “buoni”, Norvegia, Finlandia e Danimarca, mentre al fondo, Corea del Nord, Turkmenistan ed Eritrea. L’Italia in lieve risalita, 41°. Torniamo al Madagascar. Secondo alcuni analisti, gli sforzi fatti nel settore sarebbero insufficienti, mentre il ranking non tiene conto degli eventi degli ultimi mesi, che avrebbero potuto peggiorare la posizione finale: la detenzione di una giornalista, e il sabotaggio di un canale televisivo.

Segue l’incipit del rapporto sull’Isola rossa. «La precarietà dei giornalisti e dei media, in Madagascar, li rende particolarmente vulnerabili alle pressioni degli uomini d’affari e dei politici che possiedono numerosi organi di stampa. Le Elezioni presidenziali – vinte alla fine del 2018 dall’ex leader, nella fase di Transizione, Andry Rajoelina – hanno confermato la fortissima politicizzazione dei media locali e in particolare della stampa scritta. Quasi tutte le testate si sono schierate con l’uno o l’altro dei principali candidati, cosicché l’accesso a informazioni neutre e indipendenti è risultato fortemente limitato. Alcuni editori sono stati in seguito nominati al Governo. Alcuni eventi ufficiali sono riservati ai media e ai giornalisti vicini all’Esecutivo».

L’Inno del Madagascar, 62 anni dopo

Avremmo voluto scrivere dell’inno del Madagascar lo scorso ottobre, giacchè fu presentato il 14 ottobre 1958, quando fu proclamata la Prima repubblica. Non eravamo però online, e rimediamo ora. S’intitola «Ry Tanindrazanay malala ô» («O terra dei nostri amati padri»): testo dello scrittore Pasteur Rahajason, e musica di Norbert Raharisoa. Sotto la versione originale e la traduzione. Al seguente link si può anche ascoltare. «Ry Tanindrazanay malala ô Ry Madagasikara soa. Ny fitiavanay anao tsy miala, Fa ho anao ho anao doria tokoa. Tahionao ry Zanahary ‘Ty Nosindrazanay ity Hiadana sy ho finaritra He sambatra tokoa izahay. Ry Tanindrazanay malala ô Irinay mba hanompoana anao Ny tena sy fo fanahy anananay ‘zay sarobidy sy mendrika tokoa. Ry Tanindrazanay malala ô Irinay mba hitahiana anao, Ka Ilay Nahary izao tontolo izao No fototra ijoroan’ny satanao».

«O cara Terra dei nostri antenati O bel Madagascar Il nostro amore per te non finirà mai E resterà eternamente fedele alla tua causa. Benedici, o Creatore, Questa isola dei nostri padri Fa che conosca gioia e felicità E noi non chiederemo altro. O cara Terra dei nostri antenati Desideriamo di servirti Col nostro corpo, cuore e anima che abbiamo noi Che sono preziosissimi e più degni. O cara Terra dei nostri antenati Desideriamo che tu sia benedetta Che Colui che ha creato l’Universo È il fondamento dei tuoi usi e costumi».

Ecco l’opera omnia sul Madagascar

Presentiamo oggi una lodevole iniziativa di Marco Sassi, presidente di Volontari italiani per il Madagascar organizzazione non lucrativa di utilità sociale. Si tratta di un album su Facebook – sullo stesso profilo dell’ideatore – dal titolo «Una bellissima biblioteca per avvicinarsi al Madagascar!». In sostanza vengono raccolti tutti i libri, in italiano, che sono dedicati, sotto varie forme, al Madagascar e al suo popolo. Segue l’incipit della presentazione.

«Una bellissima biblioteca per tutti quelli che vogliono avvicinarsi al Madagascar o vogliono saperne di più dell’Isola Rossa: vogliamo far scoprire a quante più persone possibili il tesoro che già abbiamo scoperto noi, quindi chi conosce altri testi, condivida le informazioni! La letteratura abbondantissima di libri in italiano sul Madagascar, con oltre 170 titoli che ne parlano o che vi sono ambientati, è tra le più abbondanti – tra questo tipo di testi – e testimonia la tradizione di grande legame e affetto verso questo Paese, sia tra gli autori italiani che tra i lettori. E questo nonostante non siano possibili ambientazioni o narrazioni di guerre, rivoluzioni, sopraffazioni, dittature, violenze, che già da sole attirano normalmente una certa parte dei lettori, ma in questo Paese non ci sono queste storie da raccontare. Molte sono quindi storie di vita avventurosa ma semplice, di natura particolare, di solidarietà».

Novità libri, anche in italiano l’ultima opera di Jerome Monetti

Stavamo facendo una ricerca sull’usanza – che hanno alcune donne malgasce – di dipingersi il volto con un impasto. Come infatti si legge su un reportage del portale “Trekking.it”, «le donne malgasce, specialmente quelle dei villaggi lungo la costa, sui fiumi o nelle isole, si dipingono il volto con un impasto ottenuto dalla macinatura di un ramo dell’albero di masonjoany e un po’ d’acqua. Si ottiene una crema che, spalmata sul volto, crea una maschera utile a proteggere la pelle dal sole rendendola morbida ed elastica». Ebbene, intenti a questa ricerca, abbiamo scoperto che l’editrice Hup studios ha pubblicato anche l’edizione italiana, dell’ultima fatica del noto fotoreporter Jerome Monetti.

Si tratta di “Enigmatico Madagascar”, libro fotografico di cui riportiamo la sinossi. «Il Madagascar, l’isola rossa, affascina. Perché è immenso e offre una moltitudine di aspetti sia geograficamente che culturalmente. Perfettamente inafferrabile in alcuni dei suoi aspetti più intimi, il viaggiatore che lo scopre non può che essere colpito dalla sua bellezza e dal suo mistero. Dagli altopiani di Antananarivo, la capitale, attraverso il Parco nazionale Isalo o la baia di Sakalava, questo fotolibro ti trasporterà nel mezzo di un’incredibile miscela di colori e vita catturati sul posto, per scoprire la seconda isola più grande del mondo, o immergerti nei ricordi di viaggi indimenticabili».

Madagascar, numeri dell’economia e cancellazione del debito – 2

(Prosegue). La voce principale riguarda gli oltre 165 milioni di dollari della linea di credito Extended credit facility (Ecf): lo strumento del Fondo monetario internazionale (Fmi) per garantire supporto finanziario ai Paesi a basso reddito. Insieme ad altri capitoli di entrata, sono in corso di negoziato gli oltre 11 milioni di dollari provenienti dall’Unione europea, per il sostegno di scuola e sanità. Il Dicastero dell’Economia, consapevole degli elevati livelli di corruzione, rassicura che i fondi usati nel periodo di crisi saranno controllati non solo dagli organi governativi preposti, ma anche dai partner finanziari. Un’altra buona notizia riguarda il debito estero.

Il Consiglio di amministrazione dell’Fmi ne ha approvato la riduzione immediata per 19 Paesi africani – compreso il Madagascar – per l’esigenza di affrontare l’emergenza sanitaria. Secondo la Finanziaria malgascia 2020, l’importo del servizio del debito è pari a 114 milioni di dollari. Secondo Kristalina Georgieva, direttrice generale dell’Fmi, la misura «consentirà di riservare un maggior ammontare – delle loro scarse risorse finanziarie – alle cure mediche e alle altre attività di soccorso per salvare vite umane». I Paesi più ricchi potranno effettuare versamenti in un fondo fiduciario, e l’ammontare – sino a un massimo di mezzo miliardo di dollari – sarà indirizzato alla riduzione del debito.

Madagascar, numeri dell’economia e cancellazione del debito

Alcuni giorni fa, il Ministero dell’Economia e delle finanze malgascio ha reso note le previsioni sulla crescita del prodotto interno lordo (pil) per l’anno in corso, unitamente ad altri dati macroeconomici. Tutti i numeri sono inevitabilmente influenzati dalla pandemia, ma in modo meno drammatico rispetto alle previsioni di alcuni analisti. Andiamo però con ordine. Il coronavirus peggiora sensibilmente l’assetto finanziario del Madagascar, e frena la crescita del pil, assestandola a un modesto +1,5%, contro il 5,5 delle precedenti previsioni. Mentre il tasso d’inflazione è stimato in crescita al 7,2%, a fronte del 6,6 prima pronosticato. I settori più colpiti sono turismo, trasporti, commercio e industria.

Se l’emergenza dovesse protrarsi per un trimestre, le entrate fiscali sarebbero stimate in calo del 29%, rispetto alla previsioni della Legge di Bilancio, la Loi de Finance. Erano attesi oltre un miliardo e 700 milioni di euro, ne entreranno poco più di un miliardo e 200 milioni. La pandemia comporta inoltre un aumento della spesa sociale – per sostenere le misure di emergenza – di oltre 176 milioni di euro. Antananarivo può contare comunque su alcuni finanziamenti esteri: in parte già sbloccati, in parte in via di erogazione. Alcuni di questi apporti erano invero previsti per altri obiettivi, ma saranno reindirizzati verso la lotta al coronavirus.

(Continua).

Farmaco Madagascar anti-Covid, le cose da sapere

«Un buon numero di Paesi occidentali è già interessato al nostro farmaco», ha dichiarato il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, durante la presentazione del Covid-Organics (Cvo). La nuova medicina per il coronavirus ha appassionato i media di tutto il mondo: ha ottenuto risultati in termini di prevenzione – che sarebbero già stati provati – e ha mostrato efficacia per la riduzione e l’eliminazione dei sintomi; ma non è tutto. Si sono registrate anche evidenze di qualità curative. Queste saranno sottoposte al vaglio di ulteriori studi, e tuttavia, secondo Charles Andrianjara, direttore generale dell’Institut malgache de recherches appliquées (Imra), «le osservazioni cliniche hanno mostrato una tendenza promettente nella sua efficacia curativa».

E lo stesso capo dello stato ha ribadito che «due pazienti che hanno preso questo rimedio che produciamo in Madagascar, sono guariti». «La produzione e la commercializzazione di Cvo è pienamente supportata dallo Stato», ha proseguito Rajoelina, mentre «i profitti andranno direttamente all’Institut malgache de recherches appliquées per rafforzare il lavoro di ricerca e sviluppo sui prodotti farmaceutici malgasci. Questo per fornire rimedi alla portata di tutti i budget». Covid-organics sarà venduto in forma liquida (nei formati di 33 centilitri e un litro) o di tisana, e distribuito ai meno abbienti come decotto, o infuso.

Le ultime, parte la Fase 2 e nasce farmaco anti-Covid

Il pronunciamento del presidente Andry Rajoelina ha anticipato importanti novità. In primis, l’inizio del deconfinamento – un’attenuazione dei divieti legati alla pandemia – e poi la presentazione di Covid-Organics: farmaco made in Madagascar, per la cura del coronavirus. La decisione era nell’aria: considerando il lento ritmo di progressione dei contagi, si dà inizio a un alleggerimento delle restrizioni. Le aree ove era stato disposto il lockdown, lo applicheranno tra le 06.00 e le 13.00, il coprifuoco si estenderà tra le 21.00 e le 04.00, e le scuole riapriranno tra il 22 e il 27 aprile. E poi – in controtendenza – si impongono lavori socialmente utili per chi non indossa la mascherina.

E’ stato poi presentato il farmaco a base di artemisia – usata contro la malaria – prodotto dall’Institut malgache de recherches appliquées (Imra). Che è noto non solo per gli studi decennali sull’artemisia, ma anche per aver prodotto farmaci noti all’estero, (come il Madeglucyl per diabete, o il Madecassol). Rajolina ha chiarito che Covid-Organics è il risultato di una ricerca sotto la guida del professor Albert Rakoto Ratsimamanga, che allo studio hanno partecipato anche scienziati stranieri, e che è prodotto secondo gli standard scientifici richiesti. A suo giudizio, i pazienti hanno risposto bene alla cura sperimentale, quindi il farmaco sarà somministrato agli studenti come prevenzione.