L’Unione sportiva Lecce gioca in casa anche a Nosy Be

Si è già scritto del legame culturale e solidaristico tra il Salento e il Madagascar, in primis Nosy Be. E la squadra calcistica leccese non poteva restare ai margini, rispetto alle varie iniziative. E un dono della dirigenza calcistica ai bambini dell’Ile aux parfums – quelli seguiti dal missionario don Fernando – ha scatenato tanta gioia, oltre a nuovo tifo per l’Unione sportiva Lecce. Ci racconta questa storia Andrea Sperti, in un servizio pubblicato su “Pianetalecce.it”, e intitolato «Che gioia. Anche in Madagascar si tifa Lecce: ecco perché». Eccone l’inizio.

«Il Lecce, attraverso un post sui propri social, ha raccontato la storia di Don Fernando, sacerdote missionario in Madagascar, e dei ragazzi di Nosy Be. Ecco quanto pubblicato dal club salentino: “Che gioia! Vogliamo raccontarvi, con queste straordinarie foto, una storia che ci riempie il cuore di gioia… Circa un mese fa don Fernando, sacerdote missionario in Madagascar, aveva condiviso con il nostro Presidente Saverio Sticchi Damiani l’idea di poter fare un dono speciale ai suoi bambini una volta rientrato in Africa. Questo pomeriggio la sorpresa più bella! Abbiamo ricevuto le foto dei loro sorrisi accompagnate da una lettera del caro don Fernando. “In questa bellissima isola dei profumi, dei tanti colori si parla già il leccese. Le nostre suore, Discepole del Sacro Cuore, accolgono nella loro scuola 1300 ragazzi””».

Il porto di Toamasina diventa giapponese, e forse è meglio così

Il porto di Tamatave, gestito da Société de gestion du port autonome de Toamasina, parlerà giapponese. Un impegno – guidato dall’Agenzia giapponese di cooperazione internazionale – che per il Paese del sol levante è geopolitico, oltre che economico e umanitario. Gli asiatici trasformeranno a breve il maggior porto del Madagascar, in uno snodo di un Indo-Pacifico «libero e aperto»: si forniranno competenze ingegneristiche, che affiancheranno un prestito di 350 milioni di euro, per la creazione di mille posti di lavoro. Per approfondire rinviamo a un pezzo redatto da Damon Embling, per il portale “Euronews”. Il titolo è «Il porto di Toamasina, linfa vitale del Madagascar».

Eccone l’inizio. «Il porto di Toamasina è la linfa vitale del Madagascar. Da qui passa circa l’80% delle merci nazionali e globali. E ora, grazie ai finanziamenti e alle competenze del Giappone, sta quadruplicando la sua capacità. Contribuendo a migliorare la connettività e l’economia in Madagascar e non solo. Il porto collega il paese con l’Asia, l’Europa, il Golfo Persico e gli altri paesi africani. Ma con l’aumento della popolazione del Madagascar, anche il porto deve crescere. “Le infrastrutture esistenti nel porto sono obsolete perché hanno 50 anni – dice Christian Eddy Avellin, direttore generale dell’autorità portuale -. Oggi abbiamo solo una banchina per i container, con una profondità limitata”».

Ragazzi “posseduti” e “indemoniati”, scuole chiuse in Madagascar

Da Mahajanga e Toliara, e nelle stesse ore, arriva notizia di scuole chiuse, a causa di alunni all’apparenza indemoniati, posseduti dal demonio. Immaginiamo le ironie europee, ma si tratta di vicende riportate dai più autorevoli giornali del Madagascar. Come anticipato, le lezioni sono state interrotte, nell’attesa che potessero intervenire le autorità religiose, per l’esorcismo, o per celebrare messe. Va anche segnalato che si tratta di fenomeni verificatisi in aree urbane, a due passi da Consolati e aeroporti internazionali, e in cui le connessioni al web sono sovente più rapide che in Europa.

Nulla a che vedere dunque con aree rurali, dimenticate da Dio. Uno di questi episodi – che molti hanno giudicato come frutto di stregoneria – ha riguardato un liceo, nel centralissimo quartiere Mangarivotra di Mahajanga. Sei ragazze, a breve distanza di tempo, avrebbero avuto convulsioni, tali da renderle incontrollabili, come fossero in mano a spiriti maligni. Situazione simile nel collegio Sacré Coeur Tsianaloka di Toliara, ove il fenomeno ha riguardato tre studenti. Secondo un dirigente scolastico, potrebbe trattarsi dell’incapacità di controllare le emozioni: innanzi alla pubblicazione degli esiti degli scrutini, questi ragazzi temono di mostrare brutti voti ai genitori.

Secondo però il sacerdote della scuola, si tratta di offensive demoniache, che prendono in ostaggio i ragazzi.

Polizia di frontiera, un repulisti in Madagascar

In nome della lotta alla corruzione e ai traffici più vari, il Governo del Madagascar, su iniziativa del presidente, ha annunciato il rinnovo totale degli effettivi della Paf, la Police de l’Air et des frontières: il dipartimento della Polizia aerea e di frontiera che integra la Police nationale de Madagascar. A precisare i dettagli dell’intervento, è il dossier del titolare del Ministère de la Sécurité publique, Rodellys Fanomezantsoa Randrianarison. In sostanza, quasi tutti gli elementi della Paf che sono in prima linea, cioè a contatto con i viaggiatori, saranno sostituiti. Gli unici effettivi che potrebbero sottrarsi alla disposizione, sono gli agenti con elevata specializzazione, e sempreché non siano in carica da oltre sei anni.

Il commissaire divisionnaire Aina Andriambelo, che dirige il Gabinetto del suddetto Dicastero, è stato chiaro: obiettivo principale dell’operazione è fare un repulisti del personale, dunque chi è stato denunciato, o sospettato di coinvolgimento in vicende discutibili, sarà indagato; e in particolare, «il miglioramento del servizio nei confronti dei cittadini fa parte della politica del Ministro. Lo abbiamo già portato a termine per il Servizio passaporti e ora è il turno del Paf». E’ intervenuto al riguardo anche il generale Serge Gellé, segretario di stato della Gendarmeria nazionale, per affermare che non ci sarebbe traffico senza complicità.

Marie Christina Kolo da Nosy Be, anche su Presa diretta

Anche la trasmissione televisiva “Presa diretta” si è accorta – nella puntata del 21 marzo, dal titolo “Guerra al clima” – dell’attivista ambientale Marie Christina Kolo, originaria di Nosy Be in Madagascar. Classe 1989, dal 2020 è entrata nell’orbita delle maggiori testate europee – anche di costume – ove sovente è intervistata, fotografata o citata. Si tratta di un personaggio noto, ma anche anomalo, nel panorama politico dell’Isola, giacché fonde la lotta ecologista – in primis contro il climate change – alla militanza femminista. Insomma – anche attraverso l’impresa sociale Green N Kool, di cui è fondatrice – si è affermata come leader dell’ecofemminismo malgascio. (Green N Kool si occupa di gestione dei rifiuti delle comunità, per creare attività generatrici di reddito, che possano beneficiare i più vulnerabili, ndr).

Del resto ha anche co-fondato la piattaforma Ecofeminism Madagascar – che promuove l’inclusione di genere nelle politiche e nei progetti sui cambiamenti climatici – oltre alla rete giovanile Indian ocean climate network, che ha l’obiettivo d’incoraggiare iniziative giovanili sul riscaldamento globale. Va inoltre segnalato che Kolo – cresciuta presso Andaingo Gara, nella Regione Alaotra Mangoro – ha fatto volontariato presso il Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo, ed ha lavorato per alcune organizzazioni non governative, in India, Senegal e Cina.

Neo titolare Esteri Madagascar, primo incontro con Di Girolamo

Dopo il rimpasto di alcuni giorni fa, che ha originato un nuovo Governo in Madagascar, in molti si sono chiesti se la politica estera del Paese subirà variazioni. Come abbiamo già scritto su questo spazio, è cambiato il titolare del Ministero degli Affari esteri, così per il nuovo ministro Richard Randriamandrato, è già iniziata la girandola delle visite di cortesia, da parte dei diplomatici stranieri presenti sull’Isola. E i media nazionali hanno dato un gran rilievo alla prima di queste visite, che ha riguardato l’italiano Giovanni Di Girolamo: ovvero il capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore. Inevitabilmente non è mancato l’uso forse inopportuno del proverbio «Chi primo arriva meglio alloggia», nella versione transalpina «Premier arrivé, premier servi».

Come se questa precedenza, significasse recuperare l’ottimo rapporto con l’Unione europea (Ue), in seguito al gelo successivo alla crisi in Ucraina. In ogni caso, nel corso della cerimonia d’insediamento, Randriamandrato è tornato sul dossier delle Isole sparse rivendicate alla Francia, dichiarando che «Queste Isole sono nostre. Non c’è più bisogno di contrattare perché ci appartengono». Tuttavia, secondo gli analisti, si dovrà attendere l’esito delle Elezioni presidenziali francesi del 10 aprile, per sapere di più sull’andamento del fascicolo, e sul proseguimento dei negoziati.

E-Gap – Green future project, alberi (da qualche parte) in Mada

Climate pioneer – progetto congiunto di E-Gap, e della piattaforma ecologista Green future project (Gfp) – punta alla piantumazione di mangrovie in Madagascar. In nome della lotta al climate change. A nostro avviso, il successo di simili iniziative è ostacolato da un eccesso di genericità, a livello comunicativo. Ci pare naïf, divulgare semplicemente che Gfp – di nazionalità italiana – pianterà (con un euro) un albero nell’Isola, per ogni ricarica dell’auto elettrica che sia richiesta. Rammentiamo comunque che E-Gap è la prima azienda italiana a offrire un rapido servizio di ricarica mobile (in mobilità), per veicoli elettrici.

Un servizio che può richiedersi on demand e ovunque si trovi il veicolo: a domicilio o per strada. Insomma il cliente richiede la ricarica elettrica tramite l’applicazione, e il servizio è erogato anche in sua assenza. Per approfondire, rinviamo al servizio del portale “Everyeye.it”, redatto da Pier Francesco Bisogno, e intitolato «E-GAP, con Green Future Project, pianterà un albero per ogni ricarica effettuata». Eccone l’inizio. «Negli ultimi anni lo sviluppo della mobilità sostenibile ha compiuto passi avanti notevoli, e molte aziende stanno agendo in questo senso per garantire un futuro più pulito al nostro pianeta. E la partnership tra E-GAP e Green Future Project agisce proprio in questo senso, con un albero piantato per ogni ricarica effettuata».

Incuria e noncuranza, le stragi del Madagascar

Si tratti d’incuria nei confronti del territorio – causa di dissesto idrogeologico e smottamenti – oppure di noncuranza per le aree turistiche, i media del Madagascar ci offrono quotidianamente cifre di vittime – morti, feriti o sfollati – da bollettino di guerra. Senza considerare le stragi automobilistiche, che sono conseguenza soprattutto di strade in pessime condizioni. Così giorni fa i media locali hanno diffuso la notizia di 870 sfollati a Betoloha: un villaggio del Comune rurale di Ambandrika, nella Regione Alaotra Mangoro. Dopo le forti piogge di questi giorni, la diga di Manamontana avrebbe, infatti, tracimato, e molte abitazioni sono state distrutte o allagate.

E non è tutto: un’altra tragedia è avvenuta nel Parco nazionale dell’Isalo, presso Ranohira (Regione Ihorombe). Cinque persone di uno stesso gruppo familiare (tra cui una coppia con nazionalità francese), più la guida, sono decedute, tutti travolti da un torrente, che avevano cercato di attraversare. Mentre gli operatori turistici non si stancano di chiedere misure di sicurezza per quest’area: «Chiediamo l’installazione di scale, poste a un certo livello di altezza nel canyon. Una struttura in cemento armato, dove i visitatori possono camminare in tutta tranquillità, senza dover affrontare passaggi imprevisti di torrenti o altre minacce. Sarebbe saggio chiudere il parco durante la stagione delle piogge».

Balzo di nichel e grafite, il Madagascar ride

«A quelque chose malheur est bon». E’ la versione francese del proverbio «Non tutto il male vien per nuocere». Un detto che rimbalza nelle pagine economiche dei giornali, per evidenziare che la crisi ucraina ha, per il Madagascar, anche effetti positivi: l’impennata dei prezzi delle materie prime – come nichel e grafite – sta apportando benefici per l’intero comparto minerario. E se il conflitto spaventa i mercati, l’attuale quotazione del nichel – necessario per le batterie al litio – dà un forte impulso a tutto il settore industriale. E l’export dalla Miniera di Ambatovy – una delle più grandi al mondo per l’estrazione di nichel lateritico – vive un momento d’oro. Lo sfruttamento della Miniera di Ambatovy – il maggior investimento nella storia del Paese – è in mano alla joint venture tra la società giapponese Sumitomo corporation – socia di maggioranza – e la Korea mine rehabilitation and mineral resources corporation (Komir).

Così secondo le previsioni delle Legge finanziaria 2022, che possono essere riviste al rialzo, «l’industria estrattiva dovrebbe quindi crescere del 19% nel 2022». L’industria nel suo complesso dovrebbe invece crescere dell’8,5. Circa la grafite – al netto degli ottimi risultati nei siti di Vatomina e Sahamamy – si segnala l’interesse della società australiana Blackearth minerals, che presso Maniry punta a inaugurare un impianto estrattivo nel 2023.

Diritti umani, i malgasci ribattono all’Ue: e allora le Comore?

La guerra in Ucraina e l’invasione della Russia stanno raffreddando i rapporti tra il Madagascar e l’Unione europea. A Bruxelles non è andata giù l’astensione – e quindi la posizione “né né” o “ni pour ni contre” – espressa dalle Autorità dell’Isola in seno alle Nazioni unite; così come i malgasci – e si badi bene, non solo il Governo, ma anche la società civile – non hanno gradito i rimbrotti europei, intesi quasi come una lesione della sovranità nazionale. Così i media dell’Isola – come le reti sociali e l’opinione pubblica – hanno letto con sarcasmo l’apprezzamento che Giovanni Di Girolamo – ambasciatore dell’Unione europea in Madagascar e nelle Comore – ha manifestato nei confronti del voto antirusso, espresso dall’Unione delle Comore.

Ci si è chiesti con ironia se ciò significhi che i diritti umani siano più rispettati nelle Comore, piuttosto che in Madagascar. E i giornalisti del quotidiano “Midi Madagasikara” si chiedono se «l’Unione europea – il cui ambasciatore residente in Tana, ha giurisdizione sull’Unione delle Comore – veda con lo stesso occhio il rispetto dei diritti umani nelle due isole sorelle». E s’illustra a seguire l’evidente autoritarismo del Governo delle Comore. Questo conflitto è inscenato proprio mentre si definisce il nuovo Programma indicativo pluriennale per il Madagascar – il Programme indicatif multi-annuel – che riguarda il periodo 2021-2027.