Piattaforme di e-commerce, trionfa BonMarche.mg

Tra le piattaforme di e-commerce attive in Madagascar, “BonMarche.mg” è giudicata la più attraente, e ancor di più in seguito al recente rinnovamento del proprio portale, che all’utenza è da subito apparso più semplice, e al contempo più professionale. E nei giorni scorsi, questa generale impressione è stata suggellata dalla vittoria del prestigioso African excellence Award, per l’anno in corso. Il premio – assegnato dalla rivista di settore “Mea markets”, sulla base della qualità dei servizi online – la consacra come miglior piattaforma di vendita sul web, sull’Isola rossa. Un riconoscimento importante, soprattutto nei tempi di pandemia, in cui questo ramo di attività è ovunque progredito.

Anche nel Paese insulare, i manager dell’e-commerce hanno approfittato delle settimane del lockdown per migliorare l’offerta, forse però in Bonmarche.mg si è fatto meglio che altrove. Secondo un responsabile dell’azienda, il cui motto è semplicità, velocità, originalità e sicurezza, «il pagamento sul portale è sicuro, e il cliente potrà osservare tutti i dettagli sull’avanzamento dei suoi acquisti, fino a quando l’ordine non arriva a casa sua. Registrandosi come abbonati, i consumatori non perdono nessuna offerta, anzi ne hanno la prelazione. Altra novità del nostro portale: ora gli operatori dell’e-commerce possono creare gratuitamente la propria area membri, per vendere i loro prodotti».

Guida a magia e stregoneria del Madagascar – 2

(Prosegue). La prima è il vorika: più che un maleficio, un avvelenamento del cibo. Si mette nel cibo una sostanza, l’organo avvelenato d’un animale, o polvere (o essenza) di piante velenose. La seconda è l’hazary, che invero si presta anche a un uso benefico (hazary tsara). Comunque l’hazary ratsy, malefico, riguarda un terreno: si maledice un fondo – tramite un particolare stregone, il mpanazary – affinchè gli spiriti del luogo si ribellino all’acquirente. La terza categoria, l’ody fitia, riguarda le relazioni amorose. Obiettivo, trattenere l’amato o attrarlo a sè, anche da lontano (nel caso il sortilegio è sui generis, si parla di fanaingalavitra).

Quarto gruppo, quello del tolaka. Poggia sulla malvagità, ed è legato all’astrologia. L’incantesimo, per far del male o uccidere, si esegue – con la raccolta di certi materiali – nel giorno opposto rispetto al compleanno della vittima. La quinta categoria è quella dell’andahiny (o tena mosavy): il maleficio più temuto. Si punta a uccidere la vittima, che deve morire dopo sofferenze psicofisiche. E solo la strega che l’ha lanciato, ne ha l’antidoto. Citiamo poi il doany, luogo sacro (noto quello di Mandoto). Una tomba, pietra, fonte d’acqua, o luogo indicato da un antenato, che è visitato dai credenti in occasione di un rituale, o per curare malattie, chiedere benedizioni, fare un’offerta agli spiriti in caso di desiderio esaudito.

Guida a magia e stregoneria del Madagascar

La liberarazione a Toliara di una ragazzina albina di dodici anni – rapita perchè “materia prima” per stregonerie di ogni sorta, e in procinto di esser venduta – ha riaperto il dibattito – nel Madagascar intero, specie a livello mediatico – sulle pratiche magiche, ancora radicate nei costumi. E premesso che solo una parte marginale del soprannaturale locale è legato a questi crimini, cogliamo l’occasione per fornire una guida a chi voglia addentrarsi nel mondo del mosavy, o ody gasy: la stregoneria malgascia, che riguarda ogni ceto sociale. Importata dal mondo arabo e dal resto del Continente, la magia malagasy si suddivide in tre categorie eterogenee: la stregoneria (magia nera) della strega mpamosavy (appunto quasi sempre una donna), volta a danneggiare gli altri, quindi l’arte divinatoria dello mpanandro, che predice il futuro e svela l’ignoto, e infine l’arte guaritoria dell’ombiasy (o mpisikidy), per curare o neutralizzare un malocchio, una fattura.

Gli ultimi due maghi sono quasi sempre uomini. Così vi sono tre tipi di rituali: gli ody ratsy (o ody mahery) sono i veri malefici, volti a danneggiare e anche a uccidere. Vi sono poi i sortilegi comuni, usati da guaritori o indovini, e infine gli specifici rituali con cui i guaritori neutralizzano i malefici o preservano dal male. Limitandoci alle fatture, va detto che si ripartono in cinque specifiche categorie. (Continua).

Investire in Madagascar, consigli utili – 31

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Consigli per chi vuole puntare sul comparto della ristorazione? Quale, nel caso, il modus operandi?

 «Il settore (specie nelle città grandi, come Tana) può dare soddisfazioni. E non solo col classico ristorante per turisti, (nel caso, molto importante la location, e consiglio di valutare l’apprezzata cucina italiana). Per aprire un piccolo locale discretamente redditizio, possono bastare 10mila euro. Penso ai kiosque (innumerevoli nella Capitale), per piatti veloci e semplici, ma poi esistono altre svariate soluzioni per nulla costose. Del resto, le normative non sono severe. Spesso è sufficiente un locale di 30 metri quadrati – per ospitare almeno sei tavoli e 30 coperti – una cucina a gas, un frigorifero: ottenuta la residenza, si può aprire. Ho aiutato molti connazionali, a realizzare piccoli ristoranti di successo».

Al Fosa juniors di Mahajanga un italiano ex interista?

Tra gli appassionati di calcio della città di Mahajanga, in Madagascar, non si parla d’altro. E è già partito il totonomi per conoscere chi sarà il prossimo allenatore, italiano e ex interista, della squadra cittadina – il campione in carica Fosa juniors football club – in sostituzione di Titi Rasoanaivo. Che ricoprirà il ruolo di consigliere tecnico. Andiamo però con ordine. In vista della prossima stagione dello Championnat de Madagascar de football (successiva all’annullamento dell’edizione 2020, per pandemia), la proprietà olandese ha scelto una linea di rinnovamento totale, ben sintetizzata dal seguente comunicato: «Il nostro obiettivo è garantire la sostenibilità del club a lungo termine. Da qui l’idea di ingaggiare un nuovo allenatore, che arriva dall’estero. Si tratta di un tecnico esperto, che ha già guidato altre squadre sulla scena africana».

Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di un tecnico italiano, che in carriera ha vestito anche la maglia dell’Inter. E qualcuno ha pensato a Salvatore Antonio Nobile, l’ex nerazzurro allievo di Giovanni Trapattoni, che in Africa può vantare cinque scudetti. «Titi Rasoanaivo», prosegue il comunicato del club detenuto da Arno Steenkist, «mantiene il suo posto all’interno della nostra struttura. Era qui dall’inizio, quando abbiamo fondato la squadra. Ha esperienza e conosce molto bene il calcio malgascio e tutte le sue peripezie».

Karenjy (e industria malagasy), modello per l’America latina? – 2

(Prosegue). L’articolo «L’economia del Madagascar: un esempio per l’America latina» chiarisce che sinora lo stabilimento di Fianarantsoa ha «prodotto tre modelli di auto: Iraka, Faoka e Mazana. Tra questi, solo l’ultimo continua a essere prodotto, e ha un’ottima accoglienza fra gli abitanti, perché, essendo molto rustico, resiste alle pessime condizioni delle strade rurali. Qualsiasi altra auto perderebbe parecchi pezzi, imboccando una di quelle “strade”». Si fotografa poi la situazione attuale dell’azienda automotive, in cui sono in listino tre varianti (Endurance, Prestige ed Essential) del modello Mazana II: tutte dotate di motore diesel Peugeot (cilindrata 1,6 litri), e ovviamente di trazione integrale.

Come accennato, l’articolo si chiude con la storia dell’«unico allevamento di caviale in Africa» e le opportunità che può offrire il settore, che sta «crescendo a un tasso annuo del 7% e entro il 2025 potrebbe sfiorare i 600 milioni di dollari». Giova rammentare che il suddetto portale fa parte del gruppo economico – segnatamente la società Opm corporation – cui appartiene anche la più nota Livero.delivery (Livero incorporated), piattaforma globale online. Quest’ultima – tra i leader del comparto nei Paesi latinoamericani, ma in espansione anche in Europa – offre servizi pubblicitari al settore delle consegne a domicilio, a quell’universo in espansione chiamato delivery.

Investire in Madagascar, consigli utili – 30

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Consigli per chi è deciso a puntare sul settore dei trasporti pubblici? Quale, il modus operandi?

«Il comparto è affidato, con licenza, a privati, e le tariffe applicate sono basse: il Governo impone 500 ariary per le tratte urbane, mentre per le extraurbane vi è un regime di libero mercato. Per gli oltre 400 chilometri Tana – Fianarantsoa – è un esempio – il costo del biglietto è inferiore ai sette euro. Vi sono oltre dieci cooperative concorrenti, che usano dei veicoli a 25 posti. Sottratte le spese, il guadagno è inferiore ai 35 euro a tratta: un affare non conveniente. Del resto, si può guadagnare altrettanto – e con minori rischi – con una vettura a locazione giornaliera, a servizio dei turisti. Discorso analogo per i trasporti urbani. Considero più redditizio un servizio di soccorso stradale, qui inesistente».

Karenjy (e industria malagasy), modello per l’America latina?

Giorni fa il portale news panamense “Yo reportero – Noticias” ha pubblicato un reportage – dal titolo «La economía de Madagascar: ejemplo para AL», e firmato da Alvaro García – che mette a fuoco due esperienze economiche malgasce tra loro diverse, e auspica la loro esportazione in Latinoamerica. Si tratta del Rova caviar, «el caviar de Madagascar» – una scommessa vinta da tre francesi – e soprattutto dell’unica Casa automobilistica nazionale, l’emblematica Karenjy. Si scrive che «questo nuovo modello potrebbe servire da esempio per i Paesi latinoamericani, di fronte alla crisi economica internazionale e all’instabilità politica».

Poi si aggiunge: «Molti saranno sorpresi da questo fatto, ma è vero: l’industria automobilistica del Madagascar esiste da quattro decenni. Allo stato attuale, questo settore è in grado di produrre automobili, che non sono molto attraenti, ma adatte alle caratteristiche delle strade di quel Paese – che non sono esattamente in buone condizioni – e, inoltre, genera posti di lavoro e dividendi per l’economia». A seguire un po’ di storia del pittoresco brand: «Tutto è iniziato negli anni Ottanta, quando Didier Ratsiraka ha avviato un processo di industrializzazione che ha portato il Paese a produrre automobili, navi e persino aeroplani, con l’aiuto dell’ex Unione Sovietica. Nel 1984 apparve il primo marchio automobilistico locale, “Karenjy”».

(Continua).

Fintech vita malagasy, ecco Lemurpay e la criptovaluta Lemurcoin

Anche il Madagascar può annoverare una coraggiosa start upAndrinirina Razafimbelo è il nome del 20enne fondatore – decisa a far strada nel mondo della tecnofinanza, il cosiddetto fintech. L’ultima iniziativa è una criptovaluta vita malagasy – o made in Madagascar – lanciata giorni fa col nome di Lemurcoin. Secondo il giovane – la cui azienda ha sette dipendenti, e punta a conquistare una fetta del mercato continentale – vi è stato «un incessante aumento delle attività professionali remunerate da transazioni finanziarie a distanza, dovuto al lockdown», e ciò ha reso manifesta la necessità dello strumento.

A precedere di pochi giorni la criptomoneta, il lancio di un portafoglio elettronico, con annessa carta virtuale: il Lemurpay. Secondo l’imprenditore, il mezzo «consente al suo utente di effettuare transazioni monetarie attraverso il nostro sito web http://www.lemurpay.com . Il Lemurpay, lanciato appena all’inizio di settembre, è stato in grado di vendere 230 carte virtuali. Il nostro target è rappresentato principalmente da giovani che svolgono attività come freelance. Questo portafoglio elettronico consentirà loro di ricevere subito la loro remunerazione, denominata in valute estere come il dollaro, la quale sarà trasferita direttamente sui loro conti».

E sarà preludio alla «valuta elettronica vita malagasy, per sviluppare gli scambi tra il Madagascar e il resto del mondo».

Madagascar e Russia, i media fanno il punto

L’ambasciatore russo, Stanislav Anvarovich Akhmedov, lascerà il Madagascar, dopo sette anni alla guida della missione diplomatica. E i media nazionali ne hanno approfittato per fare il punto sullo stato delle relazioni russo-malgasce. La conclusione è univoca: durante il mandato di Hery Rajaonarimampianina, la presenza russa è cresciuta notevolmente, sia in campo militare, sia economico. Gruppi russi hanno investito nell’estrazione del cromo, in collaborazione con la società statale Kraoma, mentre in campo militare va segnalata la formazione di ufficiali e la fornitura di armamenti. In seguito, con la vittoria del presidente attuale, l’euforia si è raffreddata, come dimostra il disimpegno della società mineraria russa Ferrum mining.

Del resto, in campagna elettorale Mosca aveva puntato – come prevedbile – sul capo di stato uscente Rajaonarimampianina, classificatosi poi terzo. Torniamo però alla cronaca. Giorni fa, il diplomatico ha dunque dato inizio alle varie visite di cortesia alle istituzioni malgasce, tra cui – presso il Palais de verre d’Anosikely – al presidente del Senato, Rivo Rakotovao: ex presidente, seppure ad interim, e guarda caso seguace di Rajaonarimampianina. Ebbene, la visita è stata l’occasione per ricordare l’impegno umanitario russo nel Paese: dal sostegno alle scuole nelle regioni del Sud, alla costruzione di ospedali, sino al contrasto alle epidemie.