Madagascar e Dna, una scoperta importante

Segnaliamo una scoperta scientifica che ha avuto come scenario il Madagascar. Come riporta l’articolo apparso settimane fa sulla rivista “Plos one”, un team di ricercatori ha recuperato – ed è stata la prima volta – un frammento di materiale genetico, da insetti intrappolati in un pezzo di resina. La quale è stata estratta da un albero di ambra – ovvero Zanzibar copal, o East african copal – il cui nome scientifico è Hymenaea verrucosa. Obiettivo dei ricercatori, capire per quanto tempo il materiale genetico possa rimanere intatto, o quasi, nella resina. Per approfondire, riportiamo l’incipit del pezzo «Estratto per la prima volta DNA da insetti intrappolati nella resina», pubblicato su “Notizie scientifiche.it”.

«Un team di scienziati tedesco è riuscito ad estrarre, per la prima volta, il DNA da insetti intrappolati nella resina. Si tratta di due insetti intrappolati in due campioni di resina per periodi di sei e di due anni. La ricerca, realizzata dalla scienziata Mónica Solórzano-Kraemer del Museo di Storia Naturale e Istituto di Ricerca Senckenberg insieme ai colleghi David Peris e Kathrin Janssen dell’Università di Bonn, infonde nuove speranze sulla possibilità di poter estrarre il DNA da animali, di solito insetti, intrappolati in campioni di resina più vecchi, come lascia intendere lo studio che descrive il processo utilizzato dagli scienziati pubblicato su PLOS ONE».

Papa e unioni civili gay: per vescovi malgasci una manipolazione

Si è parlato anche in Madagascar della dichiarazione di papa Jorge Mario Bergoglio – sulle unioni civili per gli omosessuali – estratta dal film “Francesco”, (presentato alla Festa del cinema di Roma, ndr). «Gli omosessuali hanno diritto a essere parte della famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere respinto, o emarginato a causa di questo. Quello che dobbiamo fare è una legge per le unioni civili», ha affermato il Pontefice. E ad aggiungere benzina al fuoco è stato anche il cardinale Désiré Tsarahazana, presidente della Conférence episcopale de Madagascar (Cem), oltreché arcivescovo di Toamasina.

Costui, in un comunicato, ha negato che possano essere attribuite a Francesco parole a favore del matrimonio per gli omosessuali. A suo giudizio, le informazioni fornite dalla stampa «sono assolutamente false», ovvero «sono solo un montaggio di frammenti di un’intervista di 18 mesi fa». Il «montaggio», ha proseguito, «è frutto di manipolazione mediatica», mentre «le parole in spagnolo sono state volutamente distorte nella loro traduzione in italiano, durante la proiezione del documentario». Per cavalcare il clima di omofobia, il deputato Idéalson ha elaborato una proposta di legge che punisce – equiparandoli agli atti osceni – gli atteggiamenti omosessuali tenuti in pubblico: «Possono fare quello che vogliono, a casa, ma non nella società».

Investire in Madagascar, consigli utili – 40

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

A Toliara è stato presentato un prototipo di cyclopousse a energia solare. Uno spunto per investire?

«Il cyclo pousse (o cyclo-pousse tricycle) a energia solare è destinato al successo. E ciò anche se il prezzo di cui si parla – ben oltre i 200 euro – da queste parti non è che sia poca cosa. Comunque si aprono occasioni di business, per chi voglia investire nel settore, e magari ridurre i prezzi di vendita. La pousse-bicyclette a propulsione solare – con due o tre pannelli, più un motore elettrico da 100 watt – può diffondersi in pratica in ogni città del Paese. Se ne prevede una produzione massiva, del resto, nelle aree urbane, il comparto del trasporto di persone e merci è in crescita. E i classici tuk tuk detti bajaj – che in più necessitano di carburante – hanno un costo più elevato, che si aggira sui 1.700 euro».

Giganti del Madagascar, più del clima potè l’uomo

Dello studio «A multi-millennial climatic context for the megafaunal extinctions in Madagascar and Mascarene Islands», pubblicato giorni fa sulla rivista scientifica “Science advances”, si è fatto un gran parlare. Finalizzato a ricercare le cause della scomparsa della (leggendaria) megafauna endemica malgascia, punta il dito soprattutto sull’«aumento delle attività umane», ovvero sull’impatto della colonizzazione umana. Mentre i cambiamenti climatici sono di fatto derubricati a causa secondaria, contrariamente alle previsioni di molti. Per gli approfondimenti, rinviamo comunque all’incipit del servizio di Salvo Privitera, pubblicato sul portale “Everyeye.it”, e intitolato «Millenni fa il Madagascar aveva creature mai viste che si sono tutte estinte: chi è stato?».

«Molto tempo fa il Madagascar ospitava sulla sua isola creature davvero uniche come uccelli, mammiferi e rettili giganti mai visti in nessun’altra parte del nostro mondo. Oggi, però, questi animali non si trovano più sull’isola e sono rimasti solo alcuni fossili: per quale motivo? Sarà stata colpa degli umani o del cambiamento climatico? Uno studio recente ha forse trovato la risposta: le condizioni di siccità hanno reso difficile la crescita dei grandi animali, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le attività umane. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances il 16 ottobre».

Carceri in Madagascar, l’appello di Amnesty International

Ha avuto ampia eco, sulla stampa, il più recente appello di Amnesty International al président del Madagascar, Andry Rajolina. Si punta il dito contro sovraffollamento delle carceri e ricorso eccessivo alla custodia cautelare. Secondo Deprose Muchena, che dirige il Programma Africa orientale e meridionale dell’organizzazione non governativa, «il presidente Andry Rajoelina deve mantenere la sua promessa di decongestionare le strutture carcerarie», risalente a circa un anno fa. A suo giudizio, «il presidente Andry Rajoelina non ha mantenuto la sua promessa di decongestionare le prigioni del Madagascar, che sono tristemente sovraffollate. Anche se il coronavirus si diffonde in tutto il Paese, le carceri rimangono piene di persone in custodia cautelare, tra cui molti minorenni, accusate di reati minori non violenti».

E prosegue chiedendo la liberazione di chi non è socialmente pericoloso: «Causa i fallimenti del sistema giudiziario malgascio, migliaia di persone si ritrovano in carcere prima ancora di essere processate, da qui il grave sovraffollamento. Il presidente Andry Rajoelina deve rilasciare immediatamente coloro che sono in custodia cautelare – a cominciare da chi non rappresenta alcuna minaccia per la società, vale a dire i detenuti per reati minori commessi senza violenza, e i minori – e fare in modo che gli altri detenuti abbiano accesso a cure mediche adeguate».

Fête du Cinéma, in Madagascar si celebra l’Italia

Organizzata dall’Institut français de Madagascar (Ifm) – presso la sede dell’Istituto, nel quartiere Analakely della Capitale – la quarta Fête du Cinéma – edizione 2020 celebrerà l’Italia, la sua lingua, e il suo cinema. L’evento si terrà tra il 28 e il 31 ottobre prossimi: grazie alla fine dello Stato di emergenza sanitaria legato alla pandemia, nell’intero Madagascar sono, infatti, di nuovo realizzabili sagre, concerti e spettacoli. A patrocinare l’evento, anche l’Ambasciata di Svizzera in Madagascar, e il Consolato onorario d’Italia ad Antananarivo, oltre ovviamente alla locale missione diplomatica transalpina, attraverso l’Ifm.

Per la serata inaugurale sarà proiettato “Cronofobia”, del regista ticinese Francesco Rizzi, originario di Mendrisio: un film drammatico, a sfondo psicologico. Il giovedì sarà invece dedicato al cineasta Federico Fellini, per ricordarne il centenario della nascita. In programma, “Otto e mezzo”, e “La dolce vita”. Sabato sarà poi la giornata in onore del compositore, recentemente scomparso, Ennio Morricone. Per rendergli omaggio, la scelta degli organizzatori è ricaduta su “Il buono, il brutto e il cattivo”, firmato da Sergio Leone. L’altra pellicola della rassegna sarà “Il traditore” di Marco Bellocchio, in concorso al Festival di Cannes nel 2019.

Va infine segnalato che i film saranno proiettati in lingua originale, e con sottotitoli in francese.

Investire in Madagascar, consigli utili – 39

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

E’ probabile aver a che fare, magari per motivi di concorrenza, con un potente locale? E’ rischioso?

«Lo scrittore romano Gaio Giulio Fedro ha scritto ne “L’aquila e la cornacchia” – versione latina di una fiaba del favolista Esopo – che “contra potentes nemo est munitus satis”: ossia, “nessuno è sufficientemente difeso contro i potenti”. Lo storico greco Diogene Laerzio ha poi dato un bel consiglio: “Comportati con i potenti come fai col fuoco: non stare né troppo vicino, né troppo lontano”. In questi due aforismi sono racchiusi i consigli su come comportarsi con i più influenti: ovunque nel mondo, anche in Madagascar. Chi vuole svolgere un’attività commerciale o industriale, per evitare problemi, dovrà ricordarsi di queste massime. E soprattutto dovrà destreggiarsi con i potentati locali, così come si fa col fuoco».

Il cantautore Damian sogna il Madagascar

Segnaliamo oggi “Madagascar”, l’ultimo singolo di Damiano Mongiello, in arte Damian. Nel brano il cantautore – originario di Bari, e messosi in evidenza attraverso la trasmissione “X Factor” – immagina che una coppia – appena unita dal più classico dei colpi di fulmine – decida di mollare il passato, e partire per un lungo viaggio. Appunto, nell’Isola rossa. Prima di rinviare all’incipit dell’articolo «Damian: ecco il singolo Madagascar in vista del nuovo album», pubblicato su “Novella 2000”, ricordiamo che l’artista sta ultimando un disco con nove inediti, più una traccia strumentale.

«Il cantautore pugliese Damian prepara il nuovo album e intanto pubblica il singolo Madagascar: ecco che cosa ci ha raccontato. Si chiama Madagascar il nuovo singolo del cantautore pugliese Damian, che già abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare con il precedente lavoro discografico Niente è come previsto. Il singolo di esordio gli ha assicurato un meritato successo, e nel passaggio radiofonico ha conquistato le Top 10 di varie classifiche musicali nazionali. Attraverso Madagascar Damian racconta la storia di un incontro occasionale. Due persone, come spesso capita, incrociano i loro destini per un futuro insieme che si dimostrerà fatale. “Basta un semplice sguardo, a volte, per scatenare determinate emozioni e stimoli che ci spingono all’azione immediata, al corteggiamento”, spiega Damian».

Carestia al Sud, le cose da sapere

Nelle ultime settimane, siccità e carestia – in una parola, la fame – stanno di nuovo fustigando il Sud del Madagascar, specie le Regioni Anosy e Androy. (In quest’ultima – tra le aree più svantaggiate – ben il 94% della popolazione rurale vive al di sotto della soglia di povertà, mentre il 68% soffre ciclicamente d’insicurezza alimentare, ndr). La cifre ufficiali attestano nove decessi, per questa ondata di kere, ma gli operatori sul campo assicurano che il numero delle vittime sia molto superiore. Secondo gli esperti è una conseguenza – tra le più tragiche e visibili – del riscaldamento globale: le riserve idriche diminuiscono di anno in anno, i raccolti sono sempre più miseri, e il cactus Opuntia stricta è insufficiente per nutrire l’intera popolazione.

Risulta tuttavia che quest’anno la situazione sia ancor più grave del solito, e in certe aree non si registrano precipitazioni da nove mesi. Naturalmente si è mosso il presidente della repubblica – che nei giorni scorsi ha partecipato alla distribuzione di alimenti, offerti dallo Stato in collaborazione con il Programma alimentare mondiale (Pam) – ed anche il mondo della Cooperazione, specie francese. E non potevano mancare le polemiche sulla distribuzione: «Il cibo è davvero lì, negli hangar, davanti alla gente, ma viene distribuito solo a un piccolo gruppo di 500 persone a settimana», dichiara la cantante Talike Gellé.

Investire in Madagascar, consigli utili – 38

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

In tempi in cui il mondo è travolto dal Covid, ha senso programmare un investimento in Madagascar?

«Il Paese è stato appena lambito dal Covid, anche se, ovviamente, sui perché non vi è unanimità. Fatto sta che i decessi sono solo 238 su oltre 26 milioni di abitanti, e giorni fa è stata annunciata la fine dello Stato d’emergenza sanitaria. Più in generale credo che, pur in tempi di pandemia, vi siano molti e validi motivi per investire in loco. In primis, ricordo che ogni settore economico sta crescendo, e neppure il coronavirus bloccherà questi progressi. Credo poi che i cittadini delle Nazioni europee in recessione abbiano tutto l’interesse a guardare al Madagascar, ove l’impatto del costo del lavoro per le aziende è modesto, e il regime tributario è molto favorevole, senza che ciò bolli il Paese come paradiso fiscale».