Il gatto feroce del Madagascar, arabo e domestico

Se vogliamo fare del portale anche un database di cose malgasce, non possiamo tralasciare la news sui feroci gatti del Madagascar. Attenzione, non ci si riferisce al fossa o fosa, che non è neppure un felino. Insomma, un articolo apparso su “Science” spiega i dettagli di una tra le ultime scoperte in fatto di felini: i grossi gatti delle foreste malgasce discendono dai docili mici domestici, che oltre mille anni fa giunsero sull’Isola rossa con le migrazioni arabe. Un’influenza, quella islamica sulla Grande Île, che è continuata sino ad oggi, lasciando numerose vestigia. La scoperta zoologica è descritta altresì sull’articolo «Svelato il mistero dei feroci gatti del Madagascar: il loro antenato è quello che non ti aspetti», pubblicato su “La Stampa”.

Segue l’incipit. «Nel 2009, mentre camminava su un sentiero dove aveva appena visto il corpo ormai senza vita di un lemure, l’antropologa Michelle Sauther dell’University of Colorado ha sentito uno strano fruscio. Girando lo sguardo, ha capito di aver fatto un incontro più unico che raro: davanti ai suoi occhi si è palesato per pochi secondi un grande felino dal mantello tigrato. Un gatto della foresta del Madagascar. Stiamo parlando del più grosso e misterioso carnivoro dell’isola africana. Infatti la storia di questi «inaffer​​​​​abili felini», grandi il doppio rispetto alle dimensioni dei gatti domestici, è stata finora un enigma».

Investire in Madagascar, consigli utili – 14

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

La criminalità può frenare l’aspirante investitore? Alcune città non hanno una nomea immacolata…

«Il fenomeno riguarda in primis le zone rurali, ove i predoni noti come Dahalo fanno razzia di bestiame e altro. Poi ci sono i tanti malfattori comuni, nelle città e in campagna. Comunque i numeri della delinquenza non sono affatto drammatici, e in certe aree del Belpaese la situazione è di certo peggiore. E poi il Governo fa di tutto per tenere la situazione sotto controllo. Insomma, il tasso di criminalità non è tale da poter scoraggiare il neo imprenditore. Capita anche che i malfattori colti in flagrante dalla popolazione, se la vedano veramente brutta: i cittadini inferociti li catturano e li picchiano, prima di consegnarli alla Polizia. E se i fatti sono gravi, i malcapitati sono uccisi dalla stessa folla, linciati».

Covid, tre bocciature per il Madagascar – 2

(Prosegue). I passeggeri provenienti dall’Isola – indipendentemente dalla nazionalità – dovranno effettuare un tampone, all’arrivo su suolo francese. Il primo ministro transalpino, Jean Castex, nel suo annuncio, ha incluso l’Isola rossa tra i «16 Paesi con una circolazione virale particolarmente forte», e ha specificato che chi dovesse risultare positivo, sarà tenuto alla quarantena. La misura riguarderà essenzialmente i turisti e i residenti europei (specie francesi), di ritorno con i voli di rimpatrio. Le frontiere europee continuano infatti ad essere chiuse al Madagascar, che ha peraltro da tempo bloccato i propri voli commerciali.

Il terzo. Ultimo, ma non per importanza, lo scontro – altri parlano di difetto di comunicazione – tra il titolare del Ministero della Sanità pubblica, Ahmad Ahmad, e il resto dell’Esecutivo. Questi ha inviato una lettera alla comunità internazionale, per chiedere con urgenza – al fine di contrastare la pandemia – ulteriori attrezzature sanitarie: «Gli ospedali sono sopraffatti dall’afflusso di forme gravi di malattia, di cui alcune purtroppo evolvono sino alla morte per mancanza di cure». Tuttavia Lalatiana Andriatongarivo Rakotondrazafy, portavoce del Governo e ministro della Comunicazione e della cultura, ha reagito con un comunicato piccato: l’Amministrazione non ha assolutamente approvato la richiesta, «effettuata senza consultazione» previa.

Covid, tre bocciature per il Madagascar

Ormai è unanime: le Autorità del Madagascar stanno gestendo l’emergenza rappresentata dalla pandemia in modo insoddisfacente. E non ci riferiamo all’aspetto strettamente sanitario di contagi e decessi – date le condizioni di partenza, forse era impossibile far di meglio – quanto all’immagine di fermezza e autorevolezza che in molti si attendevano. Insomma la narrazione e la storytelling di Presidenza e Governo non sono sinora state all’altezza. Dimostrano quanto detto tre insuccessi, che suonano come sonore bocciature. Il primo. E’ notorio che nel Paese non esiste un’assistenza sanitaria gratuita, e così molte aziende stipulano assicurazioni mediche, per i loro dipendenti.

In questo scenario, le Autorità non hanno esitato a sbandierare, inizialmente, la gratuità delle cure per il Covid; ma dopo l’aumento dei ricoveri, ecco che sono state pronte a trincerarsi dietro “clausole vessatorie”. Insomma, grazie a pungenti reportage della stampa, si è presto scoperto che la gratuità esisteva solo a certe condizioni: il paziente deve essere ufficialmente testato come positivo, è limitata ai farmaci del protollo Covid (azitromicina e idrossiclorochina) e dunque non riguarda quelli per le patologie pregresse, e soprattutto vale solo se, nello stesso centro di ricovero, detti medicinali sono effettivamente presenti. Il secondo.

Il Paese è finito nella “lista rossa” di Parigi. (Continua).

Dati Covid sottostimati, lo dice anche il Vaticano

Spiace dirlo, sembra di fare i complottisti o mancare di rispetto agli operatori sul campo; ma in Madagascar i dati ufficiali sul Covid-19 sono tanto sottostimati, da essere pressochè inattendibili. Il rapporto tra casi testati e diagnosi di positività ha addirittura superato il 61 per cento, quando ad esempio in Italia si è passato il dieci solo nelle fasi più drammatiche. Una constatazione fatta anche dal Vaticano, a leggere l’articolo «Covid-19: la sofferenza del Madagascar. Deceduti due missionari». Il servizio di Giancarlo La Vella – pubblicato sul portale “Vatican news” (l’antica “Radio vaticana”) – tratta delle morti di due missionari italiani, avvenute giorni fa, a distanza di ore l’una dall’altra: «Si tratta di padre Albano Passarotto, religioso vincenziano di 80 anni, da ben 56 anni in Madagascar, e don Luigi Piotto, dell’Opera di Don Orione, 65 anni, da 28 anni missionario nell’isola africana».

Prima di riportare l’incipit del pezzo, rammentiamo che canali non ufficiali parlano di una terza vittima italiana. In questo caso l’attribuzione al Covid è tuttavia solo presunta: in questa difficile situazione, solo di rado le Autorità procedono ai test post mortem. «Di recente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme per l’Africa. I dati ufficiali sulla pandemia di coronavirus, che giungono dal continente, sembra siano molto inferiori a quelli reali».

Investire in Madagascar, consigli utili – 13

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

La zavorra della burocrazia può ostacolare, in modo decisivo, il neo-investitore?

«Il fiscalismo si limita agli atti che riguardano le persone fisiche – come i permessi di soggiorno – e alle pratiche eccezionali (vedi le licenze per attività speciali, come l’esportazione di alimenti). Per il resto parlerei di una burocrazia umana. Un esempio è la tenuta della contabilità delle imprese, ove si ammettono ricevute o documenti su foglio di carta. La creazione di società di persone o capitali non richiede notaio, né versamento in banca del capitale: questo resta indicato nell’atto costitutivo, e l’ammontare può essere minimale, (tipica è l’indicazione del milione di ariary, 232 euro).  E nessuna cavillosità per l’acquisto di un’auto o la sua assicurazione, che per una piccola cilindrata costa meno di quattro euro al mese».

Il Madagascar 23 anni fa, secondo Pietro Scozzari

Seguiamo da quasi un ventennio il lavoro di Pietro Scozzari: giornalista, scrittore, fotoreporter, e autore di guide turistiche, è senz’altro una delle penne più intriganti in fatto di reportage di viaggio. Per questo ci permettiamo di consigliare una sua “vecchia” guida dedicata all’Isola rossa – pubblicata da Gremese editore nel 1997 – intitolata appunto “Madagascar”. Un’opera che ci consentirà un salto nel tempo, facendoci scoprire (o riscoprire) il Madagascar di 23 anni fa. Tornando a tempi più recenti, segnaliamo che lo stesso Autore, nel 2019, ha pubblicato «Vita da Toubab – Dal Senegal alla Guinea-Bissau in taxi-brousse»: bell’esempio di letteratura di viaggio dedicata al Continente nero.

Segue l’incipit della sinossi del libro. «Toubab, in wolof, la lingua dell’etnia dominante del Senegal, vuol dire ‘bianco/a’, di origine europea, ricco: solo chi ha i soldi può permettersi di viaggiare per noia. Oltre alla cronaca di un viaggio tra il Senegal, il Gambia e la Guinea-Bissau, il libro è il ritratto del contrasto culturale, talvolta divertente e spesso inevitabile, tra europei e africani. Il toubab, viziato e con molte puzze sotto il naso, fa molta fatica ad accettare svariati aspetti della quotidianità africana. Lo strumento, il pretesto, per dipingere questo contrasto è il taxi-brousse, il mezzo di trasporto collettivo insostituibile per muoversi nell’Africa francofona».

12 agosto, summit Ue-Madagascar

L’ottavo round del dialogo politico tra Madagascar e Unione europea (Ue) – presente a livello di cooperazione col Team Europe, formato da Ue, e i Paesi membri in loco, Francia e Germania – causa pandemia, è stato rinviato da fine luglio al 12 agosto. Per la stessa ragione, si terrà in videoconferenza. E’ il secondo summit del genere cui partecipa questo Governo, dopo quello di maggio 2020. Si discuterà su come rafforzare i legami tra le parti, affrontando gli aspetti della cooperazione da consolidare o migliorare. Nell’attuale contesto, il dialogo potrebbe essere incentrato sulla lotta al Covid-19, ma è probabile che vengano affrontati anche i temi tradizionali: buon governo, sicurezza, diritti umani, situazione economica e settore delle energie rinnovabili.

Questi vertici sono previsti dall’articolo 8 della Convenzione di Cotonou (2000): l’accordo che disciplina la cooperazione tra Ue e il Gruppo degli stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. (Questa organizzazione internazionale, nota come Acp, partecipa a un particolare sistema di partenariato con l’Ue, ndr). Detto articolo impone alle parti di portare avanti, con regolarità, un dialogo politico globale, equilibrato e approfondito, che conduca a impegni reciproci: «Lo scopo di questo dialogo è di scambiare informazioni, incoraggiare la comprensione reciproca e facilitare la definizione di priorità e principi comuni».

Investire in Madagascar, consigli utili – 12

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Potrebbe farci una panoramica del costo della vita, sia nella Capitale, sia nel resto del Paese?

«E’ decisamente basso e a mio giudizio una coppia può vivere decentemente con 500 euro al mese. La somma equivale – al netto delle commissioni – a più di due milioni e 134mila ariary: un ammontare superiore a dieci volte il salario minimo, fissato a 200mila. Una casa dignitosa si può affittare con 200mila, e la carne si aggira sui 13mila al chilo. E poi frutta, verdura e pane sono molto economici, costano pochi centesimi. Il costo della vita non varia molto tra la Capitale, e le altre cittadine, magari sul mare: qui si trova buon pesce a 10mila al chilo. Visite mediche e ricoveri in ospedale non sono cari, mentre la benzina costa circa 90 centesimi di euro al litro. E per un’auto usata si possono spendere meno di mille euro».

Covid-19, insofferenza e tensioni

In Madagascar l’epidemia – pur non presentando certe criticità sanitarie viste altrove – appare un pantano. Sullo sfondo, la crisi economica acuta, e tensioni crescenti tra popolazione e Forze armate. Che sono chiamate a far rispettare le varie ordinanze, draconiane, per il contenimento dei contagi. Detto fuori dai denti, queste misure igienico-sanitarie – le stesse dei Paesi europei – poco si adattano a un Paese in via di sviluppo. E quel che conta, la cittadinanza è sempre più convinta rappresentino solo una forma di autotutela delle Autorità. Il clima è ben descritto da tre episodi, accaduti nelle ultime ore. A Ilakaka, cittadina mineraria della Regione Ihorombe, un militare schiaffeggia un 30enne con disturbi psichici, perchè sprovvisto di mascherina, mentre un pastore protestante filma la scena.

E mentre il soldato se la prende col religioso, il 30enne impugna una pietra, minaccioso. Così il militare perde le staffe: insegue lo psicolabile, e lo ferisce gravemente con l’arma da fuoco. La folla, informata, si rivolta, e blocca le vie con pneumatici incendiati. A Toamasina un 60enne privo di mascherina si becca un pugno in faccia da un militare, perchè rifiuta di seguirlo in caserma. A Mahajanga protestano i negozianti dei beni non essenziali – obbligati a chiudere – che si chiedono perchè solo loro debbano sopportare la gran parte delle conseguenze del blocco commerciale.