Nunzio Gualtieri in Perù, sui media bilancio del mandato a Tana

Monsignor Paolo Rocco Gualtieri, nunzio apostolico in Madagascar, nelle Seychelles e in Mauritius e delegato apostolico nelle Isole comore, giorni fa è stato nominato nunzio in Perú. Lascerà così la missione di Tana che guidava dal ’15. I media cattolici hanno tentato un bilancio dell’esperienza, segnalando come abbia incoraggiato le strutture cattoliche «a proseguire sulla strada del servizio e dello sviluppo delle popolazioni malgasce». Per approfondire, rimandiamo al pezzo del sito “Portalecce”, dal titolo «Dal Madagascar all’America latina. Mons. Paolo Gualtieri nuovo nunzio apostolico in Perù».

Eccone l’incipit. «Papa Francesco ha nominato nunzio apostolico in Perú, mons. Paolo Rocco Gualtieri, salentino di Supersano (diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca), arcivescovo titolare di Sagona, finora nunzio apostolico in Madagascar, nelle Seychelles e in Maurizio, delegato Apostolico nelle Isole Comore e in La Riunione. La nomina è stata resa nota stamattina dal Bollettino della Sala stampa vaticana. Mons. Gualtieri è volto noto nella diocesi di Lecce (LEGGI) non solo per via delle sue origini ma anche perché, sulla scia dei suoi predecessori rappresentanti della Santa Sede in terra malgascia, tra i quali un altro salentino di Andrano, mons. Bruno Musarò, ha continuato a mantenere vivo, anzi, a rendere ancor più solido, il forte legame tra la nostra terra e la terra africana».

X Summit Ue – Madagascar, cosa resterà? – 2

(Prosegue). Durante il Dialogo politico, sono poi state affrontate le questioni attinenti ai diritti umani, come l’omicidio del militante ambientale Henry Rasoloarisoa. L’Unione europea ha così chiesto chiarimenti sulla vicenda, e invitato a introdurre una normativa che tuteli informatori e whistleblower. Il presidente Andry Rajoelina ha poi esposto le varie realizzazioni del suo Governo: dagli interventi sulla Route nationale 13 (Rn 13), alla lotta contro la carestia. Né è mancato un elogio al diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo – capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore – per il coinvolgimento e l’impegno personale in Androy, Anosy e Atsimo Andrefana, le Regioni più in difficoltà.

Le parti hanno poi esaminato i progetti in corso o di prossima attuazione, che saranno supportati dal nuovo strumento di cooperazione dell’Unione europea, denominato Neighbourhood, development and international cooperation instrument (Ndici) – Global Europe. Dette iniziative riguardano più settori: governance, infrastrutture, energia, salute, sviluppo rurale, integrazione regionale. Si è parlato anche del rinnovo dell’Accord de partenariat de pêche durable Ue-Madagascar, che secondo le parti avverrà entro l’anno. E Rajoelina ha concluso, ottimista, che negli ultimi tre anni la cooperazione bilaterale tra le parti ha conosciuto una forte accelerazione.

X Summit Ue – Madagascar, cosa resterà?

Giorni fa si è svolto nel Palazzo Iavoloha – residenza ufficiale del capo dello stato – il 10° Dialogo di partenariato tra Madagascar e Ue (10e Dialogue de partenariat entre Madagascar et l’Ue). Presenti, il presidente del Madagascar Andry Rajoelina, il premier Christian Ntsay, vari ministri, il diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo, capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore, gli incaricati d’affari di Germania e Francia. Vari i temi all’ordine del giorno, in primis la politica nazionale e le Presidenziali ’23. Hanno esordito gli europei, che hanno invitato la controparte ad attuare le raccomandazioni formulate nella Relazione finale della Mission d’observation électorale de l’Union européenne del 2018.

L’Unione europea ha infatti sottolineato l’importanza di un processo elettorale inclusivo, pacifico e trasparente. Ha fatto seguito l’intervento del presidente: «Il Madagascar non è un Paese in crisi. Quello che conta per noi oggi è garantire la salute del Paese, il benessere delle persone, la ripresa economica, ma anche la pacificazione»; ha poi aggiunto che «il Madagascar ha bisogno di stabilità per andare avanti con calma, per riprendersi dallo shock delle recenti crisi. È solo favorendo un clima sociale pacifico e unito che potremo liberare tutto il potenziale del Madagascar e guidarlo sulla via della prosperità». (Continua).