Investire in Madagascar, consigli utili – 4

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Qual è il ritorno medio – in termini di redditività e convenienza – di un piccolo investimento?

«Il ritorno medio di un piccolo investimento, ad esempio di diecimila euro, può consentire un reddito mensile di circa mille euro: un ammontare che corrisponde addirittura a venti volte il salario minimo legale. La convenienza di un tale investimento è dunque massima: in Italia ciò non sarebbe neppure immaginabile. Non si deve necessariamente puntare su un ristorante o un negozio. Acquistando un’auto a nove posti, tipo uno Hyundai Satellite Starex – oppure un minibus a 25 posti come il Mercedes-Benz Sprinter – con meno di diecimila euro si può creare una piccola agenzia di trasporti, o una linea di trasporti pubblici. I guadagni si aggireranno tra i 30 e i 40 euro al giorno: una somma che permette di vivere discretamente».

In Madagascar, gli attentatori comoriani?

Il 23 maggio il quotidiano online “Africa express”, diretto da Massimo Arturo Alberizzi, ha dato notizia di un tentativo di attentato presidenziale alle Comore. Poichè, come si riferisce, alcuni responsabili dei fatti si sarebbero rifugiati in Madagascar, ci sentiamo in dovere di richiamare il puntuale servizio, a firma di Cornelia I. Toelgyes. Segue l’incipit dell’articolo «Tentano di ammazzare il presidente: 19 arresti alle Comore», che spiega anche la deriva dittatoriale del Governo locale, e il clima di terrore politico che si respira.

«Le autorità dell’Unione delle Comore hanno arrestato 19 persone ieri mattina, con l’accusa di appartenere a una “organizzazione prettamente terrorista”, altri componenti del gruppo sono attualmente ricercati in Francia e Madagascar. Secondo quanto riportato da un magistrato dello Stato insulare – che comprende 3 isole (Grandi Comore, Anjouan e Moheli) e si trova nell’estremità settentrionale del Canale del Mozambico, nell’Oceano Indiano – l’organizzazione avrebbe tentato di far esplodere l’aereo presidenziale lo scorso 19 aprile. Mohamed Abdou, procuratore alla Corte per la sicurezza dello Stato ha fatto sapere che gli arrestati avrebbero tentato di introdurre una bomba artigianale, provvista dispositivo azionabile a distanza, nell’aeromobile che il 19 aprile portava il dittatore Azali Assoumani dall’isola di Anjouan a quella di Mohéli».

Anche il Madagascar avrà il suo “colosseo”

In Madagascar infuriano le polemiche per la costruzione di un anfiteatro, ironicamente ribattezzato “Colosseo” – Kianja masoandro, in malgascio – per la somiglianza col monumento romano. Le critiche derivano sostanzialmente dalla location scelta. La costruzione – che dovrebbe essere inaugurata prima del 26 giugno, Festa nazionale – si trova nel parco dello storico Palazzo della regina ad Antananarivo. Ci riferiamo al Rova di Manjakamiadana, o Anatirova, sulla collina di Analamanga: un luogo storico, e sacro per le tradizioni locali. E poi non lontano si trova anche la chiesa inaugurata dalla regina Rasoherina. Per la titolare del Ministero della Comunicazione e della cultura, Lalatiana Rakotondrazafy, l’arena dovrebbe «ospitare spettacoli, per affrontare la storia del nostro Paese in modo educativo, popolare e culturale».

Il teatro fa parte di un programma di costruzioni, con cui il presidente Andry Rajoelina intende celebrare il 60esimo anniversario dell’Indipendenza. L’opposizione ha parlato di «sacrilegio»: «Hanno massacrato sistematicamente un luogo sacro, un simbolo storico, all’interno del recinto del Palazzo Manjakamiadana. Da quanto tempo esistono i colossei nella cultura malgascia?». Sui social è partita una petizione per chiedere la sospensione dei lavori, e anche l’United nations educational scientific and cultural organization (Unesco) ha manifestato perplessità.

Investire in Madagascar, consigli utili – 3

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Può fornirci dei dati sui capitali necessari all’avvio di un’impresa, nei vari settori produttivi?

«Per un piccolo ristorante di 50 o 60 metri quadrati, nella Capitale, si consideri un affitto tra 300 e 400 euro. Va comunque versato un mese di caparra. Per l’arredo stimo quattromila euro, quindi con circa cinquemila si apre, e si può guadagnare subito. Per un internet point a otto postazioni valuto tremila euro, oltre a un affitto tra 150 e 200. Per un alimentari non si sorpassano i cinquemila euro, mentre per un negozio di autoricambi o moto, i costi sono più elevati. Bisogna poi aggiungere il costo di creazione di una ditta individuale o società, e gli oneri per la residenza, variabili fino a tremila euro: con circa diecimila euro d’investimento si può ottenere un’immediata base di reddito. Certo, con più risorse …».

La scoperta della “bestia pazza”

Incuriosisce la scoperta – avvenuta nel Nord ovest del Madagascar – del più antico fossile di mammifero completo, nell’emisfero australe: non a caso è stato battezzato Adalatherium hui, “bestia pazza”. I dettagli della scoperta dello scheletro – che ricorda quello di un tasso delle dimensioni di un gatto – sono in uno studio pubblicato settimane fa su “Nature” (qui la sinossi). E’ però opportuno fornire qualche dettaglio, anche in questa sede. Invero è interessante anche l’aspetto etimologico: adala in malgascio significa “pazzo”, mentre therium è una traslitterazione dal greco, e sta per “bestia”. La pazzia è invece legata all’ardua collocazione dell’animale nel quadro dell’evoluzione delle specie, come spiega il portale “Notizie scientifiche.it”: «Infrange diverse regole dell’evoluzione dei mammiferi per come la conosciamo. Innanzitutto lo scheletro risulta “stravagante” paleontologicamente parlando: possiede caratteristiche molto primitive nell’area del muso».

Segue l’incipit del pezzo «Identificato strano mammifero vissuto a Madagascar più di 60 milioni di anni fa», pubblicato su “Notizie scientifiche.it”. «Una nuova scoperta mostra quanto svilupparsi su un’isola possa portare a insoliti risultati in termini evoluzionistici. Molto spesso, quando una specie animale resta “bloccata” su di un’isola per molte generazioni, può sviluppare caratteristiche fisiche molto insolite».

Fake news, il Madagascar va di moda

Il Madagascar e il suo presidente, Andry Rajoelina – dopo la presentazione del Covid-Organics, ossia il medicinale fitoterapico a base di artemisia, contro il coronavirus – sono stati presi di mira dai fabbricanti di bufale. Alcune indagini hanno scoperto che i profili Facebook più coinvolti nella diffusione virale di queste fake news, apparterrebbero a giovani della Repubblica democratica del Congo. Più complesso definire i mandanti, ma la crociata della Casa Bianca contro l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), fornisce una pista. Invero dell’unica tra le cinque “bufale malgasce”, che ha avuto risonanza mondiale – quella sull’abbandono dell’Oms da parte del Madagascar – abbiamo scritto.

Giova però rammentare anche le altre, per farsi un’idea del fenomeno. Il presidente russo Vladimir Putin avrebbe richiesto un milione di pozioni di Covid-Organics, invitando gli africani a non seguire le indicazioni dell’Oms: falso. Del resto sinora Mosca ha sempre difeso l’operato dell’agenzia. E ancora. Missione del Governo del Gabon in Madagascar, per ordinare Covid-Organics: falso. Proseguiamo. Rajolina dichiara che l’Oms gli avrebbe offerto 20 milioni di dollari per avvelenare il prodotto fitoterapico: un falso. E infine: Rajoelina afferma che Cina e Stati uniti gli avrebbero offerto «milioni», per immettere veleno nel farmaco all’artemisia.

Un falso, neppure troppo intelligente.

Il caso Arphine Rahelisoa, spiegato bene – 2

(Prosegue). Nei giorni scorsi è dunque stata scarcerata anche Arphine Rahelisoa, direttrice del tri-settimanale “Ny Valosoa”, ed amministratrice della pagina Facebook del giornale. La testata non esce in edicola dall’inizio dell’epidemia, ma continua ad essere aggiornata online. La giornalista è nota per essere molto vicina al leader dell’opposizione moderata Marc Ravalomanana, e non lo ha certo nascosto quando ha trattato della gestione della crisi sanitaria, da parte del presidente Andry Rajoelina. Ha titolato in modo sguaiato «Covid-19, confinement, Andry Rajoelina, assassin», e si è proceduto all’arresto con l’accusa d’«istigazione all’odio» nei confronti del capo dello stato.

Sono intervenute le associazioni dei giornalisti, quelle della società civile, e le organizzazioni internazionali, e dopo un mese rinchiusa nel famigerato Penitenziario di Antanimora, è stata infine liberata. Dopo la scarcerazione, il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Gérard Rakotonirina, ha dichiarato: «Sono contento di questa decisione del capo dello stato, e di ciò lo ringrazio. L’Ordine dei giornalisti ha fatto una forte campagna, per la liberazione incondizionata del direttore del trisettimanale “Ny Valosoa”, e il messaggio è stato ascoltato. Inoltre, penso che sarebbe meglio che il capo dello stato controlli il suo entourage, poiché una tale situazione danneggia l’immagine dell’apparato».

Investire in Madagascar, consigli utili – 2

Vittorio Conte, da oltre dieci anni in Madagascar, autore di vari libri, tra cui “Vivere felici in Madagascar con 500 euro al mese o creare un’attività con pochi soldi”, oltreché gestore del portale www.italiamadagascar.info , si occupa di assistenza legale e finanzaria. I suoi clienti sono in primis italiani che aspirano a trasferirsi nell’Isola rossa, come pensionati o imprenditori. Qui risponderà a una nostra domanda in sintesi, ma può fornire gratis ulteriori dettagli via e-mail, italiamadagascar@gmail.com , o Skype, azmadagascar , o Whatsapp: 00393500342209.

Ci può accennare qualcosa sul visto per pensionati? E’ arduo provare le entrate pensionistiche?

«Come primo approccio, è preferibile entrare come turisti, per conoscere bene il Paese. Poi si potrà comunque richiedere la residenza – cominciando dal Visa immigrant (transformable en long séjour) – presso l’Ambasciata malgascia in Italia. La procedura del Visto per pensionati (Visa Retraités) è semplificata rispetto al Visa Investisseur, e chi vuole può contare sulla nostra assistenza. E’ preferibile ricevere la pensione su un conto bancario italiano, per evitare sia i rischi inflazionistici, sia la non convertibilità della moneta locale in euro. Inoltre, in questo caso, il beneficio pensionistico non è soggetto a nuova tassazione, nè si deve fornire documentazione della propria posizione previdenziale alle Autorità locali».

Il caso Arphine Rahelisoa, spiegato bene

Pur con ritardo, diamo conto della guerra a bassa intensità tra il presidente del Madagascar Andry Rajoelina e la stampa, specie quella di opposizione. Il conflitto si è concluso senza vincitori il 3 maggio, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa. Il capo dello stato ha annunciato il rilascio dei giornalisti detenuti, compresa Arphine Rahelisoa, in carcere da aprile: della direttrice del trisettimanale “Ny Valosoa” si era parlato molto. Si è trattato della prima giornalista donna a finire in carcere nel Paese, e poi la critica “criminosa” riguardava un argomento delicato, come la gestione a livello statale del coronavirus.

In occasione della liberazione per volontà  presidenziale, il Ministero della Comunicazione e della cultura si è sentito in dovere di emettere un comunicato, per spiegare le ragioni delle Autorità : «Le restrizioni sono imposte dalla necessità di preservare la salute e la vita dei nostri concittadini. Di conseguenza, in casi eccezionali, l’esercizio delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di stampa, non può essere lo stesso dei tempi normali. La situazione eccezionale impone un nuovo scenario, temporaneamente. Inoltre l’esercizio abusivo di questa libertà – vale a dire senza tener conto delle regole della situazione di emergenza, né delle norme in vigore – non può in alcun modo essere considerato libertà di stampa».

(Continua).

Isole Sparse rivendicate, la Francia risponde picche

In seguito al comunicato del presidente del Madagascar, Andry Rajoelina – che ha ribadito la volontà di ottenere dalla Francia la «restituzione» delle Isole Sparse dell’oceano Indiano – il Ministère de la Transition écologique et solidaire (il Dicastero dell’Ambiente) ha risposto picche. Lo ha fatto indirettamente, ma la sostanza è quella di un rifiuto rispetto alle rivendicazioni malgasce. Si è dichiarato che il Ministero ha avviato una consultazione sul «progetto di decreto relativo alla creazione della Riserva naturale nazionale dell’arcipelago delle Isole Gloriose», che fa appunto parte delle Îles Éparses de l’océan Indien.

«L’arcipelago delle Isole Gloriose è uno dei cinque territori che compongono il Distretto delle Isole Sparse, caratterizzato da una grande varietà di habitat costieri e oceanici», prosegue il comunicato, «i quali consentono lo sviluppo di un’importante biodiversità. Al fine di rafforzare la protezione di questo straordinario spazio, viene creata una Riserva naturale nazionale». L’Office français de la biodiversité aveva già dato il via libera a una Riserva naturale, a marzo: i francesi, in seguito alle più recenti richieste malgasce, hanno impresso una rapida svolta a una vicenda sino allora stagnante. E in ottobre il presidente Emmanuel Macron, durante il viaggio nell’Oceano Indiano, non ha mancato di ricordare la natura strategica di questo arcipelago.